Passaporti falsi rivenduti al traffico migranti: arrestate undici persone tra cui tre funzionari di Mef e Zecca dello Stato

Passaporti falsi rivenduti al traffico migranti arrestate undici persone tra cui tre funzionari di Mef e Zecca dello Stato

Importante operazione di polizia condotta nella giornata di ieri a Fiumicino che ha portato all’arresto di 11 persone facenti parte di una banda criminale specializzata nel reperimento e nella vendita di passaporti falsi.

I soggetti arrestati, sostanzialmente, facenti parte di un’organizzazione criminale riuscivano a recuperare dei passaporti falsi scampati al macero, immettendoli poi sul mercato nero, i documenti infatti finivano in territori quali la Siria, l’Afghanistan e l’Iraq.Le indagini degli uomini della Polizia di Frontiera hanno portato a 11 provvedimenti cautelari, emessi dall’Autorità Giudiziaria di Roma, e che hanno riguardato anche tre funzionari dell’Istituto Poligrafico dello Stato e del Ministero delle Finanze, accusati, a vario titolo, di aver sottratto i documenti d’identità dai magazzini della Zecca dello Stato.

Si tratta per lo più di soggetti residenti in Algeria, Marocco con basi a Roma e Napoli e con ramificazioni a Parigi, Molenbeek ed Istanbul.L’attuale situazione internazionale, e la continua minaccia terroristica oltre che l’incessante fenomeno dell’immigrazione clandestina hanno portato a sviluppare una tecnologia sempre più avanzata, dai cancelli automatici per la lettura dei passaporti al dispositivo Mercurio che permette alle pattuglie esterne dotate di telecamere di leggere le targhe delle auto parcheggiate. “L’equilibrio tra la tutela dei passeggeri e la libertà di circolazione sono il risultato di un salto di qualità nella gestione degli spazi aeroportuali, soprattutto di quelli considerati tradizionalmente non «obiettivi sensibili e cioè zone aperte al pubblico dove ci sono bar e circolano parenti e amici dei viaggiatori”, ha fatto sapere il direttore del Servizio Polizia delle frontiere e degli stranieri, Giuseppe De Angelis. “In merito all’inchiesta della procura di Roma sulla sottrazione di passaporti italiani destinati alla distruzione nel febbraio del 2014 si precisa che il personale coinvolto nell’indagine già da tempo è stato allontanato dal processo di lavorazione di passaporti o di altri documenti di identità”, recita una nota dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Nello specifico nell’inchiesta è particolarmente coinvolto un marocchino il cui nome non è stato rivelato il quale era particolarmente attivo nel vendere documenti italiani in tutto il mondo, utilizzando anche mezzi di comunicazione quali telefono, computer e nello specifico whatsapp, viber e skype.Le telefonate del marocchino con i clienti sono state intercettate dalla Polizia di frontiera e da queste è emerso che la sua attività appariva come un vero supermercato, i clienti chiedevano identità false, scegliendo anche cosa indossare. Per quanto riguarda il prezzo questo variava ma mediamente si aggirava sui 1000 euro a documento. Negli scali di Malpensa e Fiumicino sono già in servizio le Squadre Uopi frontiera (Unità operative primo intervento), addestrate dal Nocs, per contrastare la minaccia terroristica. mentre entro il 2020 dovrebbe arrivare un nuovo progetto europeo denominato Entry exit system che prevede la registrazione automatica dei cittadini provenienti da Paesi terzi e che sostituirà il sistema della timbratura dei passaporti.

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