Omicidio Yara Gambirasio, la moglie di Bossetti dice: “Andavo io sui siti pornografici, ma non ho mai cercato ragazze 13enni”

Le ricerche a sfondo sessuale sul computer le facevo io. Oppure le facevamo io e mio marito, insieme. Cercavo di tutto su Internet. Quelle con la parola tredicenne, però, non le ho digitate io”.
A pronunciare queste sconvolgenti parole è stata Marita Comi, 41 anni, la moglie di Massimo Bossetti, presunto killer di Yara Gambirasio. Le ha dette ai giudici della Corte d Assise di Bergamo, dove è in corso il processo a carico del marito, accusato del più orrendo e infamante dei crimini: l’uccisione di una bambina inerme. Marita ha pronunciato queste parole sotto giuramento. Avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, come hanno fatto Ester Arzuffi e Fabio Bossetti, rispettivamente mamma e fratello dell’imputato.

Lei, invece, ha scelto di rispondere a tutte le domande, accettando così di mettere a nudo il suo privato. E tra queste domande, ce ne sono state alcune riferite alle numerosissime ricerche molto “imbarazzanti” fatte con i computer di casa Bossetti. Centinaia di siti Internet (potete leggere la lista completa in un riquadro che pubblichiamo nelle pagine seguenti), elencati uno a uno dall’avvocato Enrico Pelillo, legale della famiglia Gambirasio.

Come dicevamo, Marita, a sorpresa, si è assunta la responsabilità delle ricerche di foto e video “proibiti”. Ha detto: «Sì, digitavo tutto io, quando ero sola in casa. Oppure quando ero insieme con mio marito». Quindi Marita, con un colpo di scena che nessuno si aspettava, si è assunta la responsabilità di molte ricerche. Lo ha fatto per “alleggerire” la posizione del marito? Inoltre, ammesso che sia vero che alcune ricerche le abbia fatte proprio lei, come fa a essere così sicura del fatto che Bossetti non ne abbia fatte altre quando lui era in casa da solo? Ma l’interrogativo più inquietante è un altro: facendo certe dichiarazioni, Marita ha mentito? Se così fosse, rischierebbe una condanna molto pesante, in quanto il reato di falsa testimonianza è punito fino a sei anni di reclusione (ce ne parla l’avvocato Daniele Bocciolini in un riquadro a parte).

Ma di una cosa si è certi, perché è la stessa Marita ad ammetterlo: non è stata lei a fare le ricerche a sfondo sessuale su ragazzine 13enni. La sua difesa, quindi, è diventata implicitamente un’accusa, perché pur assumendosi la responsabilità di alcune ricerche, non ha “scagionato” il marito riguardo a quelle pedopornografiche. Cioè le più gravi, perché rimandano a ragazzine dell’età di Yara, che quando fu uccisa aveva proprio 13 anni. Le sue parole hanno suscitato una comprensibile e piccata reazione da parte di Antonella Bertoja, il presidente della Corte. Ha detto il giudice Bertoja: «Mi scusi signora Marita, lei adesso ci dice di aver fatto queste ricerche, ma durante i colloqui in carcere con suo marito, ha sempre detto di non averle fatte».

Poi ha aggiunto: «Se né lei né suo marito avete cercato “tredicenni per sesso” sul computer, allora chi è stato?». Marita a queste domande non ha saputo rispondere. Così come è rimasta in silenzio quando le è stato fatto notare che una delle ricerche è stata fatta mentre Bossetti era in casa da solo, come emerso dai tabulati telefonici. Ma qual era l’oggetto di queste ricerche? Giallo pubblica uno stralcio delle conclusioni a cui sono arrivati i periti che hanno analizzato i computer di Bossetti. Si tratta di documenti importantissimi, perché confermano un interesse morboso nei confronti delle minorenni. Fanno parte di tutte le carte dell’indagine prodotte in aula come prove.

One comment

  1. Anche una persona senza competenze informatiche sarebbe capace di falsificare lo storico di un browser. Basta settare la data e l’ora del PC nella data ed ora alla quale si vuole fare apparire le ricerche nella memoria del browser. Per esempio se oggi metto indietro nel tempo di 5 anni la data del mio PC, e faccio una ricerca, questa ricerca sarà memorizzata nel browser alla data di 5 anni fa. Alla luce dei filmati del furgone che sono stati “montati” e della stranezza relativa alla completezza del DNA, qualche sospetto rimane. Poi , francamente, ditemi quale troglodita farebbe una ricerca su google sull’argomento ” Come rimorchiare una ragazza tredicenne in palestra” ? La ricerca è talmente ridicola che fa venire il sospetto che sia stata messa li di proposito…..

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