Omicidio Gloria Rosboch: Clamorosa testimonianza dell’ex fidanzata di Gabriele Defilippi

Fonte: Settimanale Giallo di Ester Nicola Un giorno Gabriele mi disse che sia Roberto che sua madre lo stressavano e che insistevano dicendo che l’unica soluzione del problema era di far fuori chi l’aveva querelato”. Chi parla è Sofia Sabhou, 20 anni, l’ex fidanzata marocchina di Gabriele Defilippi. Le parole della ragazza, ascoltata in questi giorni dai carabinieri, rappresentano l’ultima clamorosa testimonianza nel caso di Gloria Rosboch, la professoressa di 49 anni uccisa il 13 gennaio scorso a Castellamonte, in provincia di Torino. Per questo terribile omicidio sono state arrestate tre persone: Gabriele Defilippi, 22 anni, ex studente della professoressa, sua madre Caterina Abbattista, 45 anni, e Roberto Obert, 53 anni, amante di Gabriele.

Il movente è la truffa organizzata da Gabriele Defilippi per sottrarre una grande quantità di soldi a Gloria. Il giovane, infatti, fingendosi innamorato dell’ex insegnante, era riuscito a convincerla a consegnargli 187mila euro per fuggire insieme in Francia e aprire un’agenzia di consulenza. Peccato che la professoressa, accortasi dell’inganno, avesse poi denunciato il ragazzo. Gabriele, però, non voleva più restituirle i soldi: eliminare la professoressa, quindi, era sembrata ai suoi occhi la soluzione più “semplice”. Per farlo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo si sarebbe avvalso della complicità del suo amante Roberto e della copertura della mamma Caterina.

La donna si è sempre dichiarata estranea alla vicenda e ha chiesto di essere scarcerata. Il Tribunale del Riesame, però, ha respinto la sua richiesta. Ma grazie alla testimonianza di Sofia
Sabhou gli inquirenti hanno scoperto che l’idea di uccidere Gloria non sarebbe venuta direttamente al ragazzo, ma che, al contrario, Gabriele sarebbe stato convinto dal suo amante, proprio con l’accordo della madre. Un’ipotesi ancora tutta da verificare, ma che confermerebbe il pieno coinvolgimento di Caterina Abbattista nell’omicidio di Gloria. Leggiamo insieme l’intera testimonianza di Sofia Sabhou. Ha detto la ragazza: «Verso la fine di dicembre e l’inizio di gennaio ricordo un episodio molto particolare. Mentre parlavamo in macchina Gabriele mi disse che era stressato e che aveva dei problemi. Mi lesse una lettera che accennava a una dazione di 187mila euro.

Si trattava di una lettera di un legale che richiedeva la restituzione di questa somma di denaro. Si mise a piangere, era sconvolto, mi disse che si trattava di un prestito e che non sapeva come fare. Io gli chiesi: “Cosa vuoi fare?”. Lui mi disse che Roberto voleva uccidere la persona che lo aveva querelato perché tanto a lui non costava nulla. Era ubriaco, piangeva ed era molto sconvolto. Io gli suggerii di andare subito da un avvocato, che una querela per truffa non è una cosa così grave, ma lui era sicuro che per questa querela per truffa gli avrebbero dato tre anni e che per questo motivo dovevamo lasciarci. Aggiungeva ancora che Robi voleva eliminare il problema uccidendola. Mi disse che i soldi non li aveva più perché li aveva spesi tutti, non accennò a un ruolo di Robi nella vicenda dei soldi. Io pensavo che le cose che mi aveva detto non fossero vere e che fosse solo una scusa per lasciarmi».

Ed ecco il passaggio che riguarda più esplicitamente la mamma di Gabriele: «Gabriele mi disse che Robi voleva aiutarlo, in pratica Gabriele non era pienamente convinto della cosa, ma Robi insisteva con lui dicendo che questa era la soluzione. Caterina sapeva della cosa ed era d’accordo, anzi appoggiava l’idea di Roberto». E ancora: «Mentre mi trovavo in macchina, sia Caterina che Roberto continuavano a mandare messaggi a Gabriele. Lui non rispondeva dicendo che lo stavano stressando. Quando io ho insistito facendogli presente che era assolutamente sproporzionato e assurdo pensare a un omicidio in relazione a una querela per truffa, questi mi rispondeva dicendo che da una parte sua mamma non voleva assolutamente che lui finisse
in carcere anche solo per poco tempo per la questione dei soldi, e che Robi voleva semplicemente aiutarlo».

