Pakistan, attacco terroristico in un parco giochi: sale il numero di morti circa 70 e 300 feriti tra cui molti Cristiani

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Sono purtroppo oltre 60 le vittime dell’ennesimo attentato terroristico in Pakistan. L’attacco terroristico kamikaze è stato compiuto in un parco pubblico di Lahore, in Pakistan ed ha causato purtroppo circa 70 vittime ed oltre trecento feriti. Al momento dell’esplosione il parco era molto affollato da famiglie presenti sul posto insieme ai suoi figli.

Da quanto emerso l’esplosione sarebbe avvenuta in un quartiere residenziale di Lahore proprio all’ingresso del parco situato nell’area di Iqbal Town, a pochi metri dalle altalene un popolare ritrovo per le famiglie del luogo. Secondo quanto riferito all’Ansa da Xavier P. William, responsabile dell’ong Life for All Pakistan che si occupa di diritti delle minoranze religiose, le vittime ed i feriti appartengono alla comunità cristiana.I presenti alla tragedia sopravvissuti hanno parlato di una carneficina avvenuta all’interno del parco, raccontando di aver visto resti umani ed i corpi smembrati dalla deflagrazione riversi in pozze di sangue.

Purtroppo la maggior parte dei morti e dei feriti sono donne e bambini; i feriti sono stati accompagnati presso gli ospedali della zona con taxi e autosciò che erano parcheggiati vicino agli ingressi. La formazione Jamat-ul-Ahrar già legata al principale gruppo talebano pachistano Tehrek e Taliban Pakistan si è attribuita la responsabilità della strage, L’attentato è stato rivendicato da Tehreek -i – Taliban Pakistan Jamaatul Ahrar.Il Premier Pakistano Nawaz Sharif ha espresso cordoglio e si è detto sconvolto per la perdita di preziose vite umane.

Messaggio di cordoglio è arrivato anche dal premier indiano Narendra Modi. Messaggio di cordoglio anche da parte degli Stati Uniti e proprio la Casa Bianca ha parlato di un atto codardo ed ha sottolineato che gli Usa sono al fianco della gente e del governo del Pakistan in questo difficile momento. “Continueremo a lavorare con i nostri partner in Pakistan e nella regione così come insieme saremo irremovibili nei nostri sforzi per sradicare la piaga del terrorismo” aggiunge la Casa Bianca.

La tragedia è stata anche commentata da Malala Yousafzai, la Premio Nobel che ha dichiarato: “Sono sconvolta da un crimine insensato che ha colpito gente innocente. Sono vicina alle famiglie delle vittime. Condanno questo attacco nei termini più forti. Siamo al fianco delle famiglie delle vittime. Il Pakistan ed il mondo intero devono rimanere uniti. Ogni vita è preziosa e deve essere rispettata”.Anche il Premier Matteo Renzi ha commentato l’attentato terroristico su Twitter il quale ha scritto: «Il pensiero corre alle piccole vittime pachistane di #Lahore e alla Pasqua insanguinata dalla follia kamikaze #prayforlahore».Lo scorso 15 marzo 2015 due kamikaze sempre del Tehrek e Taliban Pakistan Jamat-ul-Ahrar si sono fatti esplodere all’ingresso di due chiese di Lahore vicine fra loro, ovvero la cattolica St.John’s Church e la cristiana Christ Church causando circa 17 morti.CONTINUA  A LEGGERE

Almeno 69 persone, in stragrande maggioranza donne e bambini della minoranza cristiana, sono state uccise in serata in un attacco suicida in un parco pubblico di Lahore, nel Pakistan centrale, gremito di famiglie che celebravano la Pasqua.

L’esplosione, di forte entità, è avvenuta vicino a un ingresso del Gulshan-i-Iqbal Park situato nell’area di Iqbal Town, un popolare ritrovo domenicale e particolarmente affollato oggi in occasione della festività cristiana. Il kamikaze si è fatto esplodere vicino a delle altalene in mezzo alla folla. È stata una carneficina con oltre 300 feriti, rivendicata dai talebani del gruppo Jamatul Ahrar.

Secondo quanto riferito all’Ansa da Xavier P. William, responsabile dell’ong Life for All Pakistan che si occupa di diritti delle minoranze religiose, almeno 51 vittime e 157 feriti appartengono alla comunità cristiana.

I sopravvissuti hanno detto di aver visto i corpi smembrati dalla deflagrazione riversi in pozze di sangue. Per trasportare i numerosi feriti negli ospedali sono stati usati i taxi e gli autoriscio’ che erano parcheggiato all’uscita del parco.

Il governo di Islamabad ha dispiegato alcuni reparti dell’ esercito per facilitare le operazioni di soccorso. La polizia ha confermato la presenza di un kamikaze e anche l’uso di sfere metalliche nell’esplosivo per aumentare l’effetto letale.

Al momento della strage c’era una grande folla nel parco a tal punto che le vie di accesso erano intasate dal traffico.  È emerso che non c’era alcun servizio d’ordine a protezione dei numerosi ingressi del parco pubblico che è uno dei più grandi di Lahore.

Anche la premio Nobel per la pace Malala Yousafzai ha stigmatizzato la strage su Twitter. «Sono sconvolta da un crimine insensato – ha scritto la giovane – che ha colpito gente innocente».

Il 15 marzo dello scorso anno due kamikaze sempre del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) Jamat-ul-Ahrar, si erano fatti esplodere all’ingresso di due chiese di Lahore vicine fra loro, la cattolica St.John’s Church e la cristiana Christ Church causando 17 morti.

Il massacro è stato duramente condannato da India, Stati Uniti e anche dall’Italia. «Il pensiero corre alle piccole vittime pachistane di #Lahore e alla Pasqua insanguinata dalla follia kamikaze #prayforlahore» ha scritto su Twitter il premier Matteo Renzi.

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