Nettuno, uomo entra in casa famiglia armato di machete ferendo le suore: voleva vedere l’ex moglie e la figlia

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Momenti di paura a Nettuno si sono vissuti nella giornata di ieri, quando un uomo di nazionalità cubana di circa 30 anni,  armato di coltello e machete si è presentato in una Casa Rifugio, entrando nell’edificio gestito da suore sito nel quartiere San Giacomo, urlando di rivolere con sè sua moglie o meglio la sua ex moglie e la figlia. Alla vista degli uomini in divisa il 30enne, per guadagnare l’uscita, ha immobilizzato una suora minacciandola con un coltello alla gola, scagliandosi poi contro gli agenti che cercavano di bloccarlo.Purtroppo la condotta dell’uomo è stata particolarmente aggressiva e violenta, tanto che una volta entrato nell’edificio intorno alle ore 16 ha aggredito una suora prendendola in ostaggio puntandole il machete alla gola e ferendola.

E’ rimasta ferita anche un’altra suora, ma solo in maniera superficiale alla mano; sul posto sono subito intervenuti gli agenti di polizia, e nello specifico, due volanti del Commissariato della Polizia di Anzio che hanno tentato di calmare l’uomo. Improvvisamente è partito un colpo di pistola ma non è chiaro se ad impugnare l’arma sia stato un poliziotto o il cubano, dopo averla sottratta ad uno degli agenti. L’uomo si era presentato presso la struttura, chiedendo di vedere l’ex figlia e la figlioletta, ma avendo ricevuto un rifiuto, l’uomo ha infierito dapprima contro tre suore ferendole, le quali sono finite in Ospedale Riunti di Anzio-Nettuno per ricevere le cure d’emergenza.

Dopo le fasi di trattativa, tra i poliziotti ed il cubano sarebbe nata una colluttazione, ed un agente è finito per terra, colpito da un proiettile; il killer ha anche minacciato il suicidio salvo poi sparare ferendo un agente. Subito dopo, sarebbe nata una colluttazione tra gli agenti ed il cubano, nella quale sono rimasti due agenti.Gli agenti sono finiti in ospedale, mentre l’uomo è stato fermato ed arrestato.Al termine l’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere di sequestro di persona, porto ingiustificato di armi da taglio, lesioni aggravate nonché per violazione di domicilio. L’ex moglie e la figlia che si trovavano all’interno della struttura gestita dalle suore, sono rimaste sotto shock per diverse ore.

One comment

  1. Se non sono così non li accettiamo come profughi

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