Omicidio Gloria Rosboch, Nuovo colpo di scena nelle indagini sulla morte della professoressa di Torino

Fonte: Settimanale Giallo di Ester Nicola Avrei potuto fare la stessa fine di Gloria”. Efisia Rossignoli, la telefonista della truffa a Gloria Rosboch, aveva commentato così l’omicidio della professoressa di 49 anni uccisa il 13 gennaio scorso a Castellamonte, in provincia di Torino. Efisia, come è ormai noto, è una delle tante donne che girano attorno a Gabriele Defilippi, l’ex studente di 22 anni arrestato per il delitto dell’insegnante. Fino a questo momento, però, il ruolo di Efisia era considerato marginale. Era già stata indagata per truffa, un reato pur sempre molto grave e ignobile, ma era rimasta estranea alle indagini sull’omicidio.

Lei, per giustificarsi, aveva raccontato di essere in realtà una vittima di Gabriele e non, come invece è emerso in questi giorni, una pedina negli oscuri piani del ragazzo. Le cose, infatti, adesso sono molto cambiate: il pubblico ministero ha iscritto Efisia nel registro degli indagati con una nuova accusa. Non più soltanto per truffa, ma anche e soprattutto come “parte attiva nell’omicidio”. Usiamo questa espressione perché non è ancora chiaro in quali termini la donna avrebbe partecipato al delitto. Si tratta di un’indiscrezione clamorosa che soltanto noi di Giallo siamo riusciti a raccogliere. La posizione della donna, quindi, si è notevolmente aggravata.

Di certo Efisia Rossignoli, in accordo con Gabriele, fece la famosa telefonata che le è valsa il soprannome di “telefonista”. La donna, cioè, si finse una direttrice di banca per ingannare Gloria. Il ragazzo, con la promessa di fuggire insieme in Costa Azzurra e aprire una società di consulenza, era infatti riuscito a convincere la professoressa a prelevare ben 187mila euro in contanti. Gabriele le aveva detto che quei soldi sarebbero stati versati in un altro conto in vista degli investimenti in Francia. A questo punto era entrata in gioco Efisia. La donna chiamò Gloria e le disse: «Buongiorno professoressa, sono la direttrice della banca, bisogna accelerare i tempi per la consegna del denaro». E la povera Gloria consegnò tutti i suoi averi. Efisia ha anche raccontato che per fare quella telefonata Gabriele le aveva promesso in cambio 5mila euro. Soldi che la donna non avrebbe mai visto.
Fin qui la truffa.

Ma il compito di Efisia, secondo gli inquirenti, non sarebbe stato solo quello di spacciarsi per la direttrice di banca. In particolare inso spettiscono le telefonate intercorse tra Efisia e Gabriele proprio nel giorno dell’omicidio. Entrambi si erano cercati. Perché? Gli investigatori l’hanno chiesto direttamente alla donna. Ecco come ha risposto: «Gli avevo chiesto di seguire mio marito: avevo paura che mi tradisse». Possibile che in una giornata così convulsa e drammatica come quella del delitto, Gabriele abbia avuto il tempo e la freddezza di rispondere e richiamare più volte Efisia? La donna aveva davvero la necessità di far seguire il marito e proprio quel giorno?
Tra le ipotesi degli inquirenti c’è quella secondo cui Efisia potrebbe aver fatto da tramite tra Gabriele e la madre, Caterina Abbattista, arrestata a sua volta per concorso in omicidio insieme con Roberto Obert, un amante del 22enne. Quel giorno infatti il telefonino di mamma Caterina agganciò la cella di Montalenghe, la stessa che copre la zona in cui abita Efisia. Un dato che tuttavia era già stato acquisito da tempo. Ma allora perché indagare Efisia per omicidio adesso? A spingere gli inquirenti potrebbero essere state proprio le dichiarazioni di Gabriele, che in questi giorni è stato ascoltato a lungo.

Sulla testimonianza del ragazzo gli investigatori preferiscono mantenere il più stretto riserbo. Giallo, però, è venuto a conoscenza di uno dei passaggi più importanti del suo racconto, quello che riguarda le responsabilità dell’omicidio. Ha detto il giovane: «In questa storia mia mamma non c’entra niente. È stato Roberto Obert ad architettare tutto: prima la truffa, poi l’omicidio». Gabriele, dunque, scagiona la madre e punta il dito contro l’amante. Ma gli inquirenti non hanno cambiato idea: Gabriele e Roberto sono complici nell’omicidio. Il movente è ormai noto. Dopo essersi accorta della truffa, Gloria aveva cercato di riavere i suoi soldi denunciando il suo ex studente. Così Gabriele e Roberto avevano deciso di ucciderla. In questo atroce delitto, dicevamo, sarebbe coinvolta anche la mamma di Gabriele. La donna avrebbe avuto un ruolo importante nel pianificare e in qualche modo spingere il figlio a liberarsi della professoressa. A confermarlo ci sono diversi testimoni.

Come l’ex fidanzatina di Gabriele, Sofia Sabhou, di origini marocchine. Ha dichiarato la giovane: «Mi ha detto Gabriele che la madre e Obert gli facevano pressioni perché risolvesse il problema di Gloria. Che l’unica soluzione ormai era farla fuori». Ma perché, allora, questa ragazza non ha parlato prima? Lei si è giustificata così: «Non immaginavo che dicesse sul serio». Agli atti risulta una telefonata tra Gabriele e Sofia risalente a circa due settimane dopo il delitto. Lui le dice: «Non ti preoccupare, io mi affido alla giustizia: sono sicuro al cento per cento di quello che ho fatto. Prima o poi la verità verrà alla luce. Io comunque non c’entro niente, né con la truffa, né con la scomparsa». Ma non era affatto così. Nel corso della conversazione Gabriele si spinge ben oltre: «Ho saputo che era scomparsa solo quando mi hanno chiamato i carabinieri».
La realtà è emersa solo quando Obert è crollato: i due amanti, però, si accusano a vicenda. Ecco come Gabriele ha dipinto Obert: «Frequentava pregiudicati. È stato lui ad abusare di me quando avevo 16 anni. È un usuraio, un organizzatore di truffe, molestava i ragazzini». Gabriele l’ha descritto anche come un fanatico del turismo sessuale, un consumatore e spacciatore di droga.

Per gli inquirenti resta di fondamentale importanza capire dove si siano rifugiati i due assassini subito dopo il delitto. Gabriele in particolare avrebbe aspettato che sua madre lo venisse a prendere. E in questo passaggio, in questo giro di telefonate e spostamenti, potrebbe avere avuto un ruolo anche Efisia Rossignoli. Ha ribadito il ragazzo: «Dovete credermi, è Obert la mente di tutto. Ha nascosto lui la pistola, ho consegnato a lui i soldi. Avrebbe dovuto cambiarli. Quelli che ci ha dato Gloria erano in pezzi da 50 e da 100, mentre noi li volevamo da 500». Resta da capire però dove sia finito il “tesoretto” portato via a Gloria.
Anche Roberto Obert, che verrà riascoltato in un interrogatorio confronto proprio con Gabriele, ha dato la sua versione: «I soldi li ha spesi tutti Gabriele, io non ho mai visto un centesimo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.