Pensioni, Matteo Renzi: “valutiamo interventi su anticipo pensionistico e minime”

Firma del protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica delle aree di Bagnoli

Nell’incontro di ieri non si è entrati nel merito. Ma il piano del governo sulle pensioni, che dovrebbe essere formalizzato nella legge di Bilancio da approvare dopo l’estate, è abbastanza definito. La misura che ha più probabilità di arrivare al traguardo della Gazzetta ufficiale è l’Ape, l’anticipo pensionistico. E cioè la possibilità di lasciare il lavoro fino a un massimo di tre anni prima del previsto, accettando però un assegno più leggero. Il primo anno sarebbero coinvolti i nati fra il 1951 e il 1953, con un taglio dell’assegno fino al 4% per ogni anno di anticipo, variabile a seconda del reddito. L’Ape dovrebbe costare intorno al miliardo di euro l’anno. C’è poi l’ipotesi di un aumento delle pensioni minime, forse sotto forma di estensione del bonus da 80 euro già previsto per i lavoratori dipendenti. Costo dell’operazione tra i 2,3 e i 3,5 miliardi di euro l’anno. In aggiunta c’è l’idea di uno sconto sugli anni di contributi per chi svolge attività usuranti, che avrebbe per lo Stato un costo difficile da quantificare, ma molto più contenuto. E anche la possibilità di rendere flessibile il riscatto della laurea che sarebbe praticabile solo da chi ha fatto l’università ma per lo Stato avrebbe costi praticamente pari a zero.

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