Omicidio Isabella Noventa: Manuela Cacco, una delle tre persone arrestate per l’omicidio della ha rivelato agli inquirenti che…

Isabella Noventa, testimonianza shock a Quarto Grado: "Ho visto una chioma che galleggiava nel fiume"Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore Non dovevo indossare io il giubbotto bianco di Isabella e fare la messinscena sotto le telecamere in piazza dei Signori a Padova. Quel ruolo, dopo aver compiuto l’assassinio di Isabella Noventa, spettava a Debora Sorgato. Solo che lei e suo fratello si sono resi conto che fisicamente io ero più adatta, perché somigliavo alla vittima. Debora era troppo diversa da lei, anche nella camminata, e per questo hanno chiesto a me di impersonare Isabella”.

È questo l’ennesimo, clamoroso retroscena svelato da Manuela Cacco sull’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria di 55 anni uccisa la notte tra il 15 e il 16 gennaio nella villetta di Freddy Sorgato, a Noventa Padovana, in provincia di Padova.

Per il delitto sono finiti in carcere Freddy Sorgato, 45 anni, compagno di Isabella, sua sorella Debora Sorgato, 44, e la sua amante Manuela Cacco, 53. Tutti e tre sono stati arrestati con l’accusa di concorso in omicidio volontario premeditato. La tabaccaia, come vi abbiamo riferito sugli scorsi numeri di Giallo, è stata la prima, e finora unica, a raccontare al capo della squadra mobile di Padova, il vice questore Giorgio Di Munno, tutto quello di cui è a conoscenza sull’omicidio della povera Isabella. Ha detto Manuela Cacco al vice questore: «Ero io la donna con il giubbotto bianco che finge

va di essere Isabella la sera del delitto. A uccidere la Noventa con due colpi di martello è stata Debora. Me lo ha raccontato lei pochi minuti dopo il defitto. Né lei né Freddy, però, mi hanno voluto dire dove hanno occultato il cadavere. Forse non si fidavano di me».

Le dichiarazioni della tabaccaia saranno verificate nel corso del cosiddetto incidente probatorio, fissato per l’inizio del mese di maggio. In quella occasione, Manuela Cacco dovrà ripetere davanti al giudice tutte le cose che fino a oggi ha raccontato agli inquirenti. Questa volta, però, lo farà alla presenza di Freddy e di Debora, che saranno presenti nella stessa aula del Tribunale.

Intanto, gli uomini della sezione omicidi della squadra mobile stanno completando gli ultimi accertamenti. «La situazione è cristallizzata in termini di responsabilità», sostengono gli inquirenti, che presto, allo scadere dei sei mesi dal delitto,

chiuderanno le indagini. Chiederanno il rinvio a giudizio per Freddy, Debora e Manuela. Se da un lato la Cacco si è mostrata disponibile a collaborare con le autorità, dall’altro sia Freddy che sua sorella Debora si sono rifiutati di rispondere alle domande del pubblico ministero Giorgio Falcone.

Il pensiero dei fratelli Sorgato è rivolto soprattutto al loro patrimonio, che nel frattempo è stato posto sotto sequestro e affidato alla loro madre per la gestione ordinaria. È a rischio il posto di lavoro di Freddy, che fa l’autotrasportatore di carburanti. L’azienda dove è assunto lo ha sospeso e, pertanto, da alcuni mesi l’uomo non percepisce lo stipendio. Ma i guai per i Sorgato non finiscono qui. Il Tribunale dei Minori, su sollecitazione dei servizi sociali, potrebbe presto affidare il figlio tredicenne di Debora a una casa famiglia o a una struttura protetta, dal momento che il ragazzino non ha il papà, morto nel 2002 in un incidente stradale. La sua mamma, invece, è in carcere con l’infamante accusa di omicidio.

Per il momento, il bambino è stato affidato alla nonna materna, ma presto il giudice dei minori potrebbe emettere un provvedimento in modo da tutelare il minorenne. Intanto, tutti i capi di abbigliamento sequestrati ai tre indagati sono stati analizzati dal reparto scientifico della polizia al fine di individuare possibili tracce di sangue di Isabella. Gli esiti di questi importanti esami saranno pronti nelle prossime settimane.

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