Orrore a Albaredo D’Adige, ventenne taglia la testa alla madre e uccide sorella, poi le getta nel fiume

Sta lasciando l’intera Italia senza parole il terribile fatto accaduto nello specifico ad Albaredo d’Adige, comune italiano di 5,317 abitanti della provincia di Verona, nel Veneto dove un giovane di appena 20 anni in seguito ad una forte discussione con la madre l’ha uccisa e subito dopo ha ucciso anche la sorellastra ma non solo. Vediamo nello specifico quanto accaduto. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che il giovane assassino Andrei Filip, romeno di 20 anni, e la madre, Mirela Balan di 41 anni, da ormai un po di tempo avessero dei problemi che li ha portati più volte a discutere proprio come accaduto nei giorni precedenti alla tragedia.

Secondo una prima ricostruzione sembrerebbe che lo scorso 13 febbraio 2016, dopo una cena in compagnia di altri connazionali, il giovane proprio nel corso di una discussione molto accesa con la madre avrebbe preso un coltello e lo avrebbe puntato proprio nel collo della madre uccidendola. Successivamente sembrerebbe essersi recato al piano di sotto dove si trovava proprio la sorellastra del giovane ovvero una bambina di appena 11 anni la quale era diventata per il ventenne una testimone troppo scomoda in quanto dal piano in cui si trovava aveva potuto sentire le urla e dunque il litigio tra Mirela Balan e Andrei Filip.

Quest’ultimo dunque avrebbe fatto il possibile per convincere la sorellastra a salire insieme a lui al piano superiore dell’edificio in questione e dopo essere riuscito a convincerla ecco che arrivati nel piano in questione il ventenne si sarebbe scagliato contro la sorellastra di 11 anni strangolandola. Dopo avere ucciso le due donne il ragazzo ha preso il bancomat della mamma ed è uscito andando ad effettuare un prelevamento di 200 euro e subito dopo sembrerebbe essere rientrato a casa e, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe tagliato a pezzi la mamma e la sorellastra, le avrebbe disposte all’interno di tre borse che successivamente avrebbe poi gettato nell’Adige e dopo aver fatto ciò sembrerebbe essere rientrato a casa per pulire le stanze proprio nella speranza che nessuno potesse mai pensare a lui come un assassino.

Dopo aver accuratamente pulito il tutto il ragazzo avrebbe chiamato un amico per chiedergli un passaggio presso la stazione decidendo di andare a trovare proprio il padre in Romania. Ma ecco che al suo rientro in Italia, il ragazzo ha trovato, pronti ad attenderlo, proprio i carabinieri i quali lo hanno immediatamente accompagnato in caserma per sottoposto ad interrogatorio ed è proprio dopo circa quattro ore di essere sottoposto a continue domande che il giovane ha confessato il duplice omicidio e, sempre secondo le prime indiscrezioni, non sembrerebbe aver manifestato sentimenti di risentimento per quanto fatto.

Sulla delicata questione si è espresso il comandante provinciale dei Carabinieri di Verona, col. Pietro Oresta, affermando nello specifico “non ha mai dato il minimo segno di pentimento, dimostrando una freddezza che lascia davvero scossi”.

Dopo quasi quattro ore d’interrogatorio Andrei Filip ha confessato. Senza, però, mai mostrare alcun segno di pentimento. È stato lui – 20 anni, romeno – ad ammazzare madre e sorellina. «Ho tagliato la testa a mia madre» le prime parole che ha detto agli inquirenti iniziando la lunga confessione con cui -a 7 giorni dal duplice omicidio -ha spiegato fin nei particolari come ha tolto la vita alla mamma – Mirela Balan, 41 anni – e alla sorellastra di 11 anni, Larisa.

All’origine del duplice delitto ci sarebbe l’ennesima lite familiare. Da tempo i rapporti tra madre e figlio si erano incrinati: Andrei non sopportava che la donna continuasse a chiedergli, vista l’età e il lavoro da bracciante che aveva, di lasciare casa. Ogni volta i continui solleciti della madre diventavano l’occasione di violente discussioni. Così è accaduto anche la sera del 13 febbraio, quando Filip ha impugnato un coltello e le ha reciso la gola. L’omicidio si è consumato al primo piano di una casa di Albaredo d’Adige, paesino alle porte di Verona.

Il giovane è poi sceso al piano terra dove ha trovato la sorellastra che avendo sentito le urla gli ha chiesto cosa era successo alla madre; il fratello l’ha invitata a salire al piano superiore dove la ragazzina ha scoperto il cadavere della madre. A quel punto il fratello le ha messo le mani al collo e l’ha strangolata. Dopo il duplice omicidio, il giovane romeno è uscito di casa. È andato a prelevare 200 euro dal bancomat della madre. Ha poi fatto altri tre tentativi -falliti – perchè era già stato raggiunto il limite giornaliero. Una volta tornato a casa, ha preso un coltellaccio e ha fatto a pezzi i corpi delle vitti me. Li ha riposti in tre buste che ha gettato nell’Adige dalponte che collega Albaredo a Ronco facendo ben tre viaggi a piedi. Secondo gli inquirenti l’uomo – ora accusato di duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere – avrebbe agito da solo. Il giorno successivo la strage è salito su un pulmino per la Romania per andare a trovare il padre, da tempo separato dalla madre. Al suo rientro in Italia, Andrei ha trovato i carabinieri che l’aspettavano sotto casa.

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