Omicidio Yara Gambirasio, Bossetti: “Quel Dna non è mio non mi appartiene” anche la moglie è in aula

Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro Non conoscevo Yara. Quella povera raffi gazza non l’ho mai I if vista. Come me, nessun membro della mia famiglia la conosceva. Conoscevo, per lavoro, il papà, ma solo di vista. Sono un uomo molto abitudinario, faccio sempre le stesse cose, ma non ricordo dove fossi la sera in cui Yara scomparve. Proprio non ricordo”. E cominciato con queste parole l’interrogatorio di Massimo Giuseppe Bossetti, 45 anni, l’uomo a processo per l’omicidio della piccola Yara Gambirasio.

Dopo una trentina di udienze, è stata la volta del muratore di Mapello rispondere alle domande dei giudici. E, naturalmente, c’era grande attesa per quello che avrebbe detto in aula il carpentiere, che da oltre un anno e mezzo si trova in carcere con la più grave e infamante delle accuse: l’uccisione di una bambina indifesa durante un tentativo di violenza sessuale. Bossetti ha risposto a tutte le domande in maniera decisa. Rosso in volto, in qualche passaggio ha perfino perso la calma e la freddezza che lo avevano contraddistinto finora.

E i colpi di scena, durante il suo interrogatorio, non sono mancati. L’imputato, infatti, ha ribadito ancora una volta di essere innocente, ma a differenza di quanto dichiarato nelle varie deposizioni avvenute dopo l’arresto, in aula ha detto di non ricordarsi con precisione dove si trovava la sera del 26 novembre del 2010, quando Yara scomparve. E l’ennesima contraddizione in cui è caduto.

Dopo l’arresto, infatti, per giustificare la presenza di un furgone identico al suo nei pressi della palestra di Yara, Bossetti disse di essere passato da Brembate per alcuni appuntamenti di lavoro. Raccontò di essere andato dal fratello Fabio, dalla commercialista, da un falegname e dal meccanico. Sentiti dagli inquirenti, però, tutti e quattro negarono di averlo incontrato quel giorno. Cioè, smontarono completamente il suo alibi. Durante l’interrogatorio in Tribunale, invece, Bossetti non ha minimamente accennato a questi presunti appuntamenti. Perché? Come è possibile che fino a qualche mese fa raccontasse con dovizia di particolari ciò che fece quel giorno e adesso, invece, sostiene di non ricordare niente? Leggiamo cosa ha dichiarato a riguardo l’imputato, incalzato dalle domande della pubblica accusa. Ha detto Bossetti: «Lo ripeto per l’ennesima volta. Quella del 26 novembre 2010 sarà stata una giornata come tutte le altre. Non ricordo di preciso che cosa ho fatto.

Non me lo ricordo proprio. Non ricordo neppure che cosa ho mangiato ieri sera, figuriamoci che cosa ho fatto cinque anni fa*.. Chiedermi dove ero quattro o cinque anni fa mi pare una cosa totalmente insensata. Soltanto uno che annota tutto quello che fa su un diario può sapere esattamente dove era un determinato giorno, ma io non avevo quell’abitudine ». Bossetti si è contraddetto perfino sul luogo in cui lavorava il giorno in cui Yara scomparve. Finora aveva sempre dichiarato di aver lavorato in un cantiere di Palazzago. In aula, invece, ha detto: «In quel periodo lavoravo a Bonate Sopra ».

Quando il pubblico ministero Letizia Ruggeri gli ha fatto notare la contraddizione, lui ha ribattuto così: «Non ricordo di preciso. Così come non ricordo che tempo ci fosse». La Ruggeri si è soffermata su queste ultime parole tirando fuori un’intercettazione fatta in carcere con le microspie il 23 ottobre 2014. In quella occasione Bossetti riferì alla moglie queste clamorose parole: «Anche se dovessi essere stato io a rincorrerla in un campo, in quel periodo pioveva o nevicava, ricordi Marita? Il campo era bagnato e il terreno infangato». Come faceva Bossetti a sapere che il campo di Chignolo, dove fu poi ritrovato il cadavere di Yara, era bagnato e infangato? Si è forse “tradito”davanti alla moglie, ignaro di essere ascoltato dagli inquirenti  con le cimici? In aula l’imputato ha tentato di giustificarsi così: «Non so perché dissi così a mia moglie… Lei mi stava facendo il terzo grado, mi ha messo al muro… Sarà stata lei a “suggerirmi” quelle frasi».

