Omicidio Seriate, svolta nel mistero della morte dell’ex professoressa: trovato sacchetto con arma del delitto, è caccia al DNA

omicidio-seriate-svolta-nel-mistero-della-morte-dellex-professoressa-trovato-sacchetto-con-arma-del-delitto-e-caccia-al-dnaSono trascorsi quasi due mesi da quando, il 26 agosto del 2016 all’interno della villetta sita nello specifico nella piazza Madonna della Neve, a Seriate, comune italiano di 25.291 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia, è stata uccisa o meglio ancora sgozzata Gianna Del Gaudio, ex insegnante di lettere di 63 anni. Il mistero della morte dell’ex insegnante sembra però destinato a risolversi molto presto, o almeno questa è la speranza, soprattutto in seguito al ritrovamento, nei primi giorni del mese di ottobre, di un sacchetto di plastica in una siepe situata nello specifico tra via Monte Cornagera e via Presanella, non distante dalla villetta all’interno della quale è avvenuto l’omicidio, situata a 400 metri. All’interno di tale sacchetto di plastica vi si trovavano un taglierino sporco di sangue e dei guanti in lattice e secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che proprio la busta in questione all’interno della quale vi si trovavano tali oggetti rimandi proprio ad un esercizio commerciale frequentato dalla vittima.

E a proposito di tali ritrovamenti si è espresso Giorgio Portera, ovvero il legale di Antonio Tizzani, il quale ha rilasciato la seguente intervista “I reperti ritrovati sono fondamentali. E’ molto probabile che il taglierino sia l’arma del delitto. Il medico legale farà le sue valutazioni. Adesso dobbiamo concentrarci sulla ricerca di impronte digitali e, nel caso se ne trovino, è importante che queste siano impronte insanguinate”. Portera, genetista del Dipartimento di biotecnologie mediche dell’Università Statale di Milano ha poi proseguito il suo intervento sulla delicata vicenda sostenendo che al momento sono anche in corso i dovuti accertamenti tecnici sul taglierino trovato all’interno della busta di plastica posizionata sotto la siepe e i dovuti accertamenti del sacchetto stesso, concludendo poi “Quindi gli accertamenti genetici che ne verranno fuori dovranno essere interpretati alla luce di questo importante dettaglio. Nel caso in cui sul taglierino o su altro reperti ci fossero tracce del DNA dell’indagato, potrebbe essere anche che questo DNA si sia trasferito dal sacchetto al taglierino”. 

Insomma, sono davvero molte le tracce e gli inquirenti non negano che potrebbe essere molto vicina la soluzione del caso che, come precedentemente anticipato, ha assunto ogni giorno sempre più i contorni del giallo. Sugli esami attualmente in corso sul taglierino, busta in plastica e guanti in lattice trovati sotto la siepe sono appunto in corso i dovuti accertamenti, a proposito dei quali si è espresso il procuratore generale di Bergamo Walter Mapelli, il quale ha nello specifico affermato “Le novità che arrivano dal laboratorio di Parma devono essere discusse e comunicate alla difesa. Una svolta nel senso o nell’altro può essere da questi reperti importanti. I risultati arriveranno all’inizio di settimana prossima”. Non ci rimane dunque che rimanere in attesa dei risultati degli accertamenti ai quali sono stati sottoposti gli oggetti precedentemente citati ma è opportuno precisare che Antonio Tizzani, marito della vittima, resta per ora l’unico indagato, ma a piede libero.

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