Omicidio Luca Varani, nel cellulare di prato anche il numero di Christian De Sica

luca varani marco prato-2Fonte: Settimanale Giallo di Chiara Prazzoli Gestiva diversi locali importanti: è normale che nei suoi telefoni ci siano foto e numeri di vip della Capitale. Il bel mondo si ritrova sempre negli stessi posti e dietro alami

party cera lui, Marco Prato. Si era fatto un nome come organizzatore di eventi. Normale anche che abbia fotografie con gente dello spettacolo. Vantare un certo tipo di conoscenze può essere utile in quel campo e imo che di mestiere crea eventi non si fa certo scappare l’opportunità di una foto con un attore o un presentatore famosi… Sì, nel telefono di Prato ci sono contatti con alcuni volti della televisione nazionale. Nessuno di loro ha niente a che vedere con l’omicidio di Luca Varani,

e comunque il magistrato ha deciso di secretare gli atti. Già l’esame dei messaggi aveva permesso ai carabinieri di accertare che l’uomo conosceva diversi personaggi famosi, oltre Flavia Vento, con cui ebbe un breve flirt. Ecco alcuni dei loro nomi: Christian De Sica, l’attore simbolo della commedia italiana, Mario Orfei, noto stilista, Leopoldo Mastelloni, anche lui notissimo attore, Antonio Io- rio, ex protagonista di Uomini e Donne, Giacomo Urtis, il chirurgo sardo delle starlette e delle Olgettine, le ragazze implica

te nel processo “Ruby” che vede coinvolto l’ex premier Silvio Berlusconi, l’attrice Giovanna Rei e la presentatrice Carolina Rey, volto noto delle trasmissioni dei più piccoli, Mara Keplero, ex modella e animatrice dei salotti buoni di Roma. Va ribadito che sono tutti estranei all’atroce delitto commesso da Prato. E certamente molti di questi volti noti hanno avuto solo rapporti di lavoro con Prato. Avranno magari partecipato a qualche sua festa o lo avranno contattato per fargli organizzare un party, come fece Nadia Bengala in occasione dei suoi 50 anni, ma le indagini dei carabinieri toccano ancora i salotti romani. Perché? Perché insieme a personaggi famosi nel cellulare di Prato cerano anche i telefoni di modelli e modelle, o aspiranti tali, che in attesa dell’occasione giusta gira voce si prostituissero. Il dubbio degli inquirenti è che Prato facesse da tramite.

Quindi, Prato potrebbe essere stato anche ima sorta di sfruttatore? O forse era solo un mediatore tra prostituti e persone, desiderose di passare ima notte folle, a base di sesso e droga, a quei festini che tanto spesso organizzava. Ormai, infatti, questa è una certezza: accanto ai party ufficiali, Prato organizzava festini come quello in cui purtroppo è morto Luca Varani, a base di cocaina, Alcover, un medicinale per alcolisti che diventa una droga potentissima, e alcol. Rispetto a quello in cui il povero Luca Varani è morto, generalmente vi partecipavano fino alO persone. Per questo anche quei giorni a casa di Manuel Foffo, l’altro complice nel delitto Varani, tante persone entrarono e uscirono dall’appartamento: era usanza ai party privati di Prato drogarsi, fare sesso, bere e poi andare via. In attesa dell’esame del suo cellulare, Tunica certezza degli inquirenti è che Prato aveva tante vite e spesso andava oltre ciò che è lecito e legale. Per i giudici del Riesame, come ha scritto Giallo nell’ultimo numero, potrebbe aver stuprato e poi ricattato diversi giovani, fidanzati o sposati, attirati proprio con la scusa di questi festini. Per i carabinieri che indagano sul delitto di Luca Varani potrebbe aver gestito un giro di prostituzione. Ma chi è davvero Marco

Prato? Per i genitori è un giovane disturbato, affetto da sindrome bipolare, perennemente sotto effetto di psicofarmaci e droga. Così anche per gb amici. Ha scritto su Facebook Davide R.: «A me, Marco, non ha fatto nulla di male. Dietro quel gesto c’è tanto malessere. Dietro così tanta instabihtà mentale c’è sicuramente una situazione personale veramente difficile».

Ma anche ammettendo che Prato fosse malato e instabile, basta questo a giustificare un omicidio tanto spietato, violento e atroce come quello di Luca Varani? Sicuramente punta tutto sulla sua instabihtà, Marco Prato. Basti pensare che nel suo interrogatorio, subito dopo l’arresto, ha spesso usato il femminile per parlare di sé. Ecco alcuni brani, in cui si descrive come una donna: «Al risveglio, mi sono girata e ho visto che lì cera Luca. Allora ho iniziato a dire a Manuel: “Che cosa abbiamo fatto!”». E ancora: «Varani, in un istinto di sopravvivenza, mi ha scansato e io sono caduta». A prescindere dalle sue parole, saranno le perizie psichia

triche, le prove scientifiche, l’esame dei tabulati, delle foto e dei video sul suo telefonino a chiarire il suo ruolo nell’omicidio. Intanto, incredibilmente, i genitori tornano a difendere Manuel Foffo, cavalcando anche le scandalose indiscrezioni che emergono sul suo complice. La mamma, Daniela Pallotto, ha dichiarato: «Io credo a Manuel, alla sua onestà e alla sua sincerità. Tutto quello che ho sentito mi sembra anomalo, impossibile. Ho sempre visto mio figlio come un ragazzo maturo e responsabile. Dentro di me non riesco ancora a elaborare quello che è successo. Non è vero che in quei giorni mi ha chiesto stracci o altro per pulire, ma ci siamo visti più volte e non mi è mai sembrato agitato». Del resto, anche i magistrati del Riesame hanno ricordato che finora dei due assassini, Foffo è stato l’unico ad assumersi le sue responsabilità. Fu il primo a dire di controllare i cellulari di Prato. Ecco le sue esatte parole durante l’interrogatorio: «Voglio precisare che io e Marco siamo due personalità diverse. Vorrei che i telefoni sequestrati a me e a Marco vengano controllati. Ho visto delle cose orribili sui suoi cellulari, nelle quali erano ritratti stupri di donne e atteggiamenti pedofili, bambini nel compimento di atti sessuali».

Intanto, la fidanzata di Luca Varani, Marta Gaia Sebastiani, è tornata a parlare per ribadire che Luca non si prostituiva né era drogato. Ha detto: «Per quale motivo è andato in quell’appartamento? Non lo so. Ogni giorno me lo chiedo e non trovo risposta. Era buono, gentile, mi voleva sposare». Tanti dubbi potrà risolverli l’esame dei tabulati telefonici del telefonino di Varani, anche se purtroppo l’apparecchio non è stato ancora ritrovato dopo che i due assassini l’hanno gettato via.

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