Delitto Francesca Benetti, svolta nel caso: Antonino Bilella condannato all’ergastolo e due mesi di isolamento notturno

Svolta nel caso riguardante l’omicidio di Francesca Benetti, la vedova 54enne insegnante di educazione fisica scomparsa due anni fa dalla sua villa in Maremma. Da quanto emerso nelle ultime ore, ad uccidere la donna sarebbe stato Antonino Bilella, ovvero il 71enne tuttofare di origini sarde.

Nei giorni scorsi si sarebbe tenuta una camera di consiglio durata ben otto ore al termine della quale i giudici della Corte d’Assise di Grosseto presieduta da Giovanni Puliatti, hanno riconosciuto Antonino Bilella colpevole di omicidio volontario, occultamento di cadavere, stalking e violenza sessuale e l’hanno dunque condannato all’ergastolo con oltre due mesi di isolamento diurno. Per tutto il tempo della camera di consiglio, Antonino Bilella sarebbe stato in silenzio ad ascoltare e non ha replicato nemmeno quando è arrivata la condanna. Intervenuti a fine sentenza i legali dell’ex custode della villa, ovvero l’avvocato Francesca Carnicelli e Riccardo Lottini, i quali hanno dichiarato: “Bilella è un uomo forte. Non ce lo aspettavamo.Attendiamo le motivazioni e faremo appello”.

Nello specifico i legali avevano chiesto l’assoluzione dell’uomo o la derubricazione dell’accusa più grave in omicidio preterintenzionale. Intervenuto alla fine della camera di consiglio anche il fratello di Francesca Benetti ovvero Alessandro il quale avrebbe dichiarato: «Vediamo se adesso il ‘signor ergastolano’ ci dice ora dove è il corpo: ora manca il secondo tassello di questa triste storia, il corpo di mia sorella. Abbiamo aspettato tanto ma doveva andare così.Sono contento. La giustizia ha capito questo omicidio grazie a tutte le persone che hanno lavorato alle indagini. Era quello che si meritava». Presente in aula anche la figlia della donna uccisa, ovvero Eleonora Spataro che tra le lacrime ha accolto con grande piacere il verdetto dei giudici. «Antonino Bilella è una persona molto malvagia e l’ergastolo è una pena giusta», ha dichiarato Francesco Verusio, ex procuratore capo di Grosseto, grande accusatore di Bilella già dai primi giorni di carcere.

«È una sentenza esemplare perché lo Stato ha riconosciuto la responsabilità totale di Bilella che se l’ha fatta franca 38 anni fa non ci è riuscito questa volta e deve rispondere fino all’ultimo dei suoi giorni per quello che ha fatto a Francesca Benetti», ha dichiarato invece il legale della famiglia Benetti, ovvero Agron Xhanaj.Si tratta sicuramente di una sentenza molto importante perchè nonostante non sia ancora stato ritrovato il corpo della donna, è stato ugualmente riconosciuto il reato di omicidio. Importante risultato anche perchè la corte ha riconosciuto non solo il reato di omicidio ma anche per il riconoscimento del reato di stalking denunciato dai familiari di Francesca. ” Anche per questo è ancora più importante che lo stalking divenga perseguibile d’ufficio e ciò per evitare che non siano i familiari a dover denunciare dopo la morte della persona perseguitata ma lo possano fare le vittime stesse in vita”, ha dichiarato ancora l’avvocato della famiglia Benetti.

Lo so, è difficile da credere, ancor più complesso da ammettere ma, in alcune occasioni e con i “giusti” presupposti, la vittima, soprattutto se si tratta di una donna, può arrivare a collaborare inconsapevolmente con il suo carnefice, consegnando nelle mani peggiori possibili i propri segreti più intimi, le proprie vulnerabilità e i propri desideri inconfessabili. Ce lo hanno insegnato sin da bambini: se una cosa è troppo bella per essere vera, allora significa che, con ogni probabilità, vera non è. Ci sono persone che sono disposte a qualsiasi cosa pur di coronare un sogno d’amore tanto irrealistico quanto irrinunciabile, soprattutto quando gli anni ti hanno portato via l’ardore, e la freschezza della giovinezza e le speranze di una nuova vita, finalmente all’altezza delle tanto agognate aspettative, sembrano essere a portata di mano.

Le tragiche vicende degli ultimi mesi purtroppo ci hanno insegnato che molte donne idealizzano un uomo che poi si rivela crudele, possessivo e violento. È il caso, tra gli altri, di Carla Caiazzo, la giovane di Pozzuoli, incinta di otto mesi, bruciata viva dall’ex compagno Paolo Pietropaolo e che sta lottando per sopravvivere. O di Chiara Insidioso Monda, la ventenne
selvaggiamente pestata dal fidanzato Maurizio Falcioni e ora ridotta in stato di grave disabilità, mentre l’uomo ha ricevuto in Appello una condanna a 16 anni, con uno sconto di 4 anni rispetto al primo grado.
A volte invece, dietro un idilliaco corteggiamento può nascondersi ben altro fine e ben altra insidia. E questo sembra essere il caso di un recente episodio di cronaca, quello della professoressa piemontese Gloria Rosboch, di cui non si hanno più tracce da oltre un mese, e su cui regna ancora il mistero più assoluto. Di Gloria Rosboch, insegnante precaria 49enne di Castellamonte, nel Torinese, si sono perse le tracce alle ore 15 del 13 gennaio scorso. La donna era uscita di casa dicendo all’anziana madre di dover tornare a scuola per una riunione di lavoro, ma si trattava di una bugia. Aveva anche riferito che sarebbe stata via per circa una mezz’ora. Probabilmente Gloria aveva un appuntamento piuttosto importante di cui non voleva riferire alla madre, forse per evitarle inutili preoccupazioni.

