Omicidio stradale, il Senato approva la legge: ecco le novità

Finalmente l’omicidio stradale è legge, nella giornata di ieri è arrivato l’ok da parte del Senato alla fiducia posta dal Governo. Finalmente il ddl che introduce il reato di omicidio stradale, ottiene il si definitivo del Parlamento e dopo ben cinque letture diventa legge. Il Senato ha approvato la legge con 149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti. Previste pene molto severe, come pene fino a 12 anni con particolari aggravanti per chi fugge o guida senza patente o ancora per chi è privo di assicurazione. Soddisfatto il Premier Matteo Renzi, il quale sulla propria pagina Twitter ha scritto ” Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge.#finalmente“. Attraverso questa legge che introduce il delitto di omicidio stradale ( articolo 589-bis), dunque, verranno puniti con la reclusione coloro i quali si troveranno alla guida di veicoli a motore la cui condotta imprudente costituisca causa dell’evento mortale.

Confermato il reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, pena che prevede la reclusione da un minimo di 2 ad un massimo di 7 anni, ed ancora saranno puniti con la reclusione che va da un minimo di 8 ad un massimo di 12 coloro i quali risulteranno alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave, ovvero con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, o ancora in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. La pena può comunque aumentare ulteriormente della metà se a morire è più di una persona, ed in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. Ipotesi più grave di omicidio stradale verrà applicata ai camionisti ed agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

Pene molto pesanti anche per chi fugge dopo l’incidente, in questo caso scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni.Altre aggravanti sono anche previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. La pena verrà diminuita fino alla metà invece nel caso in cui l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. Tante novità anche per quanto riguarda la revoca della patente e nello specifico secondo la legge la stessa verrà revocata in caso di condanna o patteggiamento per omicidio o lesioni stradali; in questi casi i soggetti colpevoli ai quali verrà revocata la patente potranno conseguirne una nuova solo dopo 15 anni o 5 anni. Questo termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi, mentre negli altri l’arresto è facoltativo. In alcuni casi, il giudice può anche ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna; in casi urgenti il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

“Finalmente l’omicidio stradale è legge. Per le famiglie delle vittime abbiamo la certezza della pena. Ora siamo pronti a lavorare anche sulla prevenzione”. ribatte il deputato Pd e Presidente della Commissione Trasporti della Camera,Michele Meta.

“Alla prima chiama in Senato per la fiducia sul cosiddetto Omicidio Stradale la maggioranza non raggiungeva il  numero legale. E’ stato necessario che alla seconda chiama il Gruppo ALA corresse in soccorso al governo contravvenendo a quanto affermato pochi minuti prima in dichiarazione di voto”. Paolo Romani, presidente del gruppo di Forza Italia al Senato, commenta il voto di oggi nell’Aula del Senato.
“Il senatore Ciro Falanga – aggiunge – a nome del gruppo verdiniano, aveva infatti annunciato che non avrebbero partecipato al voto. La dichiarazione di voto esprime infatti il comportamento di un gruppo parlamentare: l’inversione di rotta dei senatori di AL-A è al limite del regolamento e sarebbe stata impossibile in caso di votazione ordinaria con sistema elettronico”.

“Oggi è un giorno storico per la sicurezza stradale in Italia, per le vittime della strada e per i loro familiari – commenta il presidente della Fondazione ANIA per la sicurezza stradale Aldo Minucci – dopo anni di dibattiti e discussioni, siamo finalmente giunti all’approvazione definitiva della legge che identifica il reato di omicidio stradale. Si tratta di un provvedimento che il Paese aspettava da tempo ed è sicuramente un traguardo importante. Già nel 2011, un’indagine della Fondazione ANIA, aveva evidenziato che l’84% degli italiani era favorevole all’introduzione del reato di omicidio stradale. Il risultato odierno rappresenta una conquista di civiltà per il nostro Paese”.

Ma non sono certo mancato le polemiche: “I Cinquestelle – commenta Alessia Morani, vice capogruppo del Pd alla Camera – dimostrano ancora una volta di non aver alcun interesse nel portare avanti le migliori politiche per i cittadini ma di avere come unico obiettivo quello di essere un’opposizione ideologica e urlante anche quando si condividono i provvedimenti in esame. “La legge sull’omicidio stradale, su cui il governo ha giustamente posto la questione di fiducia per mettere fine, dopo cinque letture, a un inutile rimpallo tra le due aule del Parlamento, è un provvedimento giusto e atteso da anni: il tempo dell’impunità è finito, inizia oggi quello del contrasto ai pirati della strada. Troppo immobilismo ha contribuito a una vera e propria strage che si consuma sulle nostre strade: 4 mila persone muoiono ogni anno a seguito di incidenti stradali. Nel 20% dei casi si tratta di omicidi dovuti a persone che guidano sotto l’effetto di droghe o alcool. E’ più facile uccidere con le mani sul volante che brandendo un’arma da fuoco o da taglio: è solo su questa emergenza che ci interessa intervenire. Polemiche e tattiche politiche le lasciamo ad altri”.

“L’impegno per l’introduzione del reato di omicidio stradale, assunto da questo Governo e in primis dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ora è finalmente realtà. Il via libera dell’aula del Senato sancisce il punto d’arrivo di un percorso che ha sempre puntato a un solo obiettivo: una riforma che concilia deterrenza ed effettività della pena e che pone fine all’impunità dei pirati della strada”. Lo ha affermato il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri.

“Abbiamo stigmatizzato il comportamento del Movimento 5 stelle, che approfitta di ogni occasione per fare spettacolo. Però abbiamo altresì stigmatizzato i comportamenti del governo e della maggioranza che continuano a infrangere qualsiasi regola parlamentare”.
Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti al termine della capigruppo di Montecitorio.
“Eccesso di decreti, eccesso di fiducie. Questione di fiducia al Senato su omicidio stradale, cosa mai vista. Questione di fiducia sulle unioni civili, cosa mai vista. Se si vuole il rispetto delle regole per primo deve essere il governo a rispettare le regole sostanziali della democrazia parlamentare, altrimenti comportamenti aberrati del governo e della maggioranza legittimano chiunque ai peggiori giochi demagogico-populisti”.

“Anche oggi – hanno commentato Alberto Pallotti per Uiss, Unione italiana sicurezza stradale e Claudio Martino per Aufv, associazione vittima strada – abbiamo visto i soliti tentativi squallidi di affossare questo provvedimento, interventi scomposti per cercare di evitare che questa legge sacrosanta passasse. Adesso vedremo se, come dice Giovanardi, questa legge provocherà più danni che benefici. A nostro avviso questa legge,che può essere migliorata, rappresenta il primo punto di partenza per ridurre la strage stradale in modo determinante. Le pene previste sono altissime e colpiscono chi non ha rispetto e disprezza la vita umana sia propria che altrui”.

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