A Bossetti è stato anche chiesto il significato delle parole che riferì dopo l’arresto riguardo alla presenza di furgoncini dotati di antenne paraboliche davanti alla palestra di Brembate la sera del 26 novembre 2010. In quel momento, infatti, la notizia della scomparsa di Yara non si era ancora diffusa e pertanto non potevano esserci giornalisti od operatori in giro. Bossetti ha risposto: «Non ho detto che fosse il 26 novembre… Dissi che poteva essere il 27». Il muratore ha poi ricostruito il percorso che faceva da Palazzago per tornare nella sua casa di Mapello, ammettendo di passare spesso da Brembate. Ha detto: «De

viavo per Brembate, per poi rientrare da Locate verso Mapello in modo da evitare la strada provinciale molto trafficata. Facevo quel tragitto per passare da tre edicole, una delle quali era proprio a Brembate. Compravo figurine e regalini per i miei figli tutte le sere, e litigavo anche con mia moglie per questo. Lei diceva che viziavo troppo i bambini». Il pm lo ha interrotto così: «Signor Bossetti, abbiamo sentito gli edicolanti. Tutti ci hanno confermato che lei non era un cliente abituale». Bossetti ha replicato: «Hanno mentito. Ricordo che per fermarmi all’edicola di Brembate parcheggiavo sempre sul marciapiede». Bossetti non ha dato del bugiardo solo agli edicolanti. Leggete che cosa ha detto a un certo punto dell’interrogatorio: «Tutti quelli che si sono seduti qui prima di me hanno mentito. Tutti, tranne i miei consulenti. Dottoressa Ruggeri, io non sto mentendo».

Il muratore, sempre incalzato dalle domande del pm, ha poi descritto le sue giornate: «Mi capitava di lavorare anche al sabato o alla domenica. Quando non lavoravo, andavo in piscina o al laghetto, oppure a fare la spesa con la mia famiglia. I miei figli facevano un corso di nuoto a Ponte San Pietro e io li accompagnavo con mia moglie, con mio cognato Agostino e con mia cognata Nadia. In precedenza li portavo in piscina a Chignolo, ma siccome era troppo lontano da casa chiesi a mia moglie di spostarli a Brembate. Poi lei decise di portarli a Ponte San Pietro».

L’interrogatorio di Bossetti proseguirà in questi giorni. Il  muratore dovrà rispondere alle domande delle parti civili (gli avvocati della famiglia Gambirasio) e della difesa.

Prima che parlasse il muratore, in aula c’era stato il cosiddetto “controesame” ai due consulenti informatici incaricati dai carabinieri di analizzare il contenuto dei computer dell’imputato. Come vi abbiamo riferito su Giallo della scorsa settimana, gli esperti avevano trovato sul computer portatile del muratore numerose ricerche a sfondo pornografico e pedopornografico. Alcune di queste ricerche a sfondo sessuale rimandavano a ragazzine 13enni, cioè all’età che aveva la povera Yara quando fu seviziata e uccisa. La moglie Marita, davanti ai giudici, si era assunta la responsabilità delle ricerche pornografiche, ma non di quelle pedopornografiche.

Voleva difendere il marito, invece ha finito con il peggiorare la situazione, perché solo Bossetti può aver fatto quelle ricerche. L’elenco dei siti Internet visitati con il computer del muratore compare nella relazione tecnica fatta dai periti informatici incaricati dalla Procura. In aula la difesa ha provato a smontare anche questo indizio contro Bossetti. Ha parlato di “tracce” e non di “ricerche”, che non sarebbero state effettuate direttamente dall’utente, bensì “suggerite” dal motore di ricerca. I carabinieri, invece, hanno confermato tutto. Anche questo esame continuerà in una delle prossime udienze, quando saranno presenti i nuovi consulenti informatici della difesa: Giovanni Bassetti e Luigi Nicotera. Un altro colpo di scena è arrivato quando la difesa ha tirato in ballo la “Hacking Team”, una società specializzata nello spionaggio on line. Nei mesi scorsi le mail private di questa società sono state pubblicate da Wiki-leaks, l’organizzazione che diffonde documenti riservati. Tra questi documenti ce ne sarebbero alcuni riguardanti il caso Yara. Secondo la difesa, in una

