Operaio malato onclogico licenziato dall’azienda: ha superato di 4 giorni il limite di malattia consentito

Operaio malato onclogico licenziato dall'azienda ha superato di 4 giorni il limite di malattia consentitoE’ destinata a far discutere ogni giorno sempre più la vicenda che vede come protagonista un uomo di 43 anni, operaio residente ad Empoli che da circa quattro anni lavorava per la Coin Service spa, ovvero un’azienda specializzata nello specifico nel conteggio, confezionamento, deposito, giacenza e trasporto di monete.

Dopo aver trascorso quattro anni a lavorare come operaio in tale azienda ecco che però il quarantatreenne, invalido al 50%, con una patologia oncologica e con tre figli a carico, un giorno è stato improvvisamente licenziato perchè aveva usufruito di troppi giorni di malattia, sforando nello specifico di soli quattro giorni quello che era il limite di malattia consentito dal contratto nazionale di lavoro. Nel corso degli anni di lavoro ecco che Massimiliano Ferrarolo, secondo quelle che sono le indiscrezioni trapelate sul caso, non è mai stato richiamato e non ha mai registrato un ritardo insomma un lavoratore come pochi che però, lo scorso anno, ha dovuto fare i conti con una triste realtà che gli ha per sempre cambiato la vita ovvero la scoperta di avere un tumore. A raccontare la vicenda è stato lo stesso operaio il quale ha sottolineato, come precedentemente anticipato, che nel corso di questi anni di lavoro trascorsi nell’azienda sopra citata non ha mai fatto un giorno di assenza e non ha mai ricevuto neppure un reclamo proseguendo poi “Quest’anno, purtroppo, mi è stato diagnosticato un tumore, da cui sono riuscito ad uscire, ma stando a casa per più di quattro mesi. Poi è arrivata una miocardite, che mi ha nuovamente impedito di lavorare”.

Purtroppo però, quando era giunto il momento in cui l’uomo era pronto a tornare a lavoro ecco che i capi dell’azienda non sembrerebbero averglielo permesso e, al contrario, gli avrebbero addirittura consegnato una lettera di licenziamento e proprio a proposito del fatto che il licenziamento in questione è avvenuto per avere sforato di 4 giorni il limite di malattia consentito ecco che Massimiliano Ferrarolo ha nello specifico affermato “In questo periodo sono stato male e l’ultima cosa a cui ho pensato è stata quella di comunicare all’azienda il prolungamento in aspettativa della malattia. Per questo, visto il mio grave stato di salute, sarebbe bastata una loro comunicazione prima che scadessero i 180 giorni e non sarebbe successo niente”, proseguendo poi “Avrei preso qualche giorno non retribuito e poi sarei rientrato. Anche perché io adesso ho un certificato del mio medico che dichiara che sono in grado di tornare a lavoro”. 

L’azienda ha comunque offerto all’operaio la possibilità di essere riassunto con la clausola di riammissione al lavoro solo dopo aver superato un periodo di prova che consiste nello specifico nel lavorare per un periodo di 20 giorni nel corso dei quali però l’operaio non deve assolutamente ammalarsi. Tale clausola però è stata definita dai sindacati davvero assurda in quanto l’operaio sopra citato ha una patologia ed è dunque possibile che in 20 giorni possa ammalarsi. Massimo Fabozzi, della Filcams Cgil Empolese-Valdelsa, è intervenuto sulla questione affermando “La provocazione è evidente, la proposta non risolve il problema, il lavoratore non sta bene, aver usufruito di tutti i giorni non vuol dire essere guarito, non può essere al lavoro” proseguendo poi “Per questo, sensibili alla solitudine ed alla disperazione dei lavoratori, sempre più spesso utilizzati come “merce”, rimandiamo al mittente la proposta aziendale e siamo pronti alla mobilitazione perché sia fatta giustizia in un territorio ad alto capitale sociale e, salvo eccezioni, buone relazioni industriali”. Massimo Fabozzi ha poi concluso affermando che molto presto verranno decise e rese pubbliche tutte quelle iniziative che verranno messe in campo con l’unico obiettivo di tutelare e difendere i diritti del lavoratore rappresentato.

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