Oms, è guerra alle bibite zuccherate: governi esortati ad aumentare il prezzo per contrastare l’obesità

0

oms-e-guerra-alle-bibite-zuccherate-governi-esortati-ad-aumentare-il-prezzo-per-contrastare-lobesita

Tornano ad essere sotto accusa le bibite zuccherate, considerate una delle cause principali dell’epidemia di obesità che purtroppo ha invaso il mondo intero. L’Organizzazione mondiale della Sanità, ha diffuso un messaggio attraverso il quale ha ribadito il pensiero già tradotto in azioni concrete da diversi Stati. Il primo ad aver fatto quanto richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato il Messico, a seguire poi la Gran Bretagna e la Francia. “Il consumo di zuccheri liberi incide molto sull’aumento globale delle persone che soffrono di obesità e diabete“, osserva Bettcher. Nel 2014 più di 1 adulto su 3 in tutto il mondo risulta purtroppo in sovrappeso.“Dal punto di vista nutrizionale le persone non hanno bisogno di nessun zucchero aggiunto alla loro dieta. L’Organizzazione raccomanda che se si consumano zuccheri aggiunti devono rimanere sotto il 10% del fabbisogno energetico quotidiano, che andrebbe ridotto a meno del 5% per avere benefici addizionali per la salute. Questo equivale a meno di 250 millilitri al giorno delle bevande comuni”, ha dichiarato Francesco Branca, direttore del dipartimento per la Nutrizione dell’Oms.

Sembra essere ormai opinione comune quella secondo cui la riduzione del consumo di bevande zuccherate possa determinare un calo nell’assunzione di zuccheri liberi e chilo calorie complessive. Secondo il rapporto “Fiscal policies for Diet and Prevention of Noncommunicable Diseases (Ncds)”, un aumento di almeno il 20% del prezzo di vendita al dettaglio di bevande zuccherate si tradurrebbe in una riduzione proporzionale dei consumi. L’Organizzazione raccomanda che se si consumano zuccheri aggiunti devono rimanere sotto il 10% del fabbisogno energetico quotidiano, che andrebbe ridotto a meno del 5% per avere benefici addizionali per la salute. Questo equivale a meno di 250 millilitri al giorno delle bevande comuni”. Di conseguenza un calo del consumo significherebbe minore assunzione di zuccheri liberi e calorie complessive, e dunque una migliore nutrizione e minor numero di persone che soffrono di sovrappeso, obesità, diabete e carie.

Per chi non lo sapesse, per zuccheri liberi si intendono monosaccaridi, e disaccaridi. Il problema maggiore è rappresentato in primis dagli alimenti di origine industriale, e dunque merendine e snack consumati soprattutto dai bambini. In Europa in cima alla classifica dei paesi che fanno registrare i maggiori consumi ci sono la Gran Bretagna e la Spagna. Un certo numero di Paesi, come già anticipato, ha già adottato misure fiscali sui prodotti non salutari, tra cui il Messico, che nello specifico ha imposto una tassa sulle bevande non alcoliche con aggiunta di zucchero, e l’Ungheria, che l’ha impostata sui prodotti confezionati con elevata percentuale di zuccheri, sale o livelli di caffeina. Anche le Filippine, il SudAfrica, il Regno Unito e l’Irlanda del Nord hanno annunciato l’intenzione di applicare le tasse sulle bevande zuccherate.

Rispondi o Commenta