Patty Pravo, “I miei uomini li scelgo al letto”

Ha esordito a 17 anni al Piper, storico locale della Dolce Vita romana. E oggi, dopo 120 milioni di copie vendute, la trasgressiva cantante festeggia 50 anni di carriera partecipando, per la nona volta, a Sanremo: «Ho un rapporto carnale col pubblico e, quando canto, mi diverto come una matta». Poi si confessa senza veli: «Vivo d’istinto e rifarei tutto, anche i miei quattro matrimoni. Ma non so che cosa sia il romanticismo: per me è fondamentale l’eros. Senza sesso non c’è storia». «Ho amato anche più compagni alla volta, che male c’è a voler bene a due persone insieme?». «Oggi, forse, sono innamorata alla follia, ma non mi va di convivere. La mia libertà è fondamentale»

Cinquantanni di carriera e non sentirli. «Ma ho cominciato bambina. A17 anni. E da subito ho detto: “ Wow! Ecco dove sto bene io: sul palco!” Col pubblico ho un rapporto carnale».
Patty Pravo parla tagliente e sinuosa come la sua “erre”. Gli occhi chiarissimi, circondati di nero; il viso diafano, levigato. Non tradisce emozione al suo nono Festival di Sanremo dove è in gara con la canzone Cieli immensi.

Lo vive come un gioco o l’Ariston le incute timore ancora?
«Ambedue le cose. La tensione ci deve essere. C’è pure nei miei concerti, anche se lì meno, lì sono casa mia. Figurarsi a Sanremo dove devo dare il meglio. Poi inizio a cantare e non vorrei più smettere. No, 50 anni di carriera non me li sento. Non mi sono mai annoiata, non mi sono fatta mancare nulla, né in musica, né nella vita».
C’è differenza tra musica e vita?
«Sul palco sono felice. Lì esce la mia parte più bella, rilassata. Mi diverto come una matta. È come quando si fa l’amore: non è mai la stessa cosa. E, oggi come allora, incontro un pubblico febee. È la musica che fa stare bene». Ben 120 milioni di copie in carriera, quattro matrimoni, copertine sexy, dal 1980 al 1983 la vita in America. Rifarebbe tutto?
«Certo, dal momento che l’ho fatto! Io vivo sempre d’istinto. Basta non farmi arrabbiare. Per fortuna, però, mi arrabbio di rado. Non ho pretese e abitudini strane, no, no, per carità! Io cerco di fa- cibtarmi la vita, mica di comphcarme-
la. Amo camminare nel mio quartiere, a Roma, salutare i negozianti che conosco uno per uno. Mi piacciono le persone: mi sorridono, mi vogbono bene. Mi raccontano la loro vita».
Due anni fa aveva annunciato il ritiro. Che cosa era successo?
«Avevo avuto un attacco di panico poco prima di un concerto. Non ne ho mai capito i motivi. Mi mancò il fiato. Mi spaventai. Non è più successo però. Dunque, non lascio».
Invece gli uomini li lascia. Tanti grandi amori, quattro matrimoni alle spalle. A Sanremo rivede Riccardo Fogli, ospite con i Pooh Le fa piacere?
«Beh, mica è la prima volta che lo rivedo! Ho ottimi rapporti con i miei ex. Certo, quella fu una grande storia…». Romantica, passionale?
«Non so che cosa sia il romanticismo. Per me prima di tutto viene il sesso. È la cosa più importante. A pelle, so dal primo incontro se funziona. L’intesa a letto, è fondamentale. Alcuni mariti li ho scelti lì. Senza sesso non c’è storia». Ha vissuto più amori alla volta? «Sì, due. Che male c’è a voler bene a due persone alla volta? Vivevo anche con entrambi. Certo, erano musicisti
• tutti e due, erano amici, avevano lo stesso nome: Paul, così non sbagliavo. Paul Martinez e Paul Jeffrey».
Le donne di oggi come le vede? «Indietro. Rassegnate: che due pa…e! Sta a noi farci rispettare, pagare come un uomo e tutto il resto. Io non mi sono mai sentita in niente diversa da un uomo. E se un uomo mi piace me lo prendo. Ma sono veneziana: è diverso. Le donne veneziane nascono libere». Non ha avuto figli per una promessa fatta al primo marito. È vero? «Sì, allora, eravamo troppo giovani. Poi non mi sono pentita affatto. Ma se uno sente che è quella la sua strada, è giusto che lo faccia».
Da chi è affascinata e attratta? «Sono attratta da chi trasmette equilibrio. E sono pochi».
C’è una persona così oggi?
«Forse! E forse ne sono innamorata follemente. Ma in questo momento non mi va di convivere. La libertà è fondamentale».
Cosa non deve mai fare un uomo?
«Perdere tempo a essere geloso. E poi non deve cercare di far diventare la mia casa una famiglia. Da me possono entrare solo gli amici».
Una persona che oggi le manca? «Il più grande dolore della vita è stata la morte di mia nonna. Sono cresciuta con lei. Ma io so che ancora esiste, è con me. Ogni tanto a casa si aprono porte, volano cose: è lei che mi dice: “Ci sono, ti faccio compagnia”».
A chi dice grazie?
«A me stessa. Da neonata i miei genitori mi lasciarono dai nonni. Quello che sono l’ho voluto da me».
Che cosa manca oggi in Italia?
«La diversità. Quando sono rientrata dall’America mi sono detta: “Ma qui sono tutti bianchi? E gli altri dove stanno?” In Italia gli altri li trattiamo male… Il razzismo è la nostra grande tragedia. La diversità è ricchezza. Noi restiamo poveri e impauriti».

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