Parma, blitz della Guardia di Finanza: sequestro in azienda Parmacotto da 11 milioni

0

Parma, blitz della Guardia di Finanza sequestro in azienda Parmacotto da 11 milioni

Nella mattinata di ieri la Guardia di Costiera di Parma nel corso di una complessa indagine economico-finanziaria avviata da circa un anno e coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Parma, ha eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale per equivalente di circa 11 milioni di euro, emesso in via d’urgenza dalla stessa Procura nei confronti di un’azienda parmigiana operante nel settore alimentare.

Il sequestro d’urgenza e mi fanno la giornata di ieri dalla Procura dopo un anno di indagini delle Fiamme Gialle e in attesa ancora di convalida del gip ti accompagna l’accusa di truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di erogazioni pubbliche a carico di colui che allora era il presidente del cda, Marco Rosi e dell’amministratore delegato Alessandro. “Stiamo collaborando da un anno con la Guardia di Finanza per l’accertamento di queste incongruenze tra documentazione contabile e la reale situazione aziendale tra 2010 2011 e unità assolutamente lineare atteso”, ha dichiarato il CFO Parmacotto Alessandro cappelletti in azienda alla fine del 2014.

Nella giornata di ieri dunque è partita il sequestro del patrimonio dell’azienda fino a concorrenza del danno a partire dalla liquidità bancaria per poi passare i beni mobili ed immobili come ad esempio magazzini infrastrutture. Sempre nella giornata di ieri la Procura ha anche nominato un amministratore giudiziario un dottore commercialista di Roma il quale dovrà vigilare sulle azienda anche se non subentrerà nella gestione, l’azienda Parmacotto non sarà chiusa ma continuerà la sua attività. La crisi dell’azienda cominciò nel 2010 quando ancora Parmacotto era un nome altisonante dell’industria alimentare italiana ed il patron ovvero Marco Rosi era un esponente influente del unione parmense industriali; la crisi per propria che porto l’azienda sull’orlo di un debito di 50 mila euro esattamente in quegli anni ed è continuato fino al giorno d’oggi tanto che la Procura ha disposto il sequestro di 11 milioni di euro di beni aziendali.

Le Fiamme Gialle, coordinate dal pm Paola Dal Monte, indagano per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e per false comunicazioni sociali (quest’ultimo reato, risalente al 2010, dovrebbe cadere presto in prescrizione). Sono due gli ex amministratori della Parmacotto iscritti nel registro degli indagati. Entrambi non fanno più parte della compagine societaria.L’attività dell’azienda, che proprio in questi mesi ha subito una consistente ristrutturazione con tagli e riduzione del personale, prosegue ora sotto il controllo di un amministratore giudiziario. Il sequestro ieri mattina è stato notificato dagli uomini della Guardia di Finanza nello stabilimento del botteghino all’Expo con Marco Rossi e mira a recuperare il denaro pubblico che l’azienda ricevuto indebitamente sotto forma di aumento del proprio capitale sociale. Secondo gli inquirenti, in questo modo gli amministratori pro-tempore della società, “attraverso artifici contabili, false attestazioni e la conseguente falsificazione di un bilancio annuale d’esercizio, erano riusciti a far apparire una situazione economico-patrimoniale talmente fiorente da indurre in errore una società di diritto pubblico” che, come hanno ricordato le Fiamme Gialle in una nota, ha finalità di sostenere e sviluppare investimenti produttivi e programmi di sviluppo di aziende italiane sane e redditizie, che ha poi provveduto a erogare un finanziamento di 11 milioni di euro.

Rispondi o Commenta