Orvieto, la maestra accusata di maltrattamenti fisici e psicologici interdetta dall’attività per nove mesi

Spinte, strattoni, cartelline sbattute in testa e urla contro i bambini. E’ quanto accadeva all’asilo di un piccolo comune nei pressi di Orvieto. E’ arrivata la sentenza per la maestra della scuola d’infanzia dell’orvietano, la quale era stata accusata di maltrattamenti perpetrati nei confronti dei suoi alunni. Da molto tempo la maestra di Orvieto di 47 anni maltrattava e vessava i piccoli alunni della sua classe con condotte che hanno spinto gli agenti del Commissariato di Orvieto ad intraprendere delle indagini a seguito delle quali il Sostituto procuratore Elisabetta Massimi ha disposto delle intercettazioni video ambientali. Così le telecamere installate dagli agenti hanno incastrato l’insegnante, registrando i suoi abusi e rilevando reiterate condotte piuttosto violente ed umilianti nei confronti dei bambini.

Queste prove sono state poi confermate anche dai racconti dei piccoli alunni visto che la donna avrebbe avuto comportamenti violenti sia dal punto di vista fisico che psicologico, ritenuti non idonei dagli investigatori ma non così gravi da richiedere misure cautelari più afflittive.

Nelle immagini si vede anche un bambino preso per le braccia e poi scaraventato con violenza su una sedia. Proprio nella giornata di ieri è arrivata la sentenza che prevede l‘interdizione per nove mesi a partire da ieri dell’attività lavorativa d’insegnante. Le indagini sono scattate a gennaio e si sono chiuse in queste ore con l’ordinanza del gip e la misura della cautelare della sospensione per nove mesi dal lavoro, che è in corso di notifica anche al Provveditorato.

Tra i tantissimi episodi contestati alla donna, e sono circa sessanta sono finiti sotto la lente degli inquirenti, quello del lavoretto realizzato da un bambino durante le attività educative e poco dopo accartocciato di fronte ai suoi stessi occhi dalla maestra. In totale gli alunni coinvolti sono circa 15 ma solo una parte dei genitori si era rivolto alle forze di polizia per denunciare l’insegnante, mentre molti altri hanno appreso la notizia soltanto nel momento in cui è scoppiato lo scandalo. Le indagini in realtà non sono state chiuse, ma sono ancora in corso ed escludono al momento responsabilità da parte di altre persone. Gli accertamenti puntano anche a stabilire da quanto tempo i maltrattamenti andassero avanti, presumibilmente almeno dall’inizio dell’anno scolastico.

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