Panama Papers, inchiesta paradisi fiscali: un motore di ricerca per scoprire i nomi e le società coinvolte nello scandalo

Panama Papers, inchiesta paradisi fiscali un motore di ricerca per scoprire i nomi e le società coinvolte nello scandalo

Nuova svolta per la vicenda delle rivelazioni in materia di paradisi fiscali conosciuta come “Panama Papers”, ovvero il fascicolo composto da 11,5 milioni di documenti confidenziali creato dalla Mossack Fonseca, uno studio legale panamense. Una lunga lista quella resa nota già nelle scorse settimane, tra cui figurerebbero nomi di spicco della finanza, della moda, del cinema, dello spettacolo, dello sport, manager, avvocati, immobiliaristi e imprenditori: Luca Cordero di Montezemolo, Valentino Garavani, Carlo Verdone, Barbara d’Urso, Adriano Galliani, il pilota Jarno Trulli, Flavio Briatore, Silvio Berlusconi, solo per citarne alcuni del lungo elenco.

E’ stato realizzato e presentato un potente motore di sicurezza per trovare più facilmente i nomi e gli indirizzi dei tantissimi soggetti coinvolti nello scandalo. Questo potente motore di ricerca è stato messo a disposizione dal consorzio internazionale di giornalisti investigativi che in questo modo ha reso note le circa 214 mila società offshore create in ben 21 giurisdizioni. Il database con i nominativi dei personaggi possibilmente coinvolti in un processo di evasione in paradisi fiscali sarà gestito dallo studio legale panamense Mossack Fonseca e sono stati pubblicati nella giornata di ieri.

I documenti in questione dimostrerebbero il coinvolgimento di banche che hanno aiutato clienti a mettere i proprio patrimoni fuori dalla portata delle agenzie del fisco dei paesi di residenza, suscitando sospetti su attività al confine tra lecito ed illecito di migliaia di società, alcune controllate da politici, capi di stato e banche di ogni parte del mondo.Il consorzio nello specifico ha deciso di non rendere noti tutti i documenti prelevati dalla Mossack Fonseca, ma di rendere visibili soltanto tutte le informazioni relativi alle società, agli amministratori ed ai beneficiari; non verranno resi noti i documenti interni originali dello studio legale, i conti bancari e le centinaia di migliaia di email da cui si ricavano indicazioni importanti per ricostruire le architetture societarie offshore.

Inoltre, questo database interattivo conterrà anche una serie di informazioni su più di 100 mila società fantasma già rese note nel 2013 grazie ad un’altra attività investigativa portata avanti dall’Icj, denominata OffshoreLeaks.«L’indagine ha portato a dimissioni di alto profilo, tra cui il primo ministro dell’Islanda; innescato inchieste ufficiali in diversi paesi e fatto pressione sui leader mondiali e altri politici, come il primo ministro britannico David Cameron, affinché spieghino le loro connessioni con società off-shore, e ha scatenato un nuovo senso di urgenza tra i legislatori e le autorità di regolamentazione affinché si colmino le lacune e si rendano pubbliche le informazioni sui proprietari delle società di comodo», ha diffuso l’ICIJ attraverso una mail. Dunque, la ricerca sarà possibile compilando la ricerca con nomi, azionisti, indirizzi collegabili a società offshore, anche quelle per le quali i proprietari sono ancora segreti, comprese le identità delle agenzie di mediazione che hanno collaborato alla creazione dei conti esteri.

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