Panama Papers, il Premier islandese Gunnlaugsson si dimette. Procura di Torino apre indagini

Panama Papers e Italia, indagala procura di Torino. Ipotesi di reato: riciclaggio. I magistrati piemontesi hanno chiesto alla Guardia di Finanzia di acquisire «dati e informazioni» sui contenuti della lista di 214mila «società schermo» curate dallo studio legale Mossack Fonseca di Panama. Le FiammeGialle, coordinate dal procuratore aggiunto Alberto Perduca, dovranno accertare l’esistenza di società off shore che abbiano collegamenti con l’Italia. La procura di Torino – prima in Italia – entra in campo sullo scandalo dei conti nel paradiso fiscale nel quale sono coinvolti circa 800 italiani grazie a un’inchiesta aperta nel 2015 e che ha portato alla condanna, in primo grado, a cinque anni e nove mesi di carcere dell’iraniano Ahmid Raza, medico delle Molinette.

L’uomo è stato riconosciuto colpevole di truffa ai danni dello Stato per una somma di oltre 400mila euro. Soldi ottenuti simulando una caduta dalle scale dell’ospedale, in conseguenza della quale Raza era riuscito a ottenere un risarcimento di 1,3 milioni di euro oltre a contributi di Inail e assicurazioni. Per occultare all’estero parte di quanto incassato prima che i Carabinieri scoprissero la truffa (circa 100mila euro su un totale di 400mila), il medico si sarebbe rivolto allo studio legale di Panama. Intanto spunta anche il nome di Clarence Seedorf tra le persone coinvolte nello scandalo. L’ex calciatore è stato tirato in ballo per una società panamense legata a un’azienda di gioielli italiana che ha sponsorizzato la sua squadra di moto con 600mila euro.

Un vero terremoto politico quello che ha investito l’Islanda in seguito allo scandalo “paradisi fiscali” emerso nei giorni scorsi e che ha visto coinvolto, tra i tanti nomi illustri a livello mondiale, anche il premier Sigmundur Gunnlaugsson. In seguito alla diffusione della notizia nella giornata di ieri il Premier Islandese ha deciso di rassegnare le sue dimissioni, proprio dopo che nei suoi confronti e dell’intero governo era arrivata una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione.

Poco prima di rassegnare le dimissioni, il premier aveva chiesto formalmente al presidente Ólafur Ragnar Grímsson di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni se gli alleati della coalizione fossero usciti dall’esecutivo dopo le rivelazioni sullo scandalo dei “Panama Papers”, ma il capo di stato aveva rifiutato.In seguito alla diffusione della notizia del coinvolgimento del Premier nello scandalo dei paradisi fiscali, anche i cittadini hanno preso di mira il Parlamento, in segno di protesta, lanciando yogurt e uomo esprimendo in questo modo la loro indignazione nei confronti soprattutto del leader politico ; sono dovute intervenire le forze di polizia islandesi per alzare le barricate intorno al parlamento nella capitale Reykjavik.

Sigmundur David Gunnlaugsson è accusato di aver tratto vantaggio da investimenti in conti offshore depositati in paradisi fiscali, anche se lo stesso continua a dire di non essere colpevole e che la moglie ha sempre versato le tasse. Intervenuto sulla vicenda Andre Spicer, ovvero il Professore di comportamento organizzativo alla Cass Business School di Londra e Direttore del centro per l’impresa Responsabile presso lo stesso centro universitario, il quale ha dichiarato:“Nei paesi in cui le istituzioni economiche sono deboli e lo stato è spesso poco più di un racket di protezione, le persone tendono ad accettare cinicamente le rivelazioni – è improbabile che sia messa la pressione su figure chiave per far rendere dei conti.

Nello specifico nella documentazione relativa al caso “Panama Papers”, il Premier islandese Gunnlaugsson insieme alla consorte, Anna Sigurlaug Palsdottir avrebbero comprato nel 2007 dallo studio legale Mossack Fonseca un’azienda con sede proprio nelle Isole Vergini al solo scopo di investire i soldi guadagnati dalla vendita della quota azionaria del business di famiglia detenuta da Palsdottir. Bisogna anche sottolineare che il Premier Islandese non è accusato di essere un evasore fiscale bensì di aver avuto un comportamento moralmente scorretto. “Durante la riunione col gruppo parlamentare il primo ministro ha detto che si sarebbe dimesso dall’incarico e che sarò io a prendere il suo posto”, ha spiegato il numero due del Partito progressista, al potere a Reykjavik, il ministro dell’Agricoltura Sigurdur Ingi Johannsson, intervenendo in diretta televisiva.Situazione ben diversa in Cina, dove i media statali e censura oscurano ogni tipo di notizia di Panama Papers relativa a politici cinesi, primo fra tutti il presidente Xi Jinping. I link su internet non si aprono, a meno che non parlino del coinvolgimento di Lionel Messi o di altri personaggi.

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