Genitori a 57 anni con la surrogata La Cassazione: la figlia stia con loro

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Nessun limite di età per essere genitori, lo decide la Cassazione che ridà la bambina ai genitori over 60

È stata dichiarata non adottabile la minore dichiarata in stato di abbandono perché lasciata da solo in macchina da genitori in età avanzata, è questa la decisione presa dalla Corte di Cassazione con la sentenza 13 435 che è di fatto procede direttamente alla revoca della sentenza con la quale la bambina era stata dichiarata adottabile.

La decisione della Cassazione si basa sul principio secondo il quale non c’è alcun limite di età per chi intenda generare i figli. Protagonista di questa vicenda è una famiglia di Casale Monferrato in provincia di Alessandria e nello specifico protagonisti sono i due genitori Gabriella e Luigi i quali danni purtroppo lottano per opporti all’adozione della figlia già risposta da una precedente Cassazione nel 2013. Gabriella è rimasta incinta a 57 anni proprio quando il marito all’epoca mi aveva già 69, i due sono diventati genitori ad età avanzata ma questo secondo la Corte di Cassazione non deve essere considerato un limite e soprattutto una colpa.

Secondo i giudici del precedente grado di giudizio Gabriella e Luigi erano considerati i genitori troppo anziani con capacità genitoriali fisiologicamente ridotte motivo per il quale la bambina era stata dichiarata adottabile, provvedimento per fortuna revocato dalla Suprema Corte che di fatto ha revocato la sentenza dei colleghi di due anni fa, rinviano il caso alla Corte d’Appello di Torino. “A parte l’errato riferimento ai pretesi ‘limiti’ che la legge italiana prevederebbe per chi intenda generare un figli, i quali non- esistono, comunque ci si aspetterebbe l’indicazione di elementi seri e gravissimi, che possano illuminare circa l’assoluta inidoneità genitoriale, agganciata all’età o ad altro, da cui fare derivare la misura estrema, e dai risvolti irreversibili, qual è lo stato di adottabilità”, si legge nella sentenza.Pare, infatti, che la coppia avesse lasciato la neonata da sola in macchina per alcuni minuti durante un trasloco, negligenza secondo il Tribunale dei minori che dichiarò i due genitori non in grado di prendersi cura della piccola a causa dell’età avanzata.

 Nel corso degli ultimi 6 anni la bambina è stata affidata ai servizi sociali i quali hanno provveduto a sistemarla in alcune comunità prima, e in diverse famiglie poi; i genitori hanno avuto modo di vedere la piccola soltanto raramente, ed in posti prestabiliti e soprattutto con la supervisione di professionisti aventi ruolo di supervisori. Oggi sulla base della nuova sentenza del della Cassazione i due genitori si sono detti molto felici e soddisfatti.“È una bellissima notizia, ma ho bisogno di capire meglio. Devo parlare con i miei avvocati. In questo momento non mi sento di dire nulla in particolare devo parlare con i miei avvocati, cercate di capire…”, ha dichiarato all’Ansa il signor Deambrosis, quasi scioccato ma indubbiamente molto contento.

Non è mai troppo tardi per essere buoni genitori. E’ il principio affermato dalla Cassazione, secondo cui se sussiste la capacià ge- nitoriale non ci sono limiti di età per essere padre e madre. La prima sezione civile ha restituito la figlia a una coppia di Casale Monferrato, provincia di Torino, revocando in via definitiva la sua adot- tabilità. La piccola è nata nel 2010 ed è stata dichiarata adottabile tre anni dopo, quando la Suprema Corte ha ritenuto che il papà e la mamma fossero troppo «anziani e sbadati» per poterla crescere. E adesso i giudici ribaltano la sentenza, restituendo la piccola ai genitori. «Solleciteremo la Corte, per lei è stato un calvario», affermano gli avvocati Maria Grazia Boscagli e Francesco Serrao.

