Omicidio-suicidio a Torino, uccide la compagna e poi si impicca all’armadio di casa

Omicidio-suicidio a Torino, coppia trovata priva di vita lei con la gola tagliata, lui impiccatoSono stati trovati privi di vita, all’interno di un appartamento sito nello specifico nella via Chiesa della Salute, in Borgo Vittoria nella città di Torino, un uomo e una donna rispettivamente di 51 e 36 anni. La scoperta dei due corpi senza vita ha avuto luogo, nello specifico, nella serata di ieri lunedì 11 luglio 2016 da parte dei vigili del fuoco e gli uomini della Squadra Mobile, allertati dai vicini di casa della coppia.

Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni il cinquantunenne Antonio Mussid e la trentaseienne Diana Gogoroia, lui disoccupato e lei addetta alle pulizie, sono stati visti dai vicini per l’ultima volta proprio lo scorso venerdì 8 luglio, quando la donna era appena rientrata da qualche giorno di vacanza a San Benedetto del Tronto, comune italiano di 47.303 abitanti della provincia di Ascoli Piceno. Da quel momento però, della coppia, si erano perse le tracce fino a quando, nella giornata di ieri a causa di un odore davvero nauseante e sempre meno sopportabile che usciva dall’appartamento della coppia i vicini hanno deciso di lanciare l’allarme chiamando i soccorsi. Quando i vigili del fuoco e gli uomini della Squadra Mobile si sono introdotti all’interno dell’appartamento in questione si sono trovati davanti delle scene davvero raccapriccianti in quanto, il cinquantunenne e la trentaseienne sono stati entrambi trovati privi di vita. Nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, la donna è stata trovata con la gola tagliata nel letto mentre invece, il cinquantunenne Antonio Missud è stato trovato dai vigili del fuoco e dagli uomini della Squadra Mobile impiccato alle cerniere dei un armadio posizionato nello specifico nel soggiorno dell’appartamento.

Al momento non sembrerebbe essere ancora chiaro cosa sia realmente accaduto all’interno dell’appartamento sito, come precedentemente anticipato, nella via Chiesa della Salute nella città di Torino ma, secondo una prima ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine si tratterebbe di un caso di omicidio-suicidio. Il cinquantunenne Antonio Mussid era originario di Gaeta e non era assolutamente sconosciuto alle forze dell’ordine in quanto diversi anni fa, ed esattamente nel 2003 era stato denunciato “per minaccia e violenza su persone e per esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.

Inutile si è rivelato l’intervento del 118 in quanto, una volta arrivati sul luogo della tragedia dopo essere stato lanciato l’allarme, i soccorritori non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. La polizia sta adesso indagando sulla vicenda nella speranza di trovare delle risposte alla tragedia che si è consumata nei giorni nella periferia nord di Torino ma al momento non sembrerebbe esservi alcun dubbio sul fatto che si sia trattato di un caso di omicidio-suicidio. I primi accertamenti rivelano inoltre che sia proprio Mussaid l’autore della tragedia per cui, se tale ipotesi si rivelerà essere vera, bisognerà capire cosa abbia spinto l’uomo a commettere questo folle gesto.

Omicidio-suicidio in una palazzina a due piani alla periferia di Torino. Antonio Missud, disoccupato italiano di 51 anni, ha ucciso la convivente Diana Gogoroia, 36 anni moldava, colf, e si è poi impiccato. Per la polizia, che indaga sul caso, non vi sono dubbi, sembra molto remota la possibilità di un’altra ricostruzione dei delitti.

Missud, che aveva origini siciliane, e la moldava vivevano al primo piano di una casa in via Chiesa della Salute 62. Accanto a loro un’altra famiglia, che nel tardo pomeriggio, sentendo cattivi odori provenire dalla casa vicino, ha dato l’allarme. E i vigili del fuoco, dopo aver forzato la porta, hanno trovato la copia senza vita: lei nel letto, con la gola tagliata, probabilmente con un coltello, lui impiccato alle cerniere di un armadio nel soggiorno.

I vicini di casa avevano incontrato l’ultima volta la coppia venerdì scorso: la donna moldava era appena rientrata da un breve periodo trascorso nelle Marche, a San Benedetto del Tronto, l’uomo era invece rimasto a Torino. Lui, attualmente disoccupato, nel 2003 era stato indagato per violenza su persone e per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La donna era regolarmente residente in Italia, titolare di una carta di soggiorno e non aveva alcun precedente.

Il movente dell’omicidio-suicidio potrebbe essere la gelosia. Una delle foto pubblicate su Facebook li ritrae, sorridenti, su un ponte di Torino sul fiume Po, con la collina sulla sfondo.

La loro storia è finita tragicamente.

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