Petizione per trovare una casa a Chiara Insidioso, la ragazza massacrata dal fidanzato e ridotta in stato vegetativo, andrà in clinica per anziani

Partita su change.org l’ennesima petizione #unacasaperchiara per trovare una casa a Chiara Insidioso Monda, ovvero la giovane ragazza sopravvissuta alla violenza del fidanzato Maurizo Falcioni, che venne condannato a 16 anni in appello.

Il giovane è stato condannato per aver picchiato la sua ragazza in modo così violento da ridurla in stato vegetativo, avendole provocato delle gravi lesioni cerebrali. Al momento la giovane Chiara si trova ricoverata presso la clinica Fondazione Santa Lucia ormai da due anni, da quando venne massacrata praticