Napoli, uomo trovato morto in una pozza di sangue nella sua abitazione: colpito da un oggetto contundente

Napoli, uomo trovato morto in una pozza di sangue nella sua abitazione colpito da un oggetto contundente

Una tragedia quella avvenuta a Napoli dove un uomo di 47 anni è stato ritrovato morto nella sua casa, sita al civico 143 di Via Caravaggio nel parco Persichetti, in una zona-bene di Napoli. La vittima, Francesco Bosco è stato trovato nella giornata di ieri senza vita, come abbiamo anticipato,nella sua abitazione in una pozza di sangue, da un parente preoccupato perchè da diversi giorno l’uomo non faceva avere più sue notizie.

Il corpo dell’uomo era disteso per terra vicino alla porta d’ingresso, in una pozza di sangue; sul corpo di Bosco numerose lacerazioni molto vistose per lo più sulla schiena e sulla testa, e questo fa presupporre che l’uomo sia stato ucciso da un oggetto contundente che al momento non è stato ancora ritrovato dagli agenti di polizia.

L’assassino dopo aver ucciso Bosco sarebbe uscito dall’appartamento chiudendo la porta ma non a chiave. Sul posto è subito intervenuta la Polizia che ha fatto i rilevamenti del caso, ma purtroppo non sembrano esserci buone notizie perchè non è stata ritrovata l’arma del delitto e soprattutto perchè ad oggi non c’è un sospettato. L’uomo, incensurato, viva da solo nel suo appartamento ed era un tassista, lavorava ormai da diverso tempo con il taxi nonostante avesse nell’ultimo periodo venduto la licenza per alcuni problemi di salute di carattere psicologico. Dunque, l’uomo sembra presentasse alcuni problemi di natura psicologica e gli inquirenti si stanno soffermando su questo punto e stanno inoltre indagando per capire se Bosco facesse pure uso di stupefacenti.Bisognerà attendere lo sviluppo delle indagini per cercare di fare luce su questo misterioso delitto.

La zona in cui è stato ritrovato il cadavere dell’uomo, e nello specifico la via, non è del tutto sconosciuta visto che nel 1975 proprio in questa vita avvenne un triplice delitto denominato “La strage di via Caravaggio”; la vicenda avvenne tra il 30 ed il 31 ottobre 1975 al quarto piano del civico 78 dove furono uccisi Domenico Santangelo di 54 anni e la sua seconda molgie Gemma Cenname di 50 anni ostetrica e la figlia di lui, Angela Santangelo di 19 anni impiegata dell’Inam. Anche in questo caso il triplice omicidio fu causato da un oggetto contundente mai identificato tra l’altro.

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