Palermo- Lazio, maxi- scontro tra le due tifoserie prima del fischio d’inizio botte e bombe: 5 i palermitani arrestati

Palermo- Lazio, maxi- scontro tra le due tifoserie prima del fischio d'inizio 5 i palermitani arrestati

Maxi scontro tra tifosi prima ancora del fischio d’inizio, nella giornata di ieri a Palermo. Gli episodi sono avvenuti nella giornata di ieri a Palermo tra le due tifoserie, rosanero e biancocelesti, in vista della gara Palermo-Lazio giocata ieri sera allo Stadio Renzo Barbera del capoluogo siciliano. Un centinaio di tifosi del Palermo e della Lazio si sono scontrati nella giornata di ieri nel pieno centro cittadino in una delle vie centrali della città, ovvero Via Libertà all’altezza dell’incrocio con via Mazzini. Spinte, scontri, spintoni e lancio di oggetti e fumogeni, è questa la sintesi di quanto accaduto nel pomeriggio di ieri prima del fischio d’inizio della partita di serie A in programma alle ore 20.45 allo Stadio Renzo Barbera, che ha visto il Palermo perdere in casa per tre reti a zero.

Intervenuti sul posto diverse pattuglie di polizia e di carabinieri. Da quanto è emerso sembra che ad iniziare la lite siano stati alcuni tifosi palermitani i quali hanno accerchiato un gruppo di tifosi laziali seduti ai tavolini del bar Aluia. Sono stati fermati cinque palermitani ritenuti i responsabili dell’aggressione, ma sembra che siano ricercati anche due laziali che hanno reagito in modo violento al raid ed uno di loro purtroppo è stato ferito, in seguito ad un calcio rimediato alla testa che gli ha provocato un ematoma alla testa.

Fermati cinque tifosi palermitani i quali adesso sono accusati di rissa.Momenti di panico si sono vissuti per le vie della città di Palermo non solo per i passanti ma anche per i commercianti ed i residenti della zona dove sono avvenute le rissi, perchè gli ultras hanno devastato tutto quello che gli veniva sotto, compreso un banchetto per il referendum e poi non contenti hanno afferrato alcuni tavolini del bar Aluia per proseguire gli scontri.

Fortunatamente in seguito ad alcune telefonate, sono arrivati i soccorsi, ovvero diverse pattuglie di polizia e carabinieri che hanno sedato la rissa e sono riusciti ad allontanare i due gruppi delle tifoserie. Gli investigatori della Digos stanno esaminando il video mostrato da Repubblica.it per cercare di risalire ai responsabili, stanno anche esaminando le immagini di alcune telecamere della zona.Palermo Lazio era comunque una gara piuttosto sentita anche per la squadra biancoceleste umiliata nel derby dalla Roma e contestata dai propri tifosi.

Tensione anche in campo quando il Palermo incassa il secondo gol ed il pubblico del Barbera comincia a spazientirsi dopo una stagione piuttosto deludente.. Dopo le risse fuori dallo stadio, che hanno portato all’arresto di cinque tifosi palermitani, all’interno del Renzo Barbera nel corso della partita cominciano le proteste, con lancio di vere e proprie bombe carta provenienti dalla curva nord alle spalle della porta difesa dal capitano Sorrentino, che costringono l’arbitro Gervasoni ad interrompere il gioco per almeno un paio di minuti.Purtroppo la contestazione non vieta alla squadra avversaria di segnare il tre a zero ed i tifosi palermitani cadono nello sconforto più totale.

Un disastro. Il Palermo perde partita e faccia in una giornata ad altissima tensione. E ora la Serie B è davvero dietro l’angolo. Quasi certo, poi, che la sconfitta con la Lazio – che esordio per Simone Inzaghi – costi la panchina a Walter Novellino. Con Schelotto era l’unico a non essere mai stato esonerato da Zamparini: oggi con molta probabilità perderà questo record. In panchina dovrebbe tornare Ballardini che, nel frattempo, aveva rescisso il contratto con il Palermo. La partita non ha avuto storia. Ci sono i meriti della Lazio che è stata sistemata alla grande da Inzaghi jr (premiata la scelta di Keita, ad esempio), ma ci sono soprattutto i demeriti del Palermo che aveva la possibilità di allungare in classifica dopo le sconfitte di Carpi e Frosinone negli anticipi e che, invece, si ritrova pesantemente indiziato per fare compagnia al Verona per andare in B. Giocando così, ci sono poche chance di restare in A… 

La partita era stata preceduta da un pomeriggio di ordinaria follia in pieno centro. In via Libertà, nel «salotto» di Palermo, due frange di ultrà di Palermo e Lazio se le sono date di santa ragione con tanto di caccia all’uomo e tavolini di un bar usati come armi. Sono volati pugni, un ultrà palermitano è stato preso a calci mentre era a terra esanime. Ci sono stati un paio di feriti (il palermitano preso a calci è in condizione serie) e anche alcuni fermi, sei in tutto: cinque palermitani di un centro sociale già indagati in passato e un laziale. La tensione, poi, è proseguita al “Barbera” quando il Palermo è andato sotto di due gol: dalle curve sono piovuti petardi e fumogeni che hanno costretto Gervasoni a sospendere la partita per un paio di minuti. E quando la gara è ripresa, il Palermo è stato sommerso da cori pesanti dei suoi tifosi.  

 Anche perché in campo c’è stato un monologo della Lazio che, non contenta dei due gol messi a segno in cinque minuti da Klose (il primo sugli sviluppi di un corner, il secondo in tap-in dopo una parata di Sorrentino su una sassata di Candreva) ha continuato a maramaldeggiare nella metà campo rosanero, con Keita assoluto mattatore. E se il primo tempo s’è concluso solo con due gol di svantaggio il Palermo lo deve alle parate di Sorrentino e al salvataggio di Pezzella al 43’ che ha tolto un gol fatto a Keita. I fischi una logica conseguenza di quello che si è visto, così come la «fuga» di parte dei tifosi che non hanno voluto assistere allo scempio alla fine. Gli aggiustamenti di Novellino, il passaggio alla difesa a 3, l’ingresso del «baby» La Gumina (l’unico a ricevere applausi) – eroe del Torneo di Viareggio – sono stati una leggera scossa.

Poca cosa per fare male alla Lazio, che anche nella ripresa, ogni volta che si è avvicinata alla porta, ha rischiato di segnare. E l’ha fatto con Felipe Anderson al 27’ che da poco era subentrato a Keita. Prima un’altra sospensione per il solito lancio di petardi. Insomma per il Palermo una serata di dimenticare. Ma se i rosanero vedono la B, Simone Inzaghi invece fa festa: rilancia la Lazio al debutto e i biancocelesti tornano a pensare all’Europa. Cosa pretendere di più? Il quarto gol, almeno per Klose: «Non ero arrabbiato per il cambio, ma perché non abbiamo segnato il quarto gol. Abbiamo giocato bene. Abbiamo fatto un ottimo possesso palla con le giuste distanze, serviva una partita così. I miei gol? Io guardo sempre alla squadra. Io sono un attaccante e devo fare gol, ma per me è più importante che la squadra giochi bene. Inzaghi non ci ha dato niente più di Pioli: si conoscevano e hanno giocato con lo stesso modulo. E’ stata importante la testa, dopo una settimana a Norcia abbiamo parlato. Adesso tocca a noi, tocca alla squadra. Dobbiamo correre e pedalare, solo così possiamo giocare meglio».

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