La storia di Gabriella Carsano, 57 anni, e di suo marito Luigi Deam- brosis, 69 anni, comincia il 28 giugno 2010 quando vengono accusati di abbandono di minore: durante un trasloco la neonata era rimasta in auto da sola, a un mese e mezzo di vita, nel cortile di casa. Alcuni vicini se n’erano accorti e avevano segnalato l’episodio, i genitori si sono difesi: «Andavamo e
venivamo tra l’auto e l’appartamento, la tenevamo costantemente d’occhio.

E’ stata nel seggiolino sette minuti, il tempo di scaldarle il latte». Assoluzione piena, ma nel frattempo la figlia è dichiarata adottabile e affidata a un curatore, costituitosi in giudizio contro i genitori. E i periti si interrogano sull’effettiva «capacità genitoria- le» della coppia: l’età avanzata «non potrà essere l’unico elemento di giudizio e quindi un pregiudizio, ma unitamente agli altri elementi ha una sua considerevole importanza». Fino alla sentenza d’Appello i Deambrosis hanno potuto vedere la piccola saltuariamente, in un «luogo neutro» e proprio questa limitazione dei rapporti, secondo loro, non permette di creare un legame solido. «La bimba è stata tolta a 35 giorni e da allora ha passato con mamma e papà appena 155 ore su quasi 20 mila ore di vita, ovvero lo 0,8%. La legge prevede che per togliere un bambino alla famiglia ci siano condizioni insufficienti e non recuperabili.

E non è certo questo il caso», afferma l’avvocato Fabio Deorsola. Ora la Cassazione ha dato loro ragione, a cominciare dal fatto che le norme vigenti non consentono di profilare «il terrificante scenario di uno Stato che si arroghi il potere di rilasciare l’autorizzazione a procreare solo entro una data fascia d’età». Non solo: i genitori sono persone brave e stimate, senza «patologie mentali», ed è «lo Stato», si legge nella sentenza, «allorché ha allontanato una neonata a pochissime settimane dalla nascita» ad aver «indotto» nella bimba «il disagio» che ora prova quando mamma e papà, poche volte l’anno, possono vederla. Corrado Carnevale era il presidente della sezione di Cassazione che nel 2013 emise la sentenza opposta: «Non ho nessun pentimento. Io all’inizio ebbi qualche piccola perplessità, ma dopo una lunghissima camera di consiglio la decisione fu assunta all’unanimità». Senza tenere conto dell’età dei genitori? «Sarebbe stato da sciocchi – afferma – La decisione fu presa solo in relazione al comportamento della coppia, che aveva lasciato in auto la bimba. Il punto non era l’indegnità dei genitori, quanto il fatto di poter accudire la figlia».

La legge non prevede limiti di età per «chi intende avere un figlio». Per questo la Cassazione ha accolto il ricorso di Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano, marito e moglie di 76 e 63 anni che da anni lottano per riavere la figlia Viola, nata nel 2010 con la maternità surrogata e dichiarata adottabile dalla stessa Corte perché i genitori risultavano «anziani e sbadati». Giudizio non condiviso dal nuovo verdetto, che li ritiene «capaci». «È una bellissima notizia» esulta Deambrosis. Nella sentenza si sottolinea l’assoluzione della coppia dall’accusa di abbandono di minore. Nel 2011 la magistratura aveva tolto ai genitori la figlia dopo che era stata lasciata in auto per pochi minuti. Una vicenda per la quale è stato «accertato
che nessuno stato di pericolo fu provocato» alla piccola. La Corte critica le sentenze precedenti perché percorse da un «refrain che fa da sfondo alla decisione: quello dell’età dei genitori». Si è infatti erroneamente ritenuto che «una gravidanza a 57 anni rappresenti una deviazione dalla norma». La Cassazione rileva che erano emersi «riscontri favorevoli circa la situazione complessiva della minore» nella sua vita con mamma e papà. È «lo Stato», si legge nella sentenza, «allorché ha allontanato una neonata dai genitori a pochissime settimane dalla nascita», ad aver «indotto» nella bimba «il disagio» che ora prova quando li incontra.

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