Omicidio Yara Gambirasio, è giallo sul dna artificiale richiesto da Massimo Bossetti: emergono interessanti mail

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Interessanti indiscrezioni emergono sul caso riguardante l’omicidio di Yara Gambirasio. Importanti novità emergono, dunque, nel processo a carico di Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio; da quanto è emerso la difesa dell’imputato ha letto in aula alcune mail partite nei giorni successi all’arresto di Bossetti intestate “Caso Yara”. Lo scorso mese di luglio Wikileaks aveva reso pubbliche delle mail nelle quali verrebbe indicato un Paese nello specifico ovvero Israele e la richiesta dei costi per la creazione di un dna artificiale.

In realtà nella mail, secondo quanto dichiarato dagli avvocati Stefano Camporini e Claudio Salvagni legali di Massimo Bossetti, non vi sarebbe alcun riferimento al caso della piccola Yara Gambirasio. Affinché queste email potessero emergere, qualcuno avrebbe violato gli archivi della società Hacking Team già la scorsa estate; nonostante nelle mail riguardanti la creazione di un dna artificiale non vi sia alcun riferimento diretto al caso Yara Gambirasio in altre sarebbero stati forniti documenti importanti e ce ne sarebbero alcuni riguardanti proprio il caso in questione.

In una delle mail in particolare il responsabile di Hacking Team scrive all’amministratore delegato quanto segue:“Diamoci una pacca sulla spalla…I Ros ci hanno contattato ringraziandoci per il prezioso contributo, per la buona riuscita di una loro operazione. Chiunque abbia visto i tg ieri sera dovrebbe sapere di cosa parlo“. Questa mail sarebbe stata scritta proprio il giorno prima in cui Massimo Bossetti venne arrestato dai carabinieri e polizia.

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