Naufragio nel Mar Mediterraneo, si ribalta barcone con oltre 500 migranti: salvi tutti, solo 5 vittime

Naufragio nel Mar Mediterraneo, si ribalta barcone con oltre 500 migranti salvi tutti, solo 5 vittime

Ancora un naufragio si è verificato nella giornata di ieri proprio nello spazio di mare che divide le coste europee da quelle africane.Un barcone con a bordo più di 500 migranti si è rovesciato al largo della Libia ma fortunatamente i migranti sono stati salvati grazie al pronto intervento di due navi della Marina Militare italiana e di un elicottero che coordinava dall’alto le operazioni di ricerca che hanno permesso di mettere in salvo ben 500 vite.

Sono intervenute nello specifico il pattugliatore Bettica e la fregata Bergamini della Marina Militare e 562 migranti sono così stati tratti in salvo; purtroppo questa nuova tragedia del mare ha prodotto cinque vittime, ma le ricerche sembrano essere ancora in corso per scongiurare la presenza di dispersi. Il barcone, viaggiava in condizioni di galleggiamento davvero pessime perchè sovraccarico e proprio quando è stato avvistato dalla nave Bettica nel corso dell’attività di sorveglianza nel canale di Sicilia, il barcone si è capovolto e centinaia di migranti sono finiti in mare; subito dopo sono partite le operazioni di soccorso, le navi a poca distanza dal barcone hanno cominciato a lanciare giubbotti di salvataggio, che hanno permesso ai migranti caduti in mare di salvarsi.

Intanto una bambina di soli 9 mesi è sbarcata insieme ad altri profughi a Lampedusa, ma purtroppo è arrivata da sola, visto che la mamma sarebbe morta durante la traversata.A raccontare la vicenda della bambina africana sono stati alcuni migranti soccorsi nella giornata di ieri da alcuni migranti nel Canale di Sicilia. Tra loro ci sarebbe anche una ragazza, che poi è la stessa che ha portato in braccio la piccola. Tutti i migranti soccorsi sono stati accompagnati nella mattinata di ieri all’ambulatorio,compresa la bambina che ha ricevuto le cure di Pietro Bartolo, ovvero il medico che presidia l’avamposto sanitario di Lampedusa.“L’ho visitata, sta bene – spiega Bartolo – Le abbiamo dato del latte, cambiato i vestiti. Era leggermente disidratata, ma niente di serio. È rimasta in ambulatorio per alcune ore, poi l’ho accompagnata io stesso nel centro d’accoglienza, consegnandola alla polizia. È in buone mani”. Purtroppo la mamma della piccola sarebbe morta nella traversata e adesso ci si domanda sul futuro della piccola.

Secondo quanto riportato dal responsabile della missione Oim per la Libia Othman Belbeisi, molti immigrati provengono da Somalia e Eritrea, alcuni partono pensando di fermarsi a lavorare in Libia, altri, se hanno denaro per pagarsi il viaggio, cercano di partire dalla Libia alla volta dell’Europa. Intanto l’ammiraglio Enrico Credendino difende l’operazione “Sophia“, che la scorsa settimana era stata fortemente criticata dalla Camera dei Lord del Parlamento britannico. “In mare c’è una sola legge, chi è in difficoltà va salvato. È un obbligo morale, che non dimentichiamo mai, anche se la nostra missione è un’altra: dobbiamo smantellare il modello di business degli scafisti. E per farlo in modo efficace bisogna andare in Libia“, afferma il comandante della flotta europea che combatte i trafficanti di uomini.

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