Pensioni di reversibilità legate all’indice Isee: ecco cosa vuol dire

C’è anche l’eventualità di modificare le pensioni di reversibilità nel ddl sulla discrepanza alla povertà in discussione alla commissione lavoro della camera. L’idea è quella di allacciare trattamenti di reversibilità tra parentesi ovvero il generale agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore) all’indice Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale.

In sostanza, a giustificare l’erogazione della pensione non saranno più (o non solo) i contributi versati dal lavoratore, ma il reddito dei familiari.

Palazzo Chigi ha comunque spiegato che la nuova legge varrà solo sulle prestazioni future e non su quelle in essere. Inoltre, “se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà non toglie”.

La polemica però si infiamma. “Non si fa cassa sulle vedove”, tuona Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil, sull’Huffington Post.
“La pensione di reversibilità”, scrive, “è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati. Che in molti casi quindi sparirebbero nel nulla, o meglio, resterebbero nelle casse dello Stato. In parole povere una sorta di rapina legalizzata”.

A protestare è anche Matteo Salvini, che accusa il governo di “voler tagliare le pensioni fregando così migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove. Rubando contributi effettivamente versati, per anni. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo”.

Per il grillino Alessio Villarosa quello dell’Isee è “un trucchetto per toglier, visto che l’asticella viene sempre fissata a un reddito davvero da fame” e “basta che una donna vedova viva ancora con suo figlio che magari ha un piccolo reddito da lavoro per far saltare la pensione”.

LA SMENTITA DI POLETTI –  Dopo la bufera arriva la smentita del ministro del lavoro Giuliano Poletti. “C’è chi cerca facile visibilità e si diletta ad inventare un problema che non c’è per poi poter dire di averlo risolto. La proposta di legge delega del governo lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere.

Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale”.”Ribadisco che il governo vuole dare e non togliere: per questo, per contrastare la povertà, nella legge di stabilità è previsto lo stanziamento di 600 milioni per il 2016 e di 1 miliardo strutturale a partire dal 2017″, ha concluso.

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