Omicidio Giulio Regeni, l’Italia accusa l’Egitto: “Negati molti atti e documenti richiesti”

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Si continua a parlare del caso del povero Giulio Regeni, il ricercatore friulano ritrovato morto in circostanze piuttosto strane al Cairo. Si continua ad indagare ma purtroppo ancora non si riesce a far luce su questo caso di omicidio così complicato e ricco di ombre.

Intanto le autorità italiane che indagano sull’omicidio di Giulio Regeni hanno accusato l’Egitto di non aver collaborato e di aver fino ad ora inviato soltanto documenti incompleti ed insufficienti, motivo per il quale adesso l’Italia chiede che venga spedita tutta la documentazione. Mancherebbero al momento all’appello tutti i verbali di alcune testimonianze, sia i dati delle celle telefoniche ed i video delle telecamere di sorveglianza di metropolitane e negozi del quartiere dove viva il 28enne ricercatore di origine friulana e dal quale è misteriosamente scomparso lo scorso 25 gennaio; si tratta di documenti già precedentemente richiesti dalla Procura Italiana che però non ha mai ricevuto.

Giusto la scorsa settimana la Procura di Roma aveva detto che stava valutando di richiamare in Italia il team di investigatori vista la scarsa collaborazione da parte delle autorità egiziane. «Apprendiamo dalle agenzie di stampa che la Procura di Roma ha reiterato la richiesta all’Egitto di documenti utili per l’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni.Evidentemente finora sono giunti documenti incompleti o insufficienti.È chiaro che è l’ultimo appello, se le autorità egiziane continueranno a non collaborare con l’Italianella ricerca della verità, il governo ha un’unica scelta da fare: ritirare l’ambasciatore italiano al Cairo.Non ci possono essere compromessi di alcun genere o sotterfugi nella ricerca della giustizia per questo nostro ragazzo», ha dichiarato Sinistra Italiana con Nicola Fratoianni.

Intanto in Egitto il ministero del turismo ha organizzato proprio a Il Cairo una messa in memoria di Giulio Regeni, e da quanto emerso alla cerimonia avvenuta nella chiesa greco-cattolica di San Giuseppe in occasione del 40/0 giorno della scomparsa del giovane alla quale ha partecipato anche il Ministro Hisham Zaazou che intervenuto in chiesa ha espresso le sue più sentite condoglianze al popolo ed al governo italiani.“Confermo che l’Egitto e l’Italia supereranno questa crisi”, ha sostenuto il ministro. Sempre in questa occasione, il ministro Hisham Zaazou ha dichiarato che i responsabili della sicurezza interpellati avrebbero riferito di non aver avuto alcun interesse a compiere questo triste gesto e chi l’ha ucciso sarà comunque giudicato in Egitto. In Italia, invece, è stata lanciata una borsa di studio per completare la tesi di dottorato alla quale stava lavorando il ricercatore italiano; è risultato essere questo il modo da parte della scuola di formazione al rischio ed alla sicurezza di voler dare il suo contributo alle persone impegnate in zone molto pericolose in memoria proprio del povero Giulio Regeni. 

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