Nuovo capo dell’Isis in Libia: “Prego per la conquista di Roma, dopo la Gran Bretagna, l’Italia tra i nuovi crociati”

E’ ancora allerta terrorismo in Italia dopo le dichiarazioni rilasciate da uno jihadista, presentato tra l’altro come l’emiro incaricato della gestione degli Stati libici, il quale ha evocato la conquista di Roma da parte dello stato islamico.

Si tratta dello sceicco Abdel Qader Al-Najdi il quale nelle ultime ore si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni, tra le quali: “Preghiamo Dio di essere fedeli pii e di essere coloro che conquisteranno Roma.Preghiamo che le avanguardie del califfato in Libia siano quelle che conquisteranno Roma”. Dunque stando alle dichiarazioni rilasciate a Al-Naba da colui il quale è considerato il capo dell’Isis in Libia, ovvero Abdel Qader Al-Najdi,ci sono i preparativi per la creazione di una nuova coalizione di crociati finalizzata a condurre una guerra contro lo stato islamico in Libia ed i suoi stati principali sarebbero Francia, Gran Bretagna ed Italia,paesi sostenuti da fazioni combattenti interne che rafforzeranno tale coalizione. Ed ancora il capo dell’Isis ha aggiunto: “Questa coalizione fa parte di una catena già creata dai loro antenati, grandissimi criminali, che hanno combattuto i primi musulmani. Il numero di traditori giudei e crociati s’è moltiplicato hanno annunciato chiaro e tondo che non autorizzeranno né la creazione di un califfato e nè la sharia”.

Serie minacce dunque quelle lanciate dal nuovo capo dell’Isis il quale ha lanciato un monito accreditato da cronache belliche e dichiarazioni autorevoli. Lo stato islamico si starebbe insediando in Libia da pochissimo tempo, secondo quanto dichiarato dal capo dell’Isis, ma sta crescendo a dismisura, ogni giorno sempre di più e per questo motivo, le milizie e tutti gli esponenti dello stato islamico sperano che le avanguardie del califfato in Libia siano quelle di conquistare Roma. Di fronte a queste minacce, il Ministro Paolo Gentiloni nella giornata di ieri ha ribadito la necessità di cautela nel far fronte alla crisi libica.

“Gli interventi spesso non sono la soluzione, ma a volte possono aggravare il problema. Confondere legittima difesa con stabilità della Libia non aiuta, anzi. E a chi snocciola cifre di soldati ricordo che la Libia ha un’estensione di sei volte l’Italia. Non è proprio un teatro facile dunque per esibizioni muscolari. Il governo non è sensibile al rullare di tamburi o a radiose giornate interventiste“, ha aggiunto il Ministro Gentiloni. E‘importante anche sottolineare il fatto che intanto tra le fila dell’Isis arriva  il primo ‘pentito’, ovvero jihadista pronto a diffondere la sua verità nella redazione di Sky News fornendo un elenco dettagliato di presunti guerrieri del ‘califfo’ al-Baghdadi, originari di ben 51 Paesi. Si tratta di un passo molto importante che potrebbe aiutare a sconfiggere davvero l’Isis; una lista con 22.000 nomi e dati personali di altrettanti jihadisti che potrebbe diventare una miniera d’informazioni preziosa.

«Della Folgore l’impeto», è questo il moto del 9 ° Reggimento paracadutisti d’assalto “Col Moschin”, reparto ad altissima specializzazione, che il governo italiano ha deciso di inviare in Libia per combattere contro l’Isis. Il “Col Moschin”, ha come compiti operativi quelli di sabotare, compiere incursioni in zone controllate dal nemico e contro obiettivi strategici, ricercare e salvare ostaggi in zone di guerra, e preparare il territorio nemico per l’ invio delle forze terrestri cosidette convenzionali. Noi abbiamo parlato del loro impiego con Carlo Biffani, ufficiale in congedo della Brigata paracadutisti Folgore, esperto di sicurezza, intelligence e operazioni delle forze speciali.

Cosa ci può dire delle modalità con cui saranno impiegate le nostre forze speciali in Libia? «Innanzitutto una doverosa premessa: nessuno dei nostri operatori andrà in Libia se non ci saranno prima le condizioni idonee, ossia se non saranno individuati prima degli interlucotori capaci di garantirci appoggio e con i quali stringere i dovuti accordi. Questo è un lavoro che è stato sicuramente fatto dalla nostra intelligence già presente in Libia».

E che cosa pensa delle modalità di impiego di questi uomini decise dal governo Renzi? «È una modalità rivoluzionaria, che potremmo definirla “in punta di lancia’ : vengono gestiti con una modalità molto più snella, confacente al tipo di minaccia che il nostro Paese si trova a dover affrontare. Assimilandoli poi ad operativi dell’ Aise (i servizi di controspionaggio) e dando loro le stesse garanzie funzionali, riduciamo tempi e complicazioni».