mail ci sarebbe l’indicazione di un Paese straniero, Israele, e dei costi per la creazione di un Dna artificiale. Per gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini questa mail dimostrerebbe che le prove contro Bossetti sarebbero state costruite ad arte. Una tesi assurda che ha scatenato feroci polemiche in aula. Il pubblico ministero Ruggeri ha definito “esilarante” la circostanza. Ha detto: «Si tratta di mail farneticanti, di allusioni… Non sappiamo nemmeno da dove provengano e se siano state acquisite in modo lecito o illecito. Se la difesa non prova che è stato verificato e comprovato, questo materiale non ha valore».

Le mail non sono state acquisite perché, come ha spiegato Antonella Bertoja, il presidente della Corte, «la documentazione presentata non ha alcuna relazione con l’istruttoria sin qui svolta e non appare nemmeno pertinente alla materia trattata».

IL PM: «PROVE COSTRUITE AD ARTE? ESILARANTE…» Bergamo. Il pm Letizia Ruggeri, che al processo contro Massimo Bossetti rappresenta la pubblica accusa. Bossetti ha risposto a tutte le sue domande. La difesa sta tentando di dimostrare che le prove contro Bossetti sono state costruite ad arte. La Ruggeri ha commentato così: «Esilarante».

Bergamo. L’avvocato Claudio Salvagni, uno dei due legali di Bossetti. In aula la difesa ha tirato in ballo alcune mail di una “società segreta” in cui si parlerebbe del caso Yara e dei costi per creare un Dna artificiale in laboratorio. La documentazione non è stata nemmeno acquisita dalla Corte. In aula si è parlato ancora delle ricerche pedopornografiche.

Le ricerche a sfondo sessuale sul computer le facevo io. Oppure le facevamo io e mio marito, insieme. Cercavo di tutto su Internet. Quelle con la parola tredicenne, però, non le ho digitate io”.
A pronunciare queste sconvolgenti parole è stata Marita Comi, 41 anni, la moglie di Massimo Bossetti, presunto killer di Yara Gambirasio. Le ha dette ai giudici della Corte d Assise di Bergamo, dove è in corso il processo a carico del marito, accusato del più orrendo e infamante dei crimini: l’uccisione di una bambina inerme. Marita ha pronunciato queste parole sotto giuramento. Avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, come hanno fatto Ester Arzuffi e Fabio Bossetti, rispettivamente mamma e fratello dell’imputato.

Lei, invece, ha scelto di rispondere a tutte le domande, accettando così di mettere a nudo il suo privato. E tra queste domande, ce ne sono state alcune riferite alle numerosissime ricerche molto “imbarazzanti” fatte con i computer di casa Bossetti. Centinaia di siti Internet (potete leggere la lista completa in un riquadro che pubblichiamo nelle pagine seguenti), elencati uno a uno dall’avvocato Enrico Pelillo, legale della famiglia Gambirasio.

Come dicevamo, Marita, a sorpresa, si è assunta la responsabilità delle ricerche di foto e video “proibiti”. Ha detto: «Sì, digitavo tutto io, quando ero sola in casa. Oppure quando ero insieme con mio marito». Quindi Marita, con un colpo di scena che nessuno si aspettava, si è assunta la responsabilità di molte ricerche. Lo ha fatto per “alleggerire” la posizione del marito? Inoltre, ammesso che sia vero che alcune ricerche le abbia fatte proprio lei, come fa a essere così sicura del fatto che Bossetti non ne abbia fatte altre quando lui era in casa da solo? Ma l’interrogativo più inquietante è un altro: facendo certe dichiarazioni, Marita ha mentito? Se così fosse, rischierebbe una condanna molto pesante, in quanto il reato di falsa testimonianza è punito fino a sei anni di reclusione (ce ne parla l’avvocato Daniele Bocciolini in un riquadro a parte).

