Nuova legge anti-fumo: Non si può più fumare fuori dagli ospedali e in auto con bimbi e donne incinte

Adesso non avrebbe più alibi nemmeno il protagonista de La coscienza di Zeno, il romanzo di Italo Svevo in cui un tabagista incallito è pronto a trovare ogni scusa per rimandare il momento in cui accendere l’ultima sigaretta e smettere di fumare. Dal 2 febbraio, infatti, in Italia sono state introdotte nuove regole che rendono ai fumatori sempre più difficile, per il loro bene e la salute di chi li circonda, coltivare quel vizio. Alcune norme sono già in vigore, per altre occorrerà ancora qualche mese per vederle attuate.

Da subito è vietato fumare nelle auto, sia in sosta sia in movimento, in presenza di minori e di donne in stato di gravidanza. Il divieto immediato riguarda poi il gettare per terra i mozziconi di sigarette, pena una multa da 60 a 300 euro per chi viene colto sul fatto. Con una precisazione: i Comuni sono obbligati dalla stessa legge a mettere a disposizione posacenere nei luoghi pubblici.

È scattata all’istante, poi, la proibizione di fumare negli spazi aperti degli ospedali (previste sanzioni da 50 a 500 euro), di mettere in commercio sigarette agli aromi (come mentolo o vaniglia, che aumentano il loro potenziale attraente), di fare pubblicità alle sigarette elettroniche in Tv e al cinema nei programmi e film dedicati ai bambini. Rischia multe e la revoca della licenza chi venda sigarette o tabacco ai minori. I produttori, invece, entro il 20 maggio devono ingrandire le frasi di avvertimento e le immagini choc sui danni del fumo, che occuperanno il 65 per cento delle confezioni. Da qui a maggio, inoltre, scompariranno i pacchetti da 10 sigarette e gli involti di tabacco sotto i 30 grammi.

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