Panama Papers, il Premier David Cameron confessa: “E’ vero ho avuto queste quote in società off-shore”

Interessante svolta nel caso Panama Papers che da diversi giorni ha letteralmente mandato nel panico diversi personaggi di spicco della politica, dello sport e della televisione a livello mondiale. Dopo giorni di smentite e di silenzio, nella giornata di ieri è arrivata la prima confessione, da parte di David Cameron, il quale ha ammesso per la prima volta pubblicamente di aver avuto una quota della società offshore creata dal padre Ian scomparo nel 2010.

David Cameron ha anche aggiunto di aver venduto questa società per 30.000 sterline poco prima che lo stesso diventasse Primo Ministro. Sono queste le dichiarazioni shock del Primo Ministro David Cameron, rilasciate nella giornata di ieri. «Sì possedevo delle azioni nella società di mio padre,e le ho vendute nel 2010 proprio perchè se fossi diventato primo ministro non volevo che qualcuno pensasse che avessi un’agenda segreta», scandisce il primo ministro insistendo di «non avere nulla da nascondere». Forse attraverso queste dichiarazioni il Primo Ministro ha cercato di mettere un freno alla pressione alla quale era stato sottoposto negli ultimi giorni. «Io e Samantha avevamo un conto in comune e possedevamo 5.000 azioni della Blairmore Investment Trust che abbiamo venduto a gennaio 2010. Valevano circa 30.000 sterline», ha aggiunto Cameron.

La società era stata spostata in Irlanda nel 2012 due anni dopo che David Camwron era diventato primo Ministro. Nel corso dell’intervista, durata ben 13 minuti, il Premier si è però rimangiato l’affermazione secondo cui ne lui ne la sua famiglia avrebbero mai beneficiati del fondo offshore paterno, ammettendo di aver incassato 300.000 sterline solo dopo la morte del padre, sostenendo inoltre di non sapere se parte di questo denaro fosse transitato in precedenza in paradisi fiscali. Il giornale parte dalla richiesta di pubblicare la dichiarazione dei redditi del primo ministro, come lui stesso aveva promesso in passato, e invoca la massima trasparenza sul fondo di investimento creato dal padre a Panama, Blairmore Holdings Inc, a partire dagli eventuali interessi che i familiari di Cameron continuerebbero ad avere.

Nel corso dell’intervista, Cameron ha anche difeso la memoria del padre, che come abbiamo anticipato è morto nel 2010, sostenendo che in alcun modo la società è stata costituita per sfuggire alle tasse. “Come lui abbia avuto queste quote è irrilevante. Non ha altra scelta che dimettersi”, ha scritto, su Twitter, il parlamentare laburista John Mann, il quale è stato il primo a chiedere al premier David Cameron di farsi da parte dopo le sue rivelazioni sulle Carte di Panama.”Le rivelazioni mi hanno scioccato, è immorale, non etico, inaccettabile, gli importi sono scioccanti”: lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici commentando i Panama Papers. “Bisogna dire che i Paesi che non cooperano sono paradisi fiscali, dobbiamo elencarli con una lista nera comune ed essere pronti a sanzioni se non cambiano i comportamenti”, ha aggiunto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.