Incredibile, ospedale Vito Fazzi di Lecce, due anni e mezzo per fare una tac dopo il tumore: l’appuntamento a Giugno 2017

Ha dell’incredibile quanto accaduto ad una signora di Lecce, malata di Tumore, che si è rivolta all’ospedale Vito Fazzi per effettuare una tac con estrema urgenza e che ha ricevuto come risposta delle parole che hanno davvero dell’incredibile e che stanno lasciando senza parole moltissime persone.

Ma vediamo nello specifico quanto accaduto. La signora, come precedentemente anticipato malata di tumore, si era recata presso l’ospedale di Lecce con una ricetta medica nella quale veniva effettuata la richiesta che la donna venisse sottoposta all’esame in questione con estrema urgenza ovvero entro tre giorni. Purtroppo però la signora si è vista negata la richiesta e invece che tre giorni le è stato chiesto di tornare per fare la tac tra un anno e mezzo, ovvero nel giugno del 2017. Dopo aver preso coscienza dell’assurdità di quanto stava accadendo la donna ha deciso di prendere provvedimenti e per farlo si è immediatamente rivolta al Tribunale dei diritti del malato raccontando e dunque denunciando quanto accaduto. A causare un’attesa così lunga sarebbe nello specifico il blocco del turn over che impone spostamenti di medici e turni organizzati su più reparti con l’obiettivo di non lasciare scoperti e dunque coprire le falle dove vi è più bisogno.

Sulla questione si è espresso nello specifico il coordinatore provinciale di Cittadinanzattiva, Gianfranco Andreano il quale , per essere più precisi, ha affermato “Questa signora aveva urgenza e doveva eseguire l’esame diagnostico entro 3 giorni, come segnalato sulla ricetta rossa del suo medico di famiglia. L’appuntamento all’ospedale Vito Fazzi di Lecce è stato fissato fra un anno e mezzo. Il Tdm si è mosso per risolvere questo caso singolo, ma al di là di questo occorre lavorare affinché non accada ad altri”. Gianfranco Andreano ha poi proseguito il suo discorso affermando di non volere assolutamente negare che esistono tempi di attesa molto lunghi e che accorciare tali tempi risulta molto difficile in quanto sono presenti numerosi problemi, uno tra tutti o meglio il più importante proprio il problema economico a causa del quale, smaltire le richieste appare molto difficile.

Andreano ha poi concluso il suo pensiero, nel corso dell’intervista rilasciata all’Adnkronos, affermando che il personale scarseggia e, come sopra anticipato, “C’è il problema del turn-over e degli straordinari”. Entrando nello specifico nel parlare delle macchine per la Tac, Andreano ha affermato che queste lavorano per circa sei ore al giorno ma talvolta anche di meno sottolineando che, rispetto alle Asl, nelle imprese sanitarie private vengono maggiormente sfruttate. Il coordinatore provinciale di Cittadinanzattiva ha poi concluso affermandoL’organizzazione è ardua e rende impossibile una risoluzione del problema, anche con i codici di priorità assegnati ai pazienti dai medici di famiglia. E siamo preoccupati per il nuovo piano ospedaliero: potrà essere un buon piano, ma prima ci deve essere la garanzia che gli ospedali diano la sicurezza del percorso per le acuzie. E tutti gli altri, i malati cronici, che non hanno bisogno del ricovero, devono essere accolti sul territorio, che a oggi non è organizzato”.

Tempi di attesa per effettuare una Tac: un anno e mezzo. Già, e la cosa più incredibile è che questa tempistica non cambia anche in presenza di un tumore che necessita di un monitoraggio costante. Questo è quanto accade all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove il blocco delturn overimpone spostamenti di medici e turni organizzati su più reparti per coprire le falle laddove ce n’è più bisogno. Con la paradossale conseguenza di creare buchi in servizi clou come la Radiologia, dove i pazienti vengono spediti per esami urgenti, ma anche per verificare l’andamento delle malattie oncologiche.

Proprio quanto successo a due donne,che hanno provato a prenotare tac all’addome e al torace a novembre e a febbraio e sono state messe in lista rispettivamente per giugno e settembre 2017. Un tempo infinito, per le signore impegnate in una guerra contro il tumore, che si sono rivolte al Tribunale dei diritti del malato nel tentativo di vedere riconosciuto il diritto ad effettuare le visite in periodi più brevi.

I tempi biblici degli esami radiologici, del resto, non sono una novità per la Asl di Lecce, già in passato portata in Tribunale da decine di pazienti oncologici che avevano dovuto effettuare la Pet-Tac in strutture private e a pagamento.

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