Olio di palma, secondo l’Istituto Superiore di Sanità non è pericoloso, ma, contiene troppi grassi saturi

Dopo essere stato quasi bandito dagli alimenti, ecco che l‘olio di palma torna al centro delle discussioni al riguardo della sua pericolosità per la salute dell’uomo. A parlare questa volta è l’Istituto Superiore di Sanità, il quale ha elaborato un parere sul sito del Ministero della Salute riguardo le conseguenze per la salute circa l’utilizzo di questo prodotto come ingrediente alimentare.

L’olio di palma o l’olio di semi di palma altro non che un olio vegetale non idrogenato ricavato proprio dalle palme da olio; questo prodotto, da quanto emerso non viene utilizzato solo per alcuni prodotti alimentari ma anche nella formulazione di molti saponi, detergenti, prodotti per la cura della persona. Nel corso degli ultimi mesi, praticamente, alcuni ricercatori avevano posto sotto i riflettori l’olio di palma, sostenendo che questo fosse particolarmente nocivo per la salute dell’uomo.

Nei giorni scorsi, ecco arrivare la smentita da parte dell’Istituto superiore di sanità, che ha dichiarato l’alimento di per sè non nocivo, ma nello stesso tempo si è tenuto a precisare che vista la sua alta concentrazione di grassi, l’uso prolungato potrebbe portare a dei rischi cardiovascolari. “Non ci sarebbero evidenze dirette nella letteratura scientifica che spiegano come l’olio di palma, come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/polinsaturi, quali, ad esempio, il burro”, ha dichiarato l’Istituto superiore di Sanità.“Il suo consumo non è correlato all’aumento di fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei soggetti normo-colesterolemici, normopeso, giovani e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di polinsaturi”, si legge ancora in un comunicato diffuso dall’Istituto. I soggetti particolarmente a rischio di malattie cardiovascolari sono per lo più bambini, anziani, dislipemici, obesi e pazienti con pregressi eventi cardiovascolari e ipertesi.

E’ opportuno contenere il consumo di alimenti apportatori di elevate quantità di grassi saturi i quali appaiono in eccesso nella età soprattutto delle fasce più giovani della popolazione italiana. Intervenuto sulla vicenda anche Marco Silano, ovvero il direttore del reparto Alimentazione e salute dell’Iss il quale definisce l’olio di palma comunque un alimento e dunque proprio a tal ragione non può essere definito tossico. Riguardo i suoi effetti sulla salute, il Presidente Marco Silano dichiara: «non c’è nessun problema se si fa una dieta varia ed equilibrata, seguendo di stili di vita sani. Ma bisogna avere particolare attenzione per alcune categorie di persone più a rischio per il consumo di grassi saturi: forti consumatori di prodotti industriali, obesi, cardiopatici, dislipidemici, anziani e bambini».Le linee guida internazionali, ricorda l’esperto, raccomandano di mantenere l’assunzione di grassi saturi al di sotto del 10% delle calorie giornaliere. Le linee guida internazionali raccomandano di mantenere l’assunzione di grassi saturi al di sotto del 10% delle calorie giornaliere. “La nostra analisi indica che i bambini tra i 3 e i 10 anni consumano 20 grammi di questi grassi da alimenti non trasformati (latte, uova, carne) e tra i 4 e i 7 grammi da alimenti industriali, per una percentuale complessiva del 12% delle calorie giornaliere. Mentre gli adulti arrivano all’11, 2%. Questo indica che è necessario ridurre per raggiungere i livelli di consumo accettabili, soprattutto nei bambini”,aggiunge SIlano.

Lo studio

Le stime di assunzione di acidi grassi saturi effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità  riportano un consumo nella popolazione generale adulta di circa 27 grammi al giorno, con un contributo dell’olio di palma stimato tra i 2,5  e i 4,7 grammi. Nei bambini di età 3-10 anni, le stime indicano un consumo di acidi grassi saturi tra i 24 e 27 grammi al giorno, con un contributo di saturi da olio di palma tra i 4,4 vs. 7,7 grammi. E’ da sottolineare che queste stime sono state ottenute utilizzando come riferimento i dati dei consumo degli alimenti in Italia riferiti agli anni 2005-2006 (gli unici disponibili al momento) e che quindi un aggiornamento di questi possa portare a definire diversi livelli di esposizione agli acidi grassi saturi da parte della popolazione italiana. Negli ultimi dieci anni, infatti, si è osservato un trend di crescita delle importazioni in Italia di olio di palma a scopo alimentare, trend che sottende lo spostamento dell’industria alimentare dall’uso di margarine e burro, a quello di olio di palma.

Complessivamente emerge che il consumo totale di acidi grassi saturi nella popolazione adulta italiana è di poco superiore (11,2%) all’obiettivo suggerito per la prevenzione (inferiore al 10 % delle calorie totali giornaliere). Il consumo complessivo di grassi saturi nei bambini tra i 3 e i 10 anni risulta superiore all’obiettivo fisso del 10%. Occorre tuttavia considerare che i dati di assunzione nelle fasce di età tra i 3 e 10 anni unificano età in cui i consumi si differenziano in maniera significativa e vanno pertanto interpretati con cautela, tenendo anche presente il maggior fabbisogno fisiologico di grassi saturi nei neonati e nei primi anni di vita.

Cenni sull’ Olio di Palma

L’olio di palma e l’olio di semi di palma o olio di palmisto sono degli oli vegetali saturi non idrogenati ricavati dalle palme da olio, principalmente Elaeis guineensis ma anche da Elaeis oleifera e Attalea maripa. Pur impegnando nel 2014 solo il 5,5% dei terreni coltivati per la produzione olearia mondiale, gli oli ricavati dalla palma rappresentano oltre il 32% della produzione mondiale di oli e grassi.La fornitura e distribuzione annua mondiale a febbraio 2016 si attesta su 66,22 milioni di tonnellate per l’olio di palma e 7,33 milioni di tonnellate per l’olio di palmisto Gli oli di palma intervengono anche come componente, o importante materia, prima nella formulazione di molti saponi, prodotti alimentari, polveri detergenti, prodotti per la cura della persona, e per questi utilizzi vengono spesso usati i saponi di sodio o potassio e gli esteri semplici dei suoi acidi grassi come il palmitato di isopropile; hanno trovato un nuovo controverso uso come combustibile di fonte agroenergetica. Dal frutto della palma da olio si ricavano olio di palma (ottenuto dal frutto) e olio di palmisto (estratto dai suoi semi): entrambi sono solidi o semi-solidi a temperatura ambiente, ma con un processo di frazionamento si possono separare in componente liquida (olio di palma bifrazionato, usato per la frittura) e solida.

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