Come funziona la catena di comando per operazioni speciali di questo tipo? «È il premier a gestire le azioni e il supporto operativo del ColMoschin in Libia, coordinandosi da un lato, con Dis (il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), e con l’Aise; dall’altro, con lo Stato Maggiore della Difesa, in particolare, con il Comando Operativo Incursori e con il Comando delle Forze Speciali. In termini organizzati- vile nostre forze speciali opereranno da basi poste nei territori con- trallati da quelle milizie che l’intelligence operativa avrà individuato e selezionato come affidabili. Ma é probabile che la presidenza del Consiglio decida di impiegare anche gli uomini del Gruppo Operativo Incursori della Marina».

Che tipo di operazioni compiranno quelli del Col Moschin e agli incursori della Marina? «Compiranno quelle che in gergo militare vengono chiamate inserzioni e infiltrazioni: i Distaccamenti del Nono, così come vengono tecnicamente definiti i gruppi di incursori che opereranno in Libia, sono composti da circa 10 operatori per aliquota, e potranno contare sull’appoggio di navi militari e aeromobili dai quali effettuare aviolanci, oltre ad elicotteri con i quali essere trasportati in zone di operazioni, e imbarcazioni veloci e mezzi ruotati particolarmente adatti al tipo di terreno. Le operazioni saranno quelle di acquisizione di informazioni sul terreno, individuazione di obiettivi, eliminazione di target, cattura di elementi ostili, oltre all’acquisizione, segnalazione e “marcatura’ di bersagli che verranno poi colpiti da raid aerei».

L’Isis starebbe pianificando attacchi terroristici di grandi dimensioni e soprattutto spettacolari con obiettivi legati allo stile di vita occidentale anche in Gran Bretagna.E’ questo sostanzialmente quanto dichiarato dall’Assistant Commissione di Londra Mark Rowley.

L’Isis ha l’ambizione di tentare attacchi enormi e spettacolari in Gran Bretagna, come in altri Paesi, e le forze di polizia devono elevare il livello di attenzione”,ha dichiarato Mark Rowley, il responsabile dell’anti terrorismo in seno a Scotland Yard il quale ha anche dichiarato che la strage di Parigi rappresenta soltanto un esempio della volontà dei seguaci del Califfato di compiere un salto di qualità e delle loro potenziali capacità di minaccia.

“Negli ultimi mesi abbiamo visto un espandersi di questo, molti più piani di attacco contro lo stile di vita occidentale. Si può intravvedere un gruppo terroristico con grandi ambizioni di attacchi enormi e spettacolari, non solo del tipo di quelli orditi finora”, ha dichiarato ancora il funzionario britannico. L’Isis sarebbe alla ricerca di bersagli simbolo come poliziotti o militari, e mira ad attaccare anche obiettivi più grandi per colpire lo stile di vta della popolazione occidentale, secondo quanto riferito dal sito britannico The Guardian. Il funzionario britannico continua, inoltre a dichiarare che purtroppo il pericolo terrorismo è interno nel senso che la minaccia è interna visto il record di arresti da parte dell’anti-terrorismo avvenuti nel corso del 2015; i numeri parlano chiaro, nel corso del 2015 sarebbero state arrestate 339 persone per il 77% cittadini britannici, il 14% donne ed il 13% under 20.

Purtroppo l’allarme terrorismo è reale e non bisogna sottovalutarne nessun aspetto, visto che alcune fonti investigative italiane hanno ancora affermato che l’Isis già da tempo starebbe incoraggiando i foreign fighter al ritorno in patria dopo l’addestramento nell’inferno siriano. Sarebbero in allertaanche i nostri apparati di sicurezza. Allarme sicurezza anche per il nostro paese, e soprattutto ieri l’allerta è salita ai massimi livelli perchè a Venezia alle ore 17 era atteso il Premier Matteo Renzi ed il quale ha incontrato il Presidente francese Francois Hollande, al Palazzo Ducale. L’incontro avvenuto proprio nel giorno della Festa della Donna, è stato dedicato alla memoria della giovane Valeria Solesin morta nel corso dell’attentato terroristico del 13 novembre a Parigi.

Negli ultimi mesi – ha insistito il funzionario britannico – abbiamo visto un espandersi di questo, molti più piani di attacco contro lo stile di vita occidentale. Si può intravvedere un gruppo terroristico con grandi ambizioni di attacchi enormi e spettacolari, non solo del tipo di quelli orditi finora”. Rowley ha quindi riferito che nel 2015 in Gran Bretagna si è avuto un record di arresti da parte dell’anti-terrorismo: 339 persone, per il 77% cittadini britannici, il 14% donne e il 13% under 20. Una conferma del pericolo della ‘minaccia interna’.

Fonti investigative del regno, interpellate in forma anonima dal Guardian, hanno tuttavia aggiunto di non ritenere che le norme promosse finora dai governi occidentali siano state in grado di stroncare la propaganda e le campagne di reclutamento di Isis e gruppi affini, soprattutto attraverso Internet.

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