Olio d’Oliva, la protesta degli agricoltori e Coldiretti: in 4000 a Bari urlano e difendono il made in Italy

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Dopo il caos riguardante l’Olio d’oliva o meglio le importazioni dell’olio dalla TUnisia, gli agricoltori italiani hanno deciso di scendere in strada per protestare contro il governo e soprattutto per difendere i prodotti italiani. In migliaia sono scesi in strada nella giornata di ieri a Bari per difendere appunto l’agricoltura italiana che purtroppo giorno dopo giorno rischia di scomparire.

In 4000 sono scesi nelle strade a protestare, partiti tutti dalle campagne della Puglia e della Basilicata con i loro trattori e si sono riuniti tutti a Bari, protestando e mettendo sotto accusa la procedura di infrazione messa in atto dall’Europa che in questo modo tenta di minacciare il made in Italy con provvedimenti dannosi per il tessuto agricolo e per i consumatori. Al fianco degli agricoltori è scesa ovviamente la Coldiretti, e proprio nella giornata di ieri a fronte di quanto accaduto a Bari è intervenuto il Presidente Roberto Moncalvo, il quale ha dichiarato: “Il settore agricolo diventa merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale ed ambientale sui nostri territori”.

Il Presidente Moncalvo, inoltre,nel corso del suo intervento ha anche chiesto che si attivino nel più breve tempo possibile le clausole di salvaguardia previste dagli accordi bilaterali,vista la grave perturbazione di mercato creata dall’eccessivo aumento delle importazioni. “No alle mani dell’Europa nel piatto”, è questo lo slogan gridato dagli agricoltori che hanno protestano contro le nuove direttive dell’Unione europea chiedendo etichette chiare e tracciabili, protezione dell’olio e della produzione agricola made in Italy ed ancora lo sbarramento delle importazioni dall’Africa al netto di dazi. Secondo quanto dichiarato dalla Coldiretti, queste nuove direttive arrivate dall’Unione europea come quella di eliminare la data di scadenza dell’olio d’oliva non fa altro che mettere a rischio la qualità del prodotto e nello specifico anche le proprie caratteristiche,ovvero antiossidanti, vitamine, polifenoli. “Con l`invecchiamento l’olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell`organismo”, dichiarano dalla Coldiretti.

“L’Italia è il primo importatore mondiale di olio di oliva e troppo spesso, purtroppo, lo si mescola con quello nazionale per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri”, ha spiegato Moncalvo.Importanti rassicurazioni arrivano dal Ministero delle Politiche agricole almeno per quanto riguarda la questione etichette. Fonti governative confermano: “Resta l’obbligo in etichetta del termine minimo di conservazione dell’olio extravergine d’oliva. Il provvedimento all’esame del parlamento prevede che le etichette di olio evo dovranno sempre riportare obbligatoriamente la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”: tale termine sarà sotto la responsabilità del produttore”.

“L’accordo con il Marocco – ha sottolineato l’associazione presieduta da Roberto Moncalvo – è fortemente contestato dai produttori agricoli perché nel paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. Il risultato è che le quotazioni al produttore agricolo sono praticamente dimezzate rispetto allo scorso anno su valori inferiori ai costi di produzione che sono insostenibili e mettono il futuro della coltivazione in Italia. Secondo l’Ismea nel mercato di Vittoria in Sicilia i pomodori ciliegini sono stati quotati ad inizio marzo appena 0,58 euro al chilo mentre quelli tondi lisci addirittura 0,35 euro al chilo”.

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