Omicidio di Gloria Rosboch, Efisia Rossignoli, l’altra amante di gabriele Defilippi, sempre più nei guai

Fonte: Settimanale Giallo di Ester Nicola Sofia, stai tranquilla. Io non c’entro niente. Pensa che io all’inizio non sapevo nemmeno che la professoressa Gloria fosse scomparsa. L’ho saputo dal maresciallo di Castellamonte quando mi ha chiamato per avere delle informazioni. Al maresciallo ho raccontato tutta la verità, dall’inizio alla fine, e pensavo che la cosa fosse finita lì. Invece mi sono ritrovato perseguitato dai giornalisti”. A parlare è Gabriele Defilippi, il 22enne arrestato per l’omicidio di Gloria Rosboch, l’insegnante di Castellamonte, Torino, uccisa il 13 gennaio scorso. Il ragazzo, finito in carcere insieme con il suo amico-amante, Roberto Obert, e con la madre, Caterina Abbattista, ha pronunciato queste parole parlando al telefono con la sua ex fidanzata marocchina, Sofia Sabhou, 20 anni. Si tratta di un’importante intercettazione telefonica effettuata dagli investigatori pochi giorni dopo la scomparsa di Gloria e prima che il cadavere della donna venisse ritrovato, il 19 febbraio, in una cisterna della discarica di Rivara, nel Canavese.

“A ME NON INTERESSA, HO LE SPALLE LARGHE” Dalla conversazione telefonica tra Gabriele e Sofia, che Giallo pubblica per la prima volta nel suo contenuto essenziale, emergono due dati decisivi. Il primo è che il ragazzo, da subito, ha mentito spudoratamente. Ha 34 mentito ai carabinieri, dicendo di non sapere nulla della scomparsa di Gloria, e poi ha mentito anche a Sofia, rassicurandola sul fatto di essere totalmente estraneo alla vicenda. Il secondo elemento riguarda la posizione della ragazza. Da giorni si parla di un possibile ruolo di Sofia nel giallo dell’omicidio. Si è ipotizzato, quantomeno, che la giovane fosse consapevole delle responsabilità del 22enne, ma che non avesse avuto il coraggio o la volontà di riferirlo agli inquirenti. Ebbene, dalle parole di Sofia, dalla meraviglia e dalla preoccupazione che traspaiono dalle sue frasi, sembrerebbe proprio che la ragazza sia effettivamente all’oscuro di tutto. Questo aspetto verrà naturalmente accertato dagli investigatori. È evidente, inoltre, che l’unica preoccupazione di Gabriele era quella di trascinare Sofia dalla sua parte e convincerla della propria innocenza. Nel corso della stessa telefonata, infatti, le dice: «Te ne devi fregare, non devi credere a tutte quelle cagate che scrivono. Io sono senza parole, non c’è niente di vero, è tutto assurdo». Sofia risponde: «Ci sono rimasta veramente male per tutto quello che si dice di te, non me lo aspettavo». E lui ribatte: «A me non interessa, ho le spalle larghe, sono tranquillo». Allora lei gli ripete: «M a 10 sono preoccupata per te, Gabriele…». «Stai tranquilla Sofia, io mi affiderò alla giustizia, sono sicuro al cento per cento, 11 mio comportamento è stato corretto, prima o poi la verità verrà fuori». La verità, in effetti, è emersa in modo tragico e dirompente. Gabriele Defilippi c’entra eccome.

LA POSIZIONE DI EFISIA SI È AGGRAVATA Nei guai, più che Sofia, c’è anche un’altra donna legata a Gabriele. Si tratta di Efisia Rossignoli, 45 anni, cameriera, sposata con figli, iscritta ufficialmente nel registro degli indagati per l’omicidio di Gloria. Fu proprio   Efisia a telefonare alla professoressa fingendosi una dirigente di banca, per sollecitare il versamento dei 187mila euro che Gabriele aveva chiesto a Gloria. I carabinieri, coordinati dal colonnello Domenico Mascoli, sono però convinti che Efisia abbia avuto un ruolo non soltanto nella truffa, ma anche nel delitto. Sembra strano, infatti, che il giorno dell’omicidio Efisia e Gabriele si siano sentiti al telefono per ben undici volte. La donna si è giustificata così: «Pensavo che mio marito mi tradisse e così avevo chiesto a Gabriele di seguirlo. A un certo punto, quando lui non mi rispondeva più, ho anche pensato che avesse scoperto qualcosa su mio marito, ma che non avesse il coraggio di dirmelo». Il telefono di Efisia è stato sequestrato, ma lei aveva già cancellato le conversazioni con il ragazzo.

I tabulati, però, hanno fornito un altro importante elemento che lega Efisia alla mamma di Gabriele, a sua volta arrestata per omicidio. Il giorno del delitto, infatti, il cellulare di mamma Caterina ha agganciato la stessa cella a cui solitamente è agganciato il telefono di Efisia, ovvero quella più vicina alla sua abitazione. L’ipotesi è che le due donne siano entrate in contatto e abbiano aiutato Gabriele a spostarsi dal luogo dell’omicidio. Efisia, in particolare, avrebbe accompagnato il ragazzo dalla discarica a casa, essendo a conoscenza delle atrocità compiute dal giovane pochi minuti prima. Gabriele e Roberto Obert, infatti, si sarebbero sbarazzati del corpo di Gloria intorno alle 16. Poi avrebbero lavato l’auto usata per il delitto e alle 18.30, sempre secondo il loro racconto, sarebbero rientrati nella casa di famiglia a Gassino per cambiarsi i vestiti. Poco dopo sarebbero usciti di nuovo per sbarazzarsi degli abiti, dei gioielli e dell’orologio di Gloria. Il telefono di Gabriele si è riacceso alle 21.54. Fatti i calcoli, però, il ragazzo sarebbe dovuto rientrare non più tardi delle 20. Invece è solo alle 21 che qualcuno lo riaccompagna con un’auto sconosciuta. Ad accompagnarlo potrebbe essere stata proprio di Efisia. Lei continua a difendersi: «Io non c’entro. Sì, ero innamorata di lui, ma questo non vuol dire niente .» .

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