Omicido Fortuna Loffredo: Sconcertanti novità escono a galla da quel palazzo maledetto

Napoli, Raimondo Caputo l'accusato di aver ucciso Fortuna Loffredo aggredito in carcereFonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore – La morte di Chicca ha fatto emergere una realtà raccapricciante, fatta di abusi e di violenze sui bambini che si consumavano sotto gli occhi indifferenti di insensibili adulti. Siamo sempre più convinti dell’esistenza in quella zona di una rete di pedofili. Chicca, come purtroppo sta emergendo, potrebbe non essere l’unica vittima di questi orchi. Oltre a lei c’è anche Antonio, il fratellino della supertestimone che ha fatto arrestare il pedofilo assassino. Ma il triste elenco dei morti sospetti non finisce qui. In quei palazzi undici anni fa, nel 2005, è morto un altro bambino: il piccolo Andrea, che aveva solo 8 anni. Anche in quel caso si è voluto far credere che il bambino fosse precipitato da un balcone dei palazzi in cui abitavano Antonio e Fortuna, tutti accomunati da un crudele destino. Le loro morti sono tutte, ancora oggi, avvolte da ombre e misteri”.

LA TESTIMONIANZA DELLA SUA AMICHETTA

Sì avete letto bene: tra gli edifici di Caivano (Napoli) tristemente ribattezzati “i palazzi dell’orrore” si potrebbe essere consumato addirittura l’omicidio di un terzo bambino. Lo ha riferito a Giallo l’avvocato Angelo Pisani che assiste la famiglia del padre di Fortuna Loffredo, detta Chicca, morta il 24

giugno proprio in quei palazzi. Le indagini hanno consentito di scoprire che la bimba è stata lanciata dal terrazzo all’ottavo piano di un palazzo del Parco Verde di Caivano, dopo essersi opposta all’ennesima violenza sessuale. La super testimonianza della piccola Sara (il nome è di fantasia), la migliore amica di Chicca, ha infatti permesso di arrestare, con l’accusa di violenza sessuale e omicidio volontario, Raimondo Caputo, 44 anni di Napoli. Caputo, chiamato da tutti Titò, è il convivente della madre di Sara, Marianna Fabozzi, inquilina del settimo piano dell’edificio dove viveva la povera Chicca.

Che in quei palazzi succedessero cose strane, è oramai un dato di fatto. A raccontarlo a Giallo, già nell’estate del 2014,   fu proprio Mimma Guardato, la mamma della povera Chicca. Ci disse Mimma: «In questo palazzo, proprio dal balcone della casa dove prima di morire entrò mia figlia, il 27 aprile del 2013 è morto un altro bambino: Antonio Giglio, di soli tre anni. È una coincidenza? Troppo strano per crederci». Al punto che ora gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario e indagheranno anche sul suo caso.

Dopo due anni dall’uccisione di Chicca e tre dalla strana morte di Antonio, le indagini hanno fatto molti passi in avanti. Molti, però, dovranno ancora essere compiuti. In una intervista rilasciata al nostro giornale qualche mese prima di morire in un grave incidente stradale, il pubblico ministero Federico Bisceglia, il pm che per primo si occupò dell’indagine sulla morte di Fortuna, disse:

«Tra quei palazzi sono avvenute e avvengono delle  cose terribili. Il sospetto è che vi possa essere una rete di pedofìli che in tutti questi anni, approfittando deU’omertà e della connivenza di molti degli abitanti, ha mietuto centinaia di vittime. Non è escluso che ci sia scappato più di un bambino morto».

Parole agghiaccianti, soprattutto se lette alla luce dei clamorosi risultati che la procura di Napoli Nord è riuscita a raggiungere recentemente, nonostante il muro di omertà che si era levato tra i palazzi di Caivano dopo la morte di Fortuna Loffredo. Il procuratore aggiunto Domenico Airoma e il pubblico ministero Claudia Maione non hanno smesso di indagare per un solo giorno sulla strana morte di quella bambina di 6 anni che, sin dal primo istante, ha destato dubbi e sospetti. Ma, a quanto sembra, quella di Fortuna non è l’unica morte per omicidio. Come dicevamo, le indagini, su impulso anche dell’avvocato Angelo Pisani, si sono concentrate ora sulla fine di Antonio Giglio, misteriosamente precipitato da una finestra del settimo piano di uno dei palazzi del Parco Verde. Quando Antonio precipitò, di sicuro con lui in casa cerano Marianna Fabozzi, sua madre, e  le sue tre sorelline: gli inquirenti hanno accertato che tutte sono state abusate dal compagno Raimondo Caputo, detto Titò, ora accusato dell’omicidio di Fortuna. Ma, come vi abbiamo anticipato, ci sarebbe un’altra vittima della follia omicida di qualche assassino rimasto ancora impunito: è quella di Andrea, un bambino morto nel 2005 a soli 8 anni. Non è stato facile avere qualche informazione in più su questa trage dia, anche perché dal giorno dell’uccisione di Chicca, il 24 giugno 2014, il quartiere si è chiuso in se stesso e nessuno ne vuole parlare.

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