Fin qui le dichiarazioni di Sofia Sabhou, diventata la testimone chiave dell’intera vicenda. Contro Caterina Abbattista, però, ci sono anche le parole del figlio più piccolo, che ha raccontato che
la madre era solita farsi coprire da una collega per abbandonare indisturbata il posto di lavoro. Di conseguenza, il giorno del delitto, la donna avrebbe potuto spostarsi liberamente. Il suo cellulare, tra l’altro, ha agganciato la cella di Montalenghe, ben lontana da dove la donna diceva di essere al momento dell’omicidio. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe accompagnato e ripreso il figlio prima e dopo il delitto. Non solo. Come vi abbiamo raccontato sul numero di Giallo di settimana scorsa, in questa tragica e oscura vicenda è entrata prepotentemente anche un’altra donna.

Si tratta di Efisia Rossignoli, 46 anni, la cosiddetta “telefonista”. Gabriele si sarebbe avvalso del suo aiuto per mettere a segno la truffa ai danni di Gloria. Il ragazzo, infatti, chiese a Efisia di telefonare a Gloria, fingersi una dirigente di banca e rassicurarla del fatto che i suoi soldi erano stati depositati. La donna, indagata solo per truffa, è stata ascoltata dagli inquirenti e ha raccontato la sua versione dei fatti. Ha detto: «Avrei potuto fare anch’io la fine della professoressa Rosboch». Perché? Efisia ha dichiarato di essere stata a sua volta truffata dal giovane e di essere dunque una vittima, più che una sua complice. Per la telefonata che fece a Gloria, infatti, Gabriele le avrebbe promesso dei soldi. Solo adesso, però, Efisia si sarebbe resa veramente conto dell’accaduto e di quanto anche lei abbia rischiato di finire nella trappola del giovane.

L’ex studente, infatti, spacciandosi per ragioniere, avrebbe proposto anche a lei “l’affare del secolo”. Ha detto Efisia: «Si trattava di comprare un albergo in Liguria, un investimento da 250mila euro. Io sarei dovuta diventare uno dei soci». A Efisia, però, era andata decisamente meglio che a Gloria. La sua banca, infatti, non le aveva erogato il finanziamento. Efisia aveva provato a chiedere anche solo 50mila euro, ma la risposta era stata anche in quel caso negativa. Sfumato l’affare, Gabriele si era allontanato, portandola alla depressione. Ha aggiunto la donna: «Sia lui che la madre mi avevano addirittura bloccato su Facebook. Solo ora mi rendo conto di come stavano le cose, che quello che è successo a Gloria sarebbe potuto accadere anche a me. Ma ancora non riesco a immaginarmi Gabriele a fare una cosa simile… ».

Sul fronte delle indagini, in questi giorni i carabinieri hanno fatto un sopralluogo nella villetta di Gabriele. Sono stati sequestrati diversi telefoni. I militari hanno trovato anche gli appunti in cui il ragazzo calcolava quanto poteva spendere ogni settimana senza destare troppi sospetti. I carabinieri hanno analizzato anche le macchine di Roberto Obert usate per commettere l’omicidio: la Mini gialla con cui l’uomo ha raggiunto Gabriele prima dell’incontro con Gloria e la Twingo bianca su cui avrebbero ucciso la donna. Con la stessa auto si sarebbero poi recati
nella discarica di Rivara per gettare il cadavere della donna in una cisterna. I poveri resti di Gloria sarebbero poi stati ritrovati solo il 19 febbraio. A destare sgomento sono anche le mail che la donna e Gabriele si erano scambiati per lungo tempo.

Lettere in cui Gloria appare come la vittima predestinata e in cui Gabriele si conferma lo spietato truffatore descritto dagli inquirenti. Nel gennaio 2015 Gloria si era lasciata andare in un lungo sfogo: «Come stai? Dato che è un po’ che non ti sento, non vorrei che tu avessi cambiato i tuoi obiettivi. Non posso chiamarti? Tu mi fai morire! Devo andare anch’io su Facebook per parlarti? Un bacio, Gloria». Gabriele, approfittando della solitudine della donna, le rispondeva per rassicurarla, riempiendola di parole dolci. Ecco cosa le aveva scritto: «Mentre rientravo a casa ti pensavo e dicevo che un po’ di tranquillità e serenità la meritiamo entrambi, non vedo l’ora che finisca questo periodo travagliato». E ancora: «Ti mando un bacio virtuale, sono lì insieme a te col pensiero. Dolce notte tesoro mio!». Gloria aveva poi confidato a un’amica di voler accettare l’offerta di Gabriele. Scriveva: «I genitori invecchiando purtroppo diventano un po’ egoisti e poi sono sempre un po’ più pessimisti di noi. Mio papà lo è sempre stato, ma in verità, sotto sotto, sarebbe contento che provassi, così dimostrerei alle mie cugine che anche io sono in grado di lavorare in un ambito diverso dalla scuola». Pochi giorni dopo Gloria avrebbe dato i soldi a Gabriele.

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