Padova, tabaccaio condannato per avere ucciso il ladro: il vescovo di Chioggia esprime dure parole contro il giudice

Era il 26 aprile del 2012 quando, Franco Birolo, tabaccaio di Correzzola, comune italiano di 5.605 abitanti della provincia di Padova, in Veneto uccise con un colpo di pistola un ladro che si era introdotto all’interno del suo negozio. L’uomo sparò contro il ladro ed ecco che lo scorso 28 gennaio 2016 è arrivata la duplice condanna in primo grado per il tabaccaio condannato appunto a due anni e otto medi di reclusione con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa ed inoltre dovrà anche risarcire la famiglia della vittima versando una somma di denaro pari e 325 mila euro.

Una condanna questa che ha lasciato letteralmente senza parole moltissime persone che si chiedono come sia possibile che venga accusato un uomo che, semplicemente ha tentato di difendersi, ma soprattutto a rimanere senza parole o meglio completamente sconcertato dalla condanna inflitta al tabaccaio Franco Birolo è stato proprio il vescovo di Chioggia, ovvero monsignor Adriano Tessarolo il quale ha espressamente attaccato la magistratura esprimendo quello che è il suo pensiero in merito a tale vicenda. E proprio il vescovo appena citato, ha scritto il suo pensiero sul settimanale di informazione della diocesi, Nuova Scintilla affermando nello specifico “Mi ha colpito la sanzione di 325mila euro: significano 1.000 euro al mese per oltre 27 anni Questa somma potrebbe essere in grado di mettere in ginocchio e destabilizzare la serenità della famiglia del derubato”.

Il vescovo ha poi continuato il suo lungo intervento affermando che un padre di famiglia, un uomo, un lavoratore, dunque chiunque ha il diritto di non vedere violata la propria casa o la propria attività. Il vescovo ha poi continuato sostenendo “Se la legge e chi la rappresenta hanno il compito di educare all’uso proporzionato della forza nella legittima difesa, non bisogna neanche correre il rischio di trasmettere un messaggio del genere: ‘violenti, scassinatori e ladri, continuate tranquillamente la vostra criminale attività, tanto qui siete tutelati per legge, perché nessuno deve farvi del male mentre siete nell’esercizio del vostro lavoro”.

Parole dure e colme di rabbia e allo stesso tempo di incredulità, quelle del vescovo di Chioggia che hanno dato vita ad una serie di risposte tra cui quelle di Calderoli il quale ha affermato di appoggiare totalmente le parole espresse da monsignor Adriano Tessarolo, sottolineando inoltre di avere la speranza che tali parole arrivino in Parlamento dove, prosegue Calderoli “sta ammuffendo la proposta di legge della Lega per abolire il reato di eccesso di legittima difesa quando chi si difende viene aggredito in casa propria o nel proprio esercizio commerciale o nella propria impresa”. E proprio il magistrato Beatrice Bergamasco si trova adesso sotto scorta a causa delle minacce di morte che le sono state rivolte in seguito a tale condanna, contestata da migliaia di persone.

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