Già, perché Gloria Rosboch aveva un grosso problema da risolvere per cui si era rivolta anche all’autorità giudiziaria all’inizio del 2015. Al momento ci sono due fascicoli che portano il nome della donna: uno aperto dalla Procura di Torino per truffa aggravata a carico di Gabriele Defilippi, 22 anni, ex studente della Rosboch, e uno aperto dalla Procura di Ivrea per omicidio a carico di ignoti. Al momento si tratta di due indagini parallele e scollegate, ma è difficile non considerare questo scenario per tentare di spiegare la misteriosa scomparsa di Gloria. Del resto lo sa bene chi, come me, da molti anni si occupa di omicidi: bisogna cominciare dalla vittima, elaborare il suo profilo nella maniera più dettagliata possibile, ed individuare tutte le possibili criticità nella vita della vittima che potrebbero averla trasformata in un “problema da risolvere” per qualcuno. E sicuramente Gloria Rosboch per Gabriele Defilippi rappresentava un bel problema, dal momento che lui, come sosteneva Gloria nella sua denunzia-querela, aveva intascato tutti i suoi risparmi, ben 187 mila euro in contanti, attraverso un crudele raggiro.

Gli investigatori, dal canto loro, sembrano avere le idee piuttosto chiare su ciò che può essere accaduto a Gloria ed escludono (come del resto anche i familiari della Rosboch) l’ipotesi suicidaria.
Secondo il Pm di Ivrea, la Rosboch sarebbe stata uccisa proprio a Castellamonte dopo le 15 (ultimo avvistamento) del 13 gennaio. Per quanto riguarda l’indagine per truffa aggravata, la donna riteneva di essere stata truffata da un ex allievo con cui, durante l’estate del 2014, aveva intensificato i contatti. Il ragazzo aveva iniziato a frequentare casa Rosboch assiduamente, venendo a conoscenza della disponibilità di una grossa somma in contanti. Si trattava dei risparmi di una vita di lavoro e sacrificio maturati dall’insegnante.

Dallo scambio di mail tra Defilippi e la Rosboch emerge un’anomala confidenza che potremmo definire un vero e proprio corteggiamento. È il ragazzo a prospettare alla donna la possibilità di una nuova vita altrove, insieme. Lui si era offerto di aiutarla proprio in un momento particolarmente delicato nella vita di Gloria, che non era rientrata nelle graduatorie per diventare insegnante di ruolo, ed era stanca della vita da precaria. Era fragile Gloria, in quell’estate del 2014, e aveva bisogno di una nuova prospettiva, che le desse speranza nel futuro. E quel bel ragazzo dinamico, brillante, spavaldo, era riuscito dove nessun altro era riuscito prima: aveva fatto breccia nel suo cuore.

Difficile che vi potessero essere altri pensieri, altre criticità, nella vita di questa donna mite e gentile. Gloria era una persona a dir poco tranquilla, dalla vita cristallina. Casa, lavoro e chiesa: non c’era altro nella vita della donna. Fino all’arrivo di Gabriele. Il giovane le scriveva parole appassionate, arrivando persino a prospettarle una vita insieme, altrove. Era troppo per Gloria, che alla fine ha ceduto. A quel punto Gabriele, ormai consapevole di esercitare sulla donna un grande ascendente, propone a Gloria di investire tutti i suoi risparmi su una fantomatica operazione finanziaria in Francia. Siamo nell’agosto del 2014. Gloria accetta la proposta. La somma viene consegnata al ragazzo in contanti il 24 ottobre del 2014. A partire da quel momento Gabriele, incassati i soldi, si rende irreperibile. E con lui svanisce anche il sogno di una nuova vita per Gloria, insieme con tutti i suoi risparmi.

Che fine hanno fatto questi soldi? Questa è una delle principali domande cui gli inquirenti delle Procure di Torino e di Ivrea dovranno dare un risposta al più presto. Chi ha partecipato al presunto raggiro insieme con Gabriele? Chi è la donna che ha chiamato la Rosboch, spacciandosi per direttore di banca, per “rassicurarla” sulla gestione del denaro consegnato al ragazzo? Chi si nasconde dietro la mail da parte del presunto titolare della fantomatica società di investimento? Queste persone potrebbero avere a che fare con la scomparsa di Gloria? Una cosa è certa: alla luce dello scenario in cui è maturata la scomparsa della Rosboch, oggi purtroppo è davvero difficile essere ottimisti sulla sua sorte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.