Ma di una cosa si è certi, perché è la stessa Marita ad ammetterlo: non è stata lei a fare le ricerche a sfondo sessuale su ragazzine 13enni. La sua difesa, quindi, è diventata implicitamente un’accusa, perché pur assumendosi la responsabilità di alcune ricerche, non ha “scagionato” il marito riguardo a quelle pedopornografiche. Cioè le più gravi, perché rimandano a ragazzine dell’età di Yara, che quando fu uccisa aveva proprio 13 anni. Le sue parole hanno suscitato una comprensibile e piccata reazione da parte di Antonella Bertoja, il presidente della Corte. Ha detto il giudice Bertoja: «Mi scusi signora Marita, lei adesso ci dice di aver fatto queste ricerche, ma durante i colloqui in carcere con suo marito, ha sempre detto di non averle fatte».

Poi ha aggiunto: «Se né lei né suo marito avete cercato “tredicenni per sesso” sul computer, allora chi è stato?». Marita a queste domande non ha saputo rispondere. Così come è rimasta in silenzio quando le è stato fatto notare che una delle ricerche è stata fatta mentre Bossetti era in casa da solo, come emerso dai tabulati telefonici. Ma qual era l’oggetto di queste ricerche? Giallo pubblica uno stralcio delle conclusioni a cui sono arrivati i periti che hanno analizzato i computer di Bossetti. Si tratta di documenti importantissimi, perché confermano un interesse morboso nei confronti delle minorenni. Fanno parte di tutte le carte dell’indagine prodotte in aula come prove.

4 commenti

  1. Alessandro Marchese

    ho letto che gli tolgono i figli e spero che non li diano a DON ROTA bergamo ,m.c. pd sesto responsabile coop rosse mapello ,biavardi ,alfano,nuzzi oggi spariscono 1000 bambini l’anno della lobby della pedofilia italiana legata alla p2 del pd coop rosse mapello spero che questo non sia un modo per rapirli in modo LEGALE NAZISTA come la detenzione senza nessuna prova

  2. Alessandro Marchese

    pagati per fischiare e insultare bossetti
    https://www.youtube.com/watch?v=859WSzUCQlo
    pagati per fischiare TANGENTOPOLI e fare entrare il loro BERLUSCONI E PD SESTO (da documenti licio gelli ) https://www.youtube.com/watch?v=uD01ffV24PI pagati per fare entrare la pedofilia : PD IL FORTETO (protocolli da usare negli oratori,scuole,cantieri,facebook) PAGATA PER INCASTRARE BOSSETTI e lasciare libero fikri ,il pd SESTO e la chiesa
    https://www.youtube.com/watch?v=eLI5qIKApbI

    e’ successo all’interno del cantiere !!!denti ha detto che e’ stato un omicidio di un branco diretto da una persona come quello di leno con tracce di sperma .TIRATE FUORI I NOMI VERI E NON SILVIA BRENA tirate fuori i nomi che sapeva il capitano dei cc mura queli che riguardano i poteri forti.TUTTI PAGATI DAL NUOVO ORDINE MONDIALE POTERE BANCARIO che ci ha distrutto
    questi passano dall’edicolante e dicono se parli TI MANDO LA GUARDIA DI FINANZA
    EFFETTO HOLLYWOOD quasi inverosimilmente pagata per dare il reggiseno ai carabinieri ros https://www.youtube.com/watch?v=GH3QPNqOYMA

  3. Alessandro Marchese

    i
    favola dell’eco di bergamo e piu’ che favola direi gli alias cioe’
    tutti don rota della curia di bergamo o M.C. PD SESTO questi sono i loro
    commenti GIOVANNI MALGAROLI :ma quante ne ha dovute sentire
    stammatina il PM dal favola ROBERTO SPADONI : rideremo anche noi
    quando gli daranno la sedia elettrica LUCA WELLENES non era solo era
    con il suo collega del pick grigio che si e’ sucidato per i sensi di
    colpe ….ce’ il filmato del suo furgone …

    anche questo video chiaramente
    fatto a hollywood tramite i ris LAGO CHE ANDAVA SEMPRE Li ,la farsa e’
    finita sono stati quelli del pd iniseme alla chiesa che benediceva il
    cantiere ….COME SONO BELLE LE EMOZIONI VERY : INIZIA UN RUMENO E POI
    USCIAMO NOI IN 10 con i preti diretti dalla pdiessina a violentarla.LA
    LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI ..E’ SUCCESSO nel cantiere di mapello :LA
    TELEFONATA E’ STATA TRADOTTA DAI MIGLIORI TRE TRADUTTORI,I CANI ERANO
    SVIZZERI,LA POLVERE ERA QUELLA DI FIKRI CIOE’ DALLA LAVORAZIONE DELLE PIASTRELLE.,LA DONNA DISSE CHE CONOSCEVA I
    RUMENI. la polvere e’ entrata nei polmoni perche’ evidentemente era svenuta e stavano lavorando ALTRIMENTI COME FA A ENTRARE NEI POLMONI ……..IL TUTTO E’ SUCCESO NEL CANTIERE …ma come fa a dire che e’ un dna taroccato se lui e’ un muratore ? come fanno a capire che e’ una truffa economica bancaria mica sono laureati ? entrano in banca prendono 300 mila euro come la santache’ e monica chitto’ pd sesto e non li restituiscono (fatti successi ) …per il dna IL COPRO E’ STATO OCCLUTATO PER TRE MESI E POI CE’ IL RESTO MANCIA ……e’ stato un gioco a premi senza la parte mitocondriale con quarto grado che un giorno diceva che lassassino aveva gli occhi marroni e un giorno azzurri….METTI IN GALERA IL PD SESTO I SALESIANI E I PRETI BERGAMASCHIE TUTTI I FIKRI….tira fuori i numeri della sim …chi frequentava yara gambirasio?i rumeni del cantieri che lhanno adescata..chiedete a fulvio lui sa tutto li portava in casa! per motivi di lavoro e li gestiva lui

  4. Alessandro Marchese

    NBAS (national bloodhound association switzerland ) ” ente certificatore dui cani da polizia e utilita’ ” punto di irferimento di quasi tutte le polizie in EUROPA …in pratica quelli chiamati per YARA GAMBIRASIO .Puo’ spiegare LETIZIA RUGGERI perche’ ha invalidato la prova dei cani nel cantiere di mapello ? ci puo’ spiegare il maresciallo dei cc di ponte san pietro perche’ mentre i cani si stavano dirigendo verso villa mapelli li ha tutti spostati verso il cantiere invece di dividerli una parte verso il cantiere e una parte verso villa mapelli(rinfresco chiesa+ pd coop rosse mapello con yara gambireasio prima del cantiere ) …UNA SPIEGAZIONE PLAUSIBILE all’invalidazione della prova del cantiere!IN europa questi cani hanno un successo del 90 p.c. e le condizioni per la ricerca erano ottimali .Puo’ spiegare letizia ruggeri come fanno tre interpreti (i migliori e gia’ utilizzati piu’ volte a detta del capitano dei cc MURA) a sbagliare tutti e tre in momenti diversi cioe’ non hanno operato contemporaneamente?IO CAPISCO CHE I CANI DEI PRIMI GIORNI ERANO QUELLI DELLA PROTEZIONE CIVILE DI BERTOLASO (ben noto agli italiani e non agliitalioti ) amico di berlusconi di canale 5 del PDL e del PD sesto ….ma quelli svizzeri sono neutrali e NON APPARTENGONO ALLA P2.e’ possibile avere una spiegazione al fatto che hanno invalidato la prova dei cani ?,per giunta bossetti non lavorava a mapello !ricordo mapello e’ un cantiere noto per la presenza di tante YARA GAMBIRASIO TANTI DON ROTA E TANTI PD SESTO SAN GIOVANNI FORTETO e soprattutto raccontanoi cittadini di orge tra baby squillo ,extracomunitari ,polizia ,pd e chiesa….LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI per bossetti e per i ris ….daremo i figli di bossetti a VENDOLA e al suo compagno cosi’ rubate nelle banche,uccidete piovanelli e yara gambirasio e distruggete le famiglie

    che emozioni very inizia un rumeno e escono poi tutti gli extracomunitari in gruppo e lei donna da cantiere del PD ha una collutazione con yara gambirasio per addomesticarla …QUESTE SONO LE LORO EMOZIONI VERY

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