Omicidio Loris, l’avvocato di Veronica Panarello ha presentato questa particolare richiesta ai giudici per scagionarla

Omicidio Loris Stival, Veronica ed Andrea Stival erano amanti Una nuova testimonianzaFonte: Settimanale Giallo di Angela Corica No, le condizioni psicologiche non possono essere riscontrate con la risonanza magnetica nucleare. Se fosse possibile, qualsiasi persona che commette un reato potrebbe essere condannata o scagionata sottoponendola a un semplice esame medico-diagnostico. Gli studi in questo campo non hanno una loro attendibilità scientifica. Mirano ad accertare la funzionalità del cervello, ma non possono allo stesso modo stabilire le decisioni che la persona ha preso o prenderà. La capacità di intendere di una persona e le sue funzioni cerebrali non sono correlate. Con la risonanza magnetica si può riscontrare un problema fisico, come un tumore, ma non stabilire l’origine di un comportamento. La capacità di intendere e volere di un soggetto non dipende dalla forma del suo cervello!”.

A pronunciare queste chiare e inequivocabili parole è Antonio Acerra, psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Avellino. Al dottor Acerra abbia mo chiesto di commentare la nuova, clamorosa noti zia riguardante Veronica Panarello, 27 anni, la mamma di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, in carcere da quasi un anno e

mezzo per l’omicidio di suo figlio Loris Stival, 8 anni. Il Tribunale, infatti, ha accolto la richiesta dell’avvocato Francesco Villardita di sottoporre Veronica a una risonanza magnetica al cervello in modo da verificare le sue condizioni neurologiche. L’obiettivo della difesa è dimostrare che la giovane non è pienamente capace di intendere e di volere, e quindi non processabile. Ma, come sostiene il dottor Acerra, non è possibile stabilire una cosa dal genere attraverso un esame medico come la risonanza magnetica. Pertanto gli   esiti di questi accertamenti non cambieranno nulla ai fini processuali.

Potrebbe quindi trattarsi dell’ennesimo tentativo da parte della difesa di allungare i tempi del processo, il cui inizio è già stato ritardato per permettere agli esperti di completare la perizia psichiatrica su Veronica. Da indiscrezioni che abbiamo raccolto, i medici avrebbero stabilito che la donna è sana di mente, quindi imputabile, come vuole la legge. Una volta completati i nuovi accertamenti, i loro esiti saranno allegati alla relazione finale dei medici. Il giudice per l’udienza preliminare Andrea Reale ha quindi concesso una proroga di altri 25 giorni ai periti, i quali dovranno depositare le conclusioni entro il 15 maggio. Solo allora i giudici decideranno se rinviare a giudizio Veronica, contro la quale ci sono numerosi e gravissimi indizi di colpevolezza. La prossima udienza del processo, inizialmente prevista per l’11 maggio, è stata così rinviata a data da destinarsi.

Nelle scorse settimane, come Giallo vi ha raccontato con dovizia di particolari, Veronica ha cercato di incolpare dell’omicidio di Loris il suocero, con il quale avrebbe avuto una relazione.

Il piccolo, secondo l’inverosimile versione della donna, sarebbe stato ucciso perché aveva scoperto la loro tresca e voleva dire tutto al papà. Gli inquirenti hanno stabilito che Andrea Stival con l’omicidio del nipotino non ha nulla a che fare. Riguardo alla presunta relazione tra lui e la moglie del figlio, invece, emergono nuovi dettagli. In un interrogatorio, Carmela Anguzza, mamma di Veronica, disse: «Mia figlia conobbe l’attuale marito nel 2004. In un’occasione, rientrando intorno a mezzanotte, mi disse che aveva intenzione di andarsene a Milano insieme con Davide e il padre di lui. Io, ovviamente, le negai il permesso e lei se ne andò di casa».

Quindi Veronica già dieci anni prima del delitto parlava del suocero. Il racconto di mamma Carmela prosegue così: «Un giorno mia figlia mi telefonò piangendo. Mi disse di andarla a prendere perché aveva avuto dei problemi a casa sua. Io mi recai presso la sua abitazione e la prelevai insieme con Loris e con i suoi bagagli. Mi disse che il marito l’aveva picchiata accusandola di avere una relazione con il fidanzato di sua sorella. Veronica davanti al marito aveva negato, ma a me confidò che in effetti aveva avuto un rapporto sessuale con questo uomo». Era tutto vero oppure Veronica già in passato inventava relazioni inesistenti?

Anche questa volta suo marito Davide non ha commentato la circostanza. L’uomo sta affrontando la terribile vicenda con grandissima dignità. Per lui in questo momento la priorità è Diego, il figlioletto di quattro anni che ha tanto bisogno del suo papà.

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