Omicidio Trifone e Teresa, in aula le foto shock dei corpi senza vita: la testimone “Vidi il sangue e cominciai a tremare”

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omicidio-trifone-e-teresa-in-aula-le-foto-shock-dei-corpi-senza-vita-la-testimone-vidi-il-sangue-e-cominciai-a-tremareSi è svolto nella giornata di ieri il processo contro Giosuè Ruotolo ovvero l’unico imputato per l‘omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, avvenuto nel marzo dello scorso anno, davanti al palazzetto dello sport di Pordenone.Nel corso del processo è intervenuta la 39enne pordenonese che ha aperto la seconda udienza del processo a carico di Ruotolo; la sua deposizione è durata circa una ventina di minuti, nel corso dei quali è riuscita a raccontare anche nei minimi dettagli l’orrore di quella sera, al palazzetto dello sport di Pordenone. “Avevo l’auto vicino a quella dei ragazzi, dal lato del passeggero. Sentii degli scricchiolii sotto le scarpe, non erano sassi.

Mi sono avvicinata per chiedere se potevano chiudere la portiera e ho notato la gamba del ragazzo. Ho fatto il giro dell’auto, il viso della ragazza era appoggiato al finestrino, il ragazzo era insanguinato. Ho cominciato a tremare…”, ha raccontato Cinzia Rossetti, l’istruttrice di yoga, che la sera del 17 marzo del 2015 per prima ha scoperto i corpi senza vita dei due fidanzati.

La stessa ha poi aggiunto: “Ho visto il ragazzo pieno di sangue sul sedile del passeggero e ho cominciato a tremare. Sono corsa di nuovo in palestra, ho chiesto aiuto al segretario. Mi ha visto agitata ed è venuto fuori con me, ha attraversato tutto il piazzale, ma non c’era nessuno, poi ha chiamato i soccorsi”.Nella giornata di ieri sono anche state mostrate le foto in aula dei corpi senza vita di Teresa Costanza e Trifone Ragone e secondo quanto riferito da alcune fonti, pare che alla visione del sangue ed alla descrizione delle lesioni, l’imputato ovvero Ruotolo ha guardato in basso, gettando di tanto in tanto delle occhiate allo schermo montato in aula, sul quale scorrevano le immagini, proiettate prima della deposizione del capitano Mauro Maronese, che all’epoca dell’omicidio era il comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Pordenone. Rispetto alla precedente udienza, tra i familiari delle vittime ci sono solo Francesco Ragone ed Eleonora Ferrante, genitori di Trifone, e Giuseppe Ragone, fratello del militare ucciso;come già anticipato, in aula presente anche l’imputato il quale ha avanzato la richiesta di non essere fotografato o ripreso.

Assente invece la famiglia di Teresa. “Eravamo stati informati di questa proiezione dai nostri legali così abbiamo scelto di restare qui, per questa volta. Quelle foto non le ho mai viste eppure mi mettono i brividi al solo pensiero”, ha spiegato il padre di Teresa. Oltre alla testimone Cinzia Rossetti, sono stati ascoltati nel corso della mattinata anche i consulenti dell’accusa Del Ben, Fiorentino e Benedetti, il capitano Maronese e il maggiore Grosseto dei carabinieri di Pordenone.L’udienza iniziata in mattinata si è conclusa intorno alle ore 15.30, la prossima in calendario sarà il 28 ottobre, e sarà dedicata integralmente al lavoro svolto dai carabinieri del Nucleo investigativo di Pordenone con i due comandanti, capitano Mauro Maronese ed il maggiore Pier Luigi Grosseto.

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