Omicidio Sarah Scazzi: Due supertestimoni inguaiano Ivano Russo,

Fonte: Settimanale Giallo di Rita Cavallaro La tragica fine di Sarah Scazzi continua ad attirare l’attenzione morbosa della gente perché quando si crede di aver scoperto tutta la verità, si trovano nuove ‘porte da aprire’ E il nuovo processo è la prova che ci troviamo davanti a materiale umano scadente, visto che tutti i personaggi coinvolti nella vicenda hanno parlato di Sarah come della sorellina piccola ma poi hanno depistato le indagini e infangato la memoria della povera bambina”. A parlare a Giallo è l’avvocato Nicodemo Gentile, che insieme con il collega Valter Biscotti assiste la famiglia di Sarah Scazzi. Sarah è la 15enne scomparsa il 26 agosto 2010 da Avetrana (Taranto).

La ragazza, come ormai tutti sanno, fu trovata morta in un pozzo dopo 42 giorni di bugie e depistaggi. Per l’omicidio della piccola, strangolata con una corda al collo, sono state condannate all’ergastolo la zia Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, mentre allo zio Michele Misseri, che inizialmente si era autoaccusato del delitto per coprire moglie e figlia ma che in realtà era colpevole solo dell’occultamento del cadavere, è stata inflitta la pena di 8 anni. Le sentenze, pronunciate in primo grado, sono già state confermate in appello. Poi toccherà alla Cassazione scrivere l’ultima parola. C’è però un nuovo procedimento, con 12 persone indagate, tra familiari e amici di Sarah, accusate di aver mentito per depistare le indagini. I procuratori Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, titolari di questo fascicolo, hanno costruito un impianto accusatorio che, il prossimo 1° giugno, sarà al vaglio del Tribunale di Taranto, il quale dovrà decidere se processare gli indagati.

PER L’ACCUSA IL SUO ALIBI È FALSO Tra i 12, la posizione più grave è quella di Ivano Russo, il cuoco di Avetrana di cui Sabrina era innamorata e per il quale anche Sarah nutriva una “forte simpatia”. Secondo i magistrati, Ivano avrebbe mentito per coprire Sabrina, sminuendo il suo legame con lei. Lo avrebbe fatto per non dare prova dell’effettivo intreccio sentimentale che lo legava alle due ragazze, dietro al quale si celerebbe il movente dell’omicidio. Ci sono due supertestimoni che smontano l’alibi del giovane e gettano ombre su cosa sia davvero successo nella villetta dei Misseri. Ma cosa aveva raccontato all’epoca Ivano? Il cuoco aveva fin da subito negato qualsiasi coinvolgimento sentimentale sia con Sabrina che con Sarah. Ai pm aveva detto che il 26 agosto 2010 era stato a casa tutto il giorno e che solo alle 17 era venuto asapere che Sarah era scomparsa.

Alle domande su una serie di sms che Sabrina gli aveva mandato all’ora di pranzo, Ivano aveva risposto di aver dimenticato il cellulare in macchina la sera prima e di averlo preso solo il giorno successivo. Per i giudici l’alibi è falso. Le dichiarazioni di Ivano erano state confermate da sua mamma Elena Baldari, da suo fratello Claudio e dalla fidanzata di allora Antonietta Genovino, che adesso sono tra i 12 indagati e rischiano la condanna per falsa testimonianza. Gli inquirenti avevano già dei sospetti su di lui, visto che in un’intercettazione tra madre e figlio, Ivano istruì la donna su cosa dire ai pm: «Se ti chiedono qualcosa, devi dire: “mio figlio a quell’ora stava dormendo”». La madre aveva contraddetto Ivano anche riguardo al suo cellulare, perché riferì che il giorno della scomparsa il telefonino del figlio squillava in casa. Quindi l’apparecchio non era in macchina come diceva lui. Ora le clamorose rivelazioni dei due supertestimoni confermano il sospetto degli inquirenti: Ivano ha mentito. Le sue presunte bugie nascondono un comportamento ambiguo e cambiano lo scenario che ha portato all’omicidio di Sarah.

LA TRAGEDIA SCATENATA DALLA VERGOGNA Dal racconto dei testimoni emerge infatti che, verso l’ora di pranzo di quel 26 agosto, nella villetta di via Deledda si sarebbe tenuto una sorta di “processo” a Sarah e che, oltre a Cosima e Sabrina, era presente anche Ivano. Motivo della discussione sarebbe un fatto compromettente, che doveva rimanere segreto e che invece era sulla bocca di tutti: Sabrina alcuni giorni prima si era denudata in auto e si era offerta a Ivano, che l’aveva rifiutata. In paese si parlava di questo episodio e Cosima era andata su tutte le furie. Come si era sparsa la voce? La zia era  convinta che fosse stata Sarah a rivelare il segreto. A casa Misseri si stava consumando una tragedia, scatenata dalla vergogna, e Ivano voleva defilarsi. Ma quella litigata non era rimasta tra le mura della villetta. Il cuoco l’aveva riferita alla fidanzata dell’epoca, che, a relazione finita, ha deciso di dire la verità. A confermare il fatto che Ivano non stesse dormendo c’è pure la dichiarazione dell’altro supertestimone, un uomo che vide una macchina come quella di Ivano allontanarsi da casa Misseri alle 14. Poco dopo anche Sarah aveva cercato di scappare, ma Cosima e Sabrina l’avevano raggiunta e riportata in casa. Proprio come aveva raccontato il fioraio Giovanni Buccolieri, che aveva assistito alla scena. Le sue parole, però, erano state smentite dalla cognata Anna Scredo. Anche lei, ora, è accusata di falsa testimonianza. L’avvocato Francesco Mancini, difensore di Ivano, dice: «Ivano è tranquillo, affronterà il processo con serenità perché ha detto la verità, nonostante qualcun altro si aspettava dicesse cose che ignorava». Gli altri che rischiano il processo sono Dora Serrano, sorella di Cosima e Concetta: la donna accusò ingiustamente Michele Misseri di molestie sessuali. Lo stesso Misseri è indagato per autocalunnia. C’è poi il fratello di Cosima, Giuseppe Serrano, che deve rispondere di calunnia contro i carabinieri per le bugie raccontate sul giorno dell’omicidio. Anche Maurizio Misseri, nipote di zio Michele, avrebbe reso falsa testimonianza mentre Anna Lucia Pichierri, madre di Maurizio, dovrà spiegare le circostanze della visita di Valentina Misseri all’indomani dell’arresto della sorella Sabrina.

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