Otto ore seduti dietro una scrivania? per rimanere in salute almeno un’ora movimento

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Otto ore seduti dietro una scrivania per ridurre i danni basta praticare un'ora di sport al giorno

Per compensare gli effetti nocivi dello stare troppo seduti dietro ad una scrivania per otto lunghe ore di lavoro, sembra possa bastare almeno un’ora di attività fisica al giorno. E questo quanto dichiarato da un gruppo di ricercatori i quali hanno effettuato uno studio, pubblicato poi su The Lancet, che ha approfondito il tema dei pericoli legati alla vita sedentaria. Nonostante le linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità consigliano circa 150 minuti di esercizio di esercizio a settimana, secondo questa ricerca, questa quantità non è sufficiente per molti di noi.

“Non c’è bisogno di fare sport, non c’è bisogno di andare in palestra. Va bene anche camminare a ritmo sostenuto, magari al mattino, durante la pausa pranzo, dopo cena la sera. Ed è possibile dividere i 60 minuti di movimento necessari durante la giornata, non per forza eseguirli tutti insieme”, spiega Ulf Ekelund, autore principale dell’indagine. La ricerca ha analizzato i dati provenienti da 16 studi precedenti, che coinvolgevano soprattutto le persone di età superiore ai 45 anni dagli Stati Uniti, l’Europa occidentale e l’Australia. Gli autori hanno scoperto che un’ora di esercizio fisico di moderata intensità, come camminare a 5,6 chilometri all’ora o in bicicletta a 16 chilometri all’ora, è sufficiente a compensare gli effetti negativi dello stare seduti per lunghi periodi.

Purtroppo la sedentarietà è considerata una delle maggiori cause di rischio di malattie cardiache, diabete ed alcuni tipi di cancro che provoca purtroppo più di 5 milioni di morti l’anno, questo prchè quando si sta troppo seduti in ufficio o magari sul divano, pare che i muscoli brucino meno grassi e di conseguenza il sangue circola più lentamente e i piedi tendono a gonfiarsi, e non dimentichiamo o meglio non bisogna sottovalutare i dolori alla schiena. I ricercatori in questione, dunque, autori dello studio hanno valutato che chi siede per otto ore al giorno ma resta comunque fisicamente attivo, registra un rischio molto più basso di morte rispetto alle persone che trascorrono meno ore sedute, ma non fanno sport. “Il nostro messaggio è positivo. E’ possibile ridurre, o addirittura cancellare, questi rischi se siamo abbastanza attivi, anche senza la necessità di praticare sport o andare in palestra”, ha dichiarato il dottor Ulf Ekelund, ovvero il principale autore dello studio.

Dunque, non bisogna per forza ammazzarsi di lavoro, ma è importante muoversi in modo corretto e dunque come anticipato dal prof.Ekelund, non sarà importante fare sport, e non c’è bisogno di andare in palestra ma anche solo fare una camminata magari al mattino, o dopo cena la sera. Nonostante nel nostro paese si siano raggiunti progressi nello sviluppo delle politiche nazionali contro la sedentarietà, troppo spesso non vengono messe in pratica, e questo lo dimostra il fatto che il 23% della popolazione mondiale adulta e l’80% degli adolescenti nel 2015 non hanno rispettato le raccomandazioni dell’Oms.

Un giro in bici. La ricerca ha analizzato i dati provenienti da 16 studi precedenti, che coinvolgevano soprattutto le persone di età superiore ai 45 anni dagli Stati Uniti, l’Europa occidentale e l’Australia. Gli autori hanno scoperto che un’ora di esercizio fisico di moderata intensità, come camminare a 5,6 chilometri all’ora o in bicicletta a 16 chilometri all’ora, è sufficiente a compensare gli effetti negativi dello stare seduti per lunghi periodi. Secondo Ekelund anche una pausa di cinque minuti sul posto di lavoro ogni ora, per esempio per andare alla stampante, potrebbe essere utile.

Recuperare in pochi minuti. Questa considerazione va nella stessa direzione di uno studio australiano secondo cui bastano tre minuti, ogni trenta seduti, per migliorare il proprio profilo metabolico. Per otto ore di ufficio, fanno più di tre quarti d’ora. Secondo gli esperti basta infatti interrompere la prolungata sedentarietà con attività anche leggere, come una camminata per andare a trovare il vicino di scrivania, o ancora tre minuti di piccoli esercizi, come contrazioni dei glutei, piccoli piegamenti, o camminare sugli avampiedi, per ridurre la glicemia e migliorare la risposta metabolica dopo il pranzo in soggetti con diabete di tipo 2.

Un costo pe la società. Lo studio norvegese ha inoltre stimato che la sedentarietà costa all’economia mondiale di oltre 67,5 miliardi di dollari annui in spese sanitarie e perdita di produttività, con un peso maggiore a carico dei paesi ad alto reddito.  D’altronde, sottolineano i ricercatori, pur se ci sono stati progressi nello sviluppo di politiche nazionali contro la sedentarietà, troppo spesso non vengono messe in pratica: lo dimostra il 23% della popolazione adulta mondiale e l’80% degli adolescenti che nel 2015 non ha rispettato le raccomandazioni dell’Oms di 150 minuti di attività fisica a moderata intensità. Raccomandazioni tra l’altro più basse rispetto ai 60-75 minuti al giorno che emergono da questa analisi.

Attenti al cuore.   Numerose le ricerche nel tempo hanno messo in evidenza gli effetti benefici dell’esercizio fisico sulla salute. Chi fa lavori d’ufficio e non si schioda dalla sedia per sette-otto ore al giorno, è più vicino al limite dopo il quale aumentano i rischi di problemi al cuore, che è di dieci. Lo sostiene uno studio dell”università del Texas, appena pubblicato dalla rivista Jama Cardiology, che ha preso in esame un campione di oltre 700mila persone. Chi fa sport in modo regolare ha sia una minore probabilità di avere un cancro che una maggiore sopravvivenza. E la protezione dalla patologia potrebbe essere collegata all’adrenalina.

Italiani pigri. Un problema quello della sedentarietà che, secondo l’ultimorapporto Istat sulla salute, riguarda anche molti italiani.Nel 2015, 23 milioni 524 mila persone (39,9% della popolazione di 3 anni e più) ha dichiarato di non praticare sport né attività fisica nel tempo libero. La pigrizia sembra essere una qualità soprattutto femminile. E’ sedentario il 44,3% delle donne contro il 35,1% degli uomini.

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