INCREDIBILE: Jet con che vola grazie al tabacco: il biocarburante è un progetto italiano, primo volo venerdì

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Jet con che vola grazie al tabacco progetto italiano, primo volo venerdì

Realizzato un jet che vola grazie al biocarburante ricavato dal tabacco. Si tratta di un orgoglio made in Italy, il cui brevetto è stato sviluppato dalla Sunchem Holding, che fa parte del gruppo Idroedil di Sanremo.

Il combustibile in questione utilizzato per far volare il nuovo jet è stato estratto dall’azienda ligure Sunchem, di proprietà dell’imprenditore Carlo Chilardi, che fa parte del gruppo sanremese Idroedil, gestore della discarica di Collette Ozotto in valle Armea, ma che da parecchi anni lavora a livello internazionale proprio sulla ricerca e la sperimentazione di fonti energetiche alternative; sostanzialmente il combustibile viene ricavato dai semi della pianta di tabacco, in pratica dai semi di questa energy crop viene ricavato olio energetico che può essere impiegato per la produzione di biodiesel ma anche bio-jet-fruel e tante altre sottocategorie che possono tornare utili alla chimica verde.

Sul sito dell’Idroedil, si legge quanto segue:” Questa energy crop proviene dal tabacco, non contiene nicotina, non è OGM ed è nata per la produzione di energia: Biocarburante, data la sua naturale propensione alla massiva produzione di seme oleoso possiamo ottenere dell’olio energetico per produrre biodiesel, bio-jet-fuel a parametro ASTM 9966 e altri sottoprodotti adatti alla chimica verde; Biogas, grazie al basso contenuto in nicotina la pianta produce circa 190 m3 di biogas per tonnellata di biomassa fresca; Bioetanolo, la biomassa presenta interessanti contenuti di zucchero convertibili in bio-etanolo. La produzione combinata di seme e biomassa rende questa pianta produttiva, competitiva e sostenibile. Idroedil affianca grandi gruppi industriali nel percorso di industrializzazione a livello internazionale”. Si tratta di un progetto molto interessante realizzato soltanto grazie alla collaborazione con i ricercatori dell’Università cattolica di Piacenza, coordinati dallo scomparso professor Carlo Fogher.

Riguardo il brevetto, come abbiamo anticipato questo nasce dall’attività del professore Corrado Fogher, dopo 15 anni di ricerca genetica e scientifica, e risulta registrato in ben 130 Paesi nel mondo; il controllo e la gestione sono affidati alla Sunchem Holding presente non solo in Italia ma anche in Brasile, Usa, Namibia e Sudafrica. “ Questo primo volo è per noi motivo di orgoglio e grande emozione. Ingegno e risorse totalmente italiane sono alla base di questo successo mondiale“, ha aggiunto il fondatore di Sunchem, Carlo Ghilardi. “Da 1 ettaro di coltivazione di tabacco energetico potremmo avere una media di produzione di sementi da 6 a 10 tonnellate e oltre, con più raccolte durante l’anno. Il seme contiene circa il 40% di olio e dalla spremitura a freddo potremmo avere il 33-34% di olio grezzo e il 65% di panello proteico. Se ne può ricavare olio per biocarburanti e jet-fuel per l’aviazione. E, utilizzando i residui, mangimi animali e biomassa per fini energetici”, ci spiega Sergio Tommasini, direttore del gruppo ligure. Il primo volo frl jet con biocarburante da tabacco, verrà effettuato venerdì mattina, e ad assistere al volo ci saranno le istituzioni locali, compresi alcuni ministri, ed ancora l’ambasciatore italiano in Sudafrica ed i dirigenti dei partner di Sunchem, ovvero SkyNgr, Boeing, Saa, Rsb.

«Tutto è nato – spiega Carlo Ghilardi – dall’incontro con il professore Corrado Fogher, dell’Università Cattolica di Piacenza, che da quindici anni conduceva ricerche sul tabacco. L’obiettivo era sviluppare una pianta da utilizzare non per le foglie e la nicotina, ma per i semi da cui ricavare un olio ricco di acidi grassi Omega 3 e 6. Per la verità, la ricerca mirava a un uso medico. Ma poi abbiamo scoperto che quell’olio vegetale, che non congelava fino ai -21°, poteva diventare un ottimo carburante bio. Mi sono fatto aiutare da un gruppo di agronomi, e ho avviato le prime coltivazioni in Sudafrica, 700-800 ettari».

Da lì è nato il progetto «Solaris» in partnership industriale con Boeing, SkyNrg, Saa (che vuole diventare la compagnia aerea più «green» al mondo) e Rsb (ente con sede a Ginevra che promuove e certifica i biomateriali sostenibili); ed è arrivato l’interessamento del governo sudafricano, che domani sarà presente al volo con vari ministri, accanto agli ambasciatori italiano e olandese.

«Il tabacco energetico non è un Ogm – sottolinea Ghilardi –, non contiene nicotina, non è tossico, si adatta a diversi climi, può essere coltivato su terreni marginali non utilizzabili per la produzione alimentare. Il seme contiene circa il 40 per cento di olio. Il nostro obiettivo è arrivare tra Sudafrica e Namibia a coltivare 250 mila ettari, che significano lavoro per 150 mila persone, quindi un forte impatto socio-economico oltre che ambientale. E in Namibia con il tabacco vogliamo anche alimentare la produzione di energia elettrica, per rendere ogni villaggio autonomo. E’ il progetto di cui vado più orgoglioso».

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