Omicidio Giulio Regeni, dall’Egitto qualcuno ha effettuato l’accesso alla sua email dopo la morte

Omicidio Giulio Regeni, dall'Egitto qualcuno ha effettuato l'accesso alla sua posta elettronica dopo la morte

Continuano ad emergere particolari piuttosto scottanti e sconcertati sulla morte di Giulio Regeni, ovvero il giovane ricercatore friulano ritrovato morto al Cairo in circostanze misteriose. Giulio Regeni era morto da un mese quando qualcuno sembra abbia cominciato ad utilizzare la sua password per entrare nel profilo Google; sicuramente si presume che questa forzatura sia arrivata direttamente dall’Egitto attraverso un iPad anche se non si sa chi possa aver tentato di accedere alla mail di Giulio Regeni.

Sicuramente si tratta di qualcuno che è venuto a conoscenza della parola chiave richiesta per collegarsi ad Internet con le credenziali del giovane friulano per poter controllare la posta, ma soprattutto i documenti e le operazioni portate a termine da Regeni. Le ipotesi al momento sembrano essere due, ovvero o qualcuno è riuscito ad estorcere l’informazione al giovane prima di morire, o la password è stata estratta direttamente dal telefonino di Giulio. Conta ad ogni moto il fatto che qualcuno ha effettuato l’accesso ed ha visionato i documenti ed i file di Giulio Regeni.

A rendersi conto di quanto accaduto sono stai gli specialisti della polizia e del Ros dei carabinieri che hanno aperto il computer di Giulio cercando qualche spunto d’indagine. Nello svolgimento di queste procedure è saltato fuori il colpo di scena: un collegamento risalente a fine febbraio, attraverso uno strumento portatile, con ogni probabilità un tablet che s’è agganciato attraverso un provider apparentemente egiziano.I carabinieri per cercare di avere qualche informazione in più hanno tentato di mettersi in contatto con Google, soprattutto per capire chi avesse potuto compiere una cosa del genere e cercare di localizzare dunque l’artefice di questa operazione.Intanto dal’Egitto arriva un ordine di censura sulla morte di Giulio Regeni; ebbene si l’Egitto ha obbligato di non pubblicare nulla che abbia a che fare con la morte di Giulio Regeni.

A rivelarlo è l’agenzia statunitense Associated Press (Ap) segnalando l’esistenza di un documento riservato che, assieme ad almeno un altro pubblicato da diversi media egiziani, è stato diffuso per errore dal ministero dell’Interno egiziano. “Un’altra nota suggeriva che il procuratore generale ha imposto un obbligo di non-pubblicazione sulle indagini nel caso del dottorando Giulio Regeni”, scrive l’agenzia.Sempre in Egitto continuano a non arrestarsi le calunnie contro Giulio Regeni, ed anche il vicepresidente della Camera dei rappresentanti del Cairo Soliman Wahdan, ha insinuato che Regeni potesse essere una spia.“L’Egitto e’ uno stato di diritto e lavorera’ per trovare i responsabili e giudicarli. Se pero’ fosse dimostrato che Regeni era una spia si creerebbe un problema enorme tra l’Egitto e l’Italia. La fiducia tra i due paesi verrebbe meno” ha dichiarato Wahdan nel corso di un intervento effettuato nella trasmissione Studio Al Nowab.

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