Pavia, prega per 20 anni sulla tomba della madre è vuota: chiesti 50 mila euro di danni morali al comune

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Una storia davvero incredibile arriva nello specifico da Fossarmato, frazione del comune di Pavia posta ad est del centro abitato, verso Albuzzano, dove un uomo ha deciso di denunciare il comune di appartenenza chiedendo anche un risarcimento di 50 mila euro. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto.

Gianni Garlaschelli dal 1995, anno in cui è tragicamente scomparsa la sua mamma, si reca spesso presso il cimitero per far visita alla mamma e pregare sulla sua tomba, o almeno su quella che per più di 20 anni ha creduto lo fosse. Purtroppo però l’uomo ha scoperto che per più di 20 anni ha pregato e ha portato dei fiori su una tomba completamente vuota, una tomba sulla quale vi si trovava la fotografia della madre defunta ma che al suo interno era completamente vuota, senza che vi fosse nessuna traccia della donna.

La sconcertante scoperta è arrivata, per Gianni Garlaschelli, un po di tempo fa ed esattamente nel 2014 quando, proprio in seguito alle esumazioni chieste dal Comune ha scoperto che non vi erano né la bara, che ancora oggi non si riesce a capire quale fine abbia fatto, né i resti della salma dell’80enne Maria Carini. Nel corso di una recente intervista rilasciata a La Provincia Pavese il figlio della donna defunta, Gianni Garlaschelli, ha nello specifico affermato “Era la seconda nella fila che è stata esumata insieme a un’altra ventina di sepolture. mi è rimasta solo la fotografia, che era in una cornice incollata alla lapide. L’ho trovata appoggiata sul davanzale del gabbiotto degli attrezzi”.

Una vicenda questa che sta lasciando senza parole davvero moltissime persone, molte delle quali come Gianni Garlaschelli era solito fare, si recano spesso al cimitero a salutare i propri cari defunti e che mai vorrebbero scoprire ciò che l’uomo ha invece scoperto. La triste e allo stesso tempo sconcertante scoperta, come precedentemente anticipato, è avvenuta nel 2014 ma è stata resa nota solamente adesso in quanto, la vicenda è arrivata da poco in tribunale e proprio il prossimo 2 giugno avrà luogo l’udienza davanti al giudice civile del Tribunale di Pavia.

Il figlio dell’anziana donna defunta ha dunque deciso di procedere per vie legali nella speranza di capire quanto sia realmente accaduto e che fine abbia fatto la bara della sua mamma. Inoltre l’uomo, che come precedentemente affermato per venti lunghi anni ha pianto e ha portato dei fiori su una tomba vuota, ha deciso di chiedere un risarcimento per i danni subiti, un risarcimento chiesto al Comune accusato di non aver avvisato la famiglia della donna dello “spostamento”. Nello specifico Gianni Garlashelli ha chiesto ben cinquantamila euro di danni morali ma sia il Comune che l’amministrazione comunale continuano nel sostenere di non avere alcuna idea di dove sia finita la bara e la salma della donna scomparsa nell’ormai lontano 1995.

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