Olbia Shock: Disabile picchiato selvaggiamente all’uscita della discoteca, aggressione filmata: trovato l’aggressore, scuse via Facebook

Disabile picchiato all'uscita della discoteca, aggressione filmata trovato l'aggressore, scuse via Facebook

È stato identificato l’autore del pestaggio di San Teodoro ai danni di un trentasettenne disabile di Olbia di nome Luca Isoni. L’aggressione è avvenuta fuori da una discoteca di Olbia, sotto gli occhi di decine di testimoni e della telecamera di uno smartphone di una degli amici dell’aggressore, che ha ripreso tutto e postato il video sul noto social network.

Luca Isoni, ovvero il disabile aggredito ,una volta tornato a casa non avrebbe raccontato la reale versione dei fatti, piuttosto ha raccontato di essere caduto dalla moto, ma fortunatamente soltanto dopo 4 giorni, i familiari sono riusciti a scoprire la verità attraverso un video dell’aggressione spuntato proprio sui social e diventato virale.

Mi hanno chiamato polizia e carabinieri dicendomi che Luca era stato picchiato.Lui mi aveva detto di essere caduto dalla moto. Poi ho visto il video, solo una volta e mi è bastato. Ho subito riconosciuto Luca. C’è una persona, sedicente amico suo, che lo colpisce e lo lascia a terra privo di sensi. Vicino a lui ci sono altre persone, si sentono delle voci, ma nessuno fa niente. Luca ha riportato la frattura del ginocchio e diverse ferite”, ha raccontato Manuel, ovvero il fratello della vittima.Mio fratello sabato sera era uscito con un amico. Non lo fa mai; è ospite di una struttura, ma si è fidato, lui si fida di tutti, e quell’amico poi lo ha picchiato”, ha continuato Manuel.Ebbene a distanza di qualche giorno e soprattutto grazie anche al video in questione, è stato identificato l’aggressore, trattasi di Bachisio Angius, il quale una volta venuto allo scoperto, ha pensato che tutto si potesse risolvere con delle scuse arrivate sempre tramite Facebook; l’aggressore ha 26 anni, con precedenti penali, nello specifico nel 2014 fu allontanato da un locale di Sassari proprio la notte di Capodanno dove tornò armato con un fucile, e proprio in quella occasione per lui e per altre 4 persone scattò la denuncia per minaccia aggravata e porto illegale di armi.

I familiari del 37enne disabile inevitabilmente si sono rivolti ai carabinieri i quali sembra stiano lavorando affinché sia fatta giustizia; sempre il fratello Manuel aggiunto di non aver voluto rendere pubblica la notizia per smascherare chi ha avuto il coraggio di aggredire senza una ragione un disabile.La storia è divenuta un caso politico nazionale, tanto che il video è arrivato anche al ministro Maria Elena boschi che su Facebook ha scritto quanto segue: “Ho visto il video del ragazzo con disabilità picchiato a San Teodoro.Sconvolgente”. “Vogliamo chiarezza e giustizia subito“, ha aggiunto il ministro per le Riforme, Boschi.L’autore dell’aggressione è stato immediatamente denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro che dovrà pronunciarsi sui fatti.

Guarda come lo picchio, anche con un braccio solo…». Scorrono su Facebook le immagini: un ragazzotto ha un braccio fasciato e con l’altro bastona Luca, che lo guarda stupito, fa per proteggersi il volto e non reagisce. Ma l’altro non si ferma, lo afferra per i capelli e gli sbatte la testa sul cofano di un’auto, poi gli assesta ginocchiate in faccia. E inveisce: «Con una mano sola ti ammazzo.». Non si ferma neanche quando lo vede a terra e un amico grida: «Lo hai fatto entrare in coma!». Una voce di donna ripete: «Smettila, smettila. Basta». Il video su Facebook si chiude così e va in Rete un’aggressione crudele, senza senso. Brutalizzato da «amici» per mettere in scena sul web una bravata da bulli.

Luca ha 37 anni, è disabile fin da bambino, in cura da 15 anni per gravi deficit cognitivi, invalido al 90 per cento. «È buono, ingenuo, fragile, non sa valutare i pericoli ed è incapace di far del male e persino di difendersi — dice Manuel Isoni, suo fratello maggiore e tutore — anche se è alto più di un metro e 80, ben piantato e in gioventù ha praticato kick boxing (pugilato con mani e piedi) e taekwondo». Chi lo ha picchiato è stato individuato: ha postato su Facebook una lettera nella quale si rammarica, tardiva e parziale: «Chiedo umilmente scusa al ragazzo a cui ho fatto del male.». Ma: «Sottolineo, non è un invalido». Bachisio Angius, 36 anni, di Sassari, è stato denunciato dai carabinieri per lesioni gravi e violenza. Luca ha una frattura al ginocchio, la mandibola malridotta, il volto tumefatto, trauma cranico: 45 giorni di cure.

Sabato è uscito con amici. «Li conosceva da un anno, è andato con loro, si è fidato». Da Olbia a San Teodoro (costa orientale, Nuoro) alla discoteca «La Luna». Erano cinque più due ragazze. Respinti dal servizio di vigilanza, hanno bighellonato fino all’alba. Nel parcheggio poco prima di andar via qualcuno ha proposto: «Divertiamoci con Luca». Senza motivo e neanche un protesto: botte e riprese con il telefonino, scene di una «notte brava» da esibire sui social network. Gli «amici» sono andati via. Tramortito, Luca è stato soccorso dal servizio di vigilanza della discoteca e riportato a casa. «Perché sei ridotto così?». «Sono caduto dalla moto». Ma il giorno dopo il video già circolava su Facebook e la polizia ha chiamato Manuel Isoni.

Un rapporto dei carabinieri di Olbia (comandante il colonnello Alberto Cicognani) ha raccolto denuncia della famiglia e testimonianze: c’è anche la lettera di scuse di Angius, praticamente una confessione. Ora si cercano gli altri del branco.«Abbiamo divulgato anche noi il video — dice amareggiato il fratello/tutore — chi lo ha visto rifletta: un fatto così non deve più ripetersi. Sono sconvolto: l’aggressore è ancora libero». Sconvolta si dice anche la ministra Maria Elena Boschi:«Giustizia subito». Italia dei Valori chiede pene più dure, «almeno 12 anni», a chi usa violenza su disabili. Bachisio Angius ha scritto su Facebook: «Come pubblicamente è stato il male, sarà anche il bene perciò chiedo umilmente scusa al ragazzo a cui ho fatto del male. L’accaduto non è privo di motivazioni se pur ugualmente ingiustificabile. Scusa alla mia famiglia e agli amici e non che hanno dovuto vedere questa m… di video».
Basterà a evitargli l’arresto? La procura della repubblica di Nuoro valuta: non c’è pericolo di fuga né di occultamento delle prove, ma Angius potrebbe reiterare il reato. Sulla sua fedina penale ci sono altre «notti brave» a Olbia e a Sassari, dove due anni fa è stato arrestato. Mandato via da una discoteca si ripresentò con un fucile in spalla.

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