Omicidio Isabella Noventa: C’è un giallo nel giallo legato alle lettere che riceveva

Omicidio Isabella Noventa, Manuela a confronto con i Sorgato con la formula dell'incidente probatorio il 15 maggioGiuseppe, c’è qualche indagato per le denunce di stalking presentate da Isabella? Cosa c’è scritto nell’ultima che ha presentato alla polizia?”. Sono queste le due richieste che Debora Sorgato, la sorella di Freddy, fece circa due anni fa al maresciallo dei carabinieri Giuseppe Verde, suo compagno. Il militare, violando il segreto d’ufficio e la banca dati deH’Arma, fornì alla fidanzata una risposta ben precisa: «No, non c’è alcun indagato». Successivamente, il carabiniere avrebbe riferito a Debora anche alcuni dettagli sulle denunce che la povera segretaria di Albignasego (Padova) aveva presentato dopo aver ricevuto una serie di lettere anonime contenenti minacce e offese personali. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno trovato ali’interno dell’armadietto di servizio di Verde alcuni documenti inerenti le ricerche fatte con il computer dell’Arma. Ora che questi documenti sono stati sequestrati, la Polizia sarebbe vicina a individuare l’autore delle lettere anonime spedite alla Noventa. A scriverle potrebbe essere stata proprio Debora, con la complicità di Manuela Cacco, l’amante di Freddy. Tutti e tre   sono in carcere per l’omicidio della segretaria di 55 anni, uccisa il 15 gennaio. Il sospetto è che Debora, temendo di essere stata individuata come l’autrice delle lettere anonime e che quindi fosse indagata, chiese al compagno carabiniere di fare i dovuti accertamenti in modo da conoscere il contenuto delle

querele presentate da Isabella. La sua potrebbe essere stata una strategia per fare le opportune contromosse. Isabella aveva continuato a ricevere lettere minatorie fino a novembre del 2015, cioè due mesi prima di essere uccisa.

Ad attirarla in una trappola mortale è stato Freddy, l’uomo che diceva di amarla. La sera del 15 gennaio, dopo averla portata a cena in ima pizzeria, l’autotra- sportatore aveva fatto credere a Isabella di avere un forte mal di testa e di dover tornare a casa a prendere alcune medicine. Era solo ima scusa per portarla nella sua villa, a Noventa Padovana, dove ad attenderli c’era Debora Sorgato. La sorella di Freddy avrebbe ucciso Isabella a martellate. Almeno così ha riferito agli inquirenti Manuela Cacco.

LA SCHEDA TELEFONICA INCASTRA LA CACCO

Ma torniamo alle lettere anonime. Nelle missive Isabella veniva offesa pesantemente. L’autore dei messaggi cercava in tutti i modi di contrastare la sua relazione con Freddy. Debora, ammesso che ci fosse lei dietro a queste lettere, non avrebbe agito da sola, ma sarebbe stata aiutata dalla Cacco. La tabaccaia, infatti, era stata convocata in Questura perché sul cellulare della Noventa erano arrivati messaggi e telefonate minacciosi partiti da ima scheda telefonica intestata a lei. Solo dopo un mese, la Cacco aveva denunciato lo smarrimento di quella scheda sim, ovviamente a copertura delle sue responsabilità.

Insomma, mancano pochi elementi prima che il cerchio, sugli autori delle lettere, possa chiudersi. Gli uomini della sezione omicidi della squadra mobile della questura di Padova, coordinati dal vice questore Giorgio Di Munno, hanno acquisito una serie di elementi che presto potrebbero incastrare Debora e inchiodarla alle sue responsabilità. Ma il solo fatto che la donna si fosse rivolta al compagno per avere informazioni sul conto di Isabella è sufficiente a dimostrare che già molto prima dell’omicidio nutriva un profondo odio nei confronti della Noventa. Sarebbe la conferma che il defitto della segretaria è stato premeditato.

Intanto, i servizi sociali di Padova, su disposizione del tribunale dei minorenni di Venezia, hanno avviato ima serie di accertamenti per stabilire se il bambino di Debora, che oggi ha 13 anni, sta bene e può rimanere in affido alla nonna materna, Dolores Rossi. Dolores è la donna che, al telefono con un’amica, si compiaceva del fatto che il cadavere di Isabella non fosse ancora stato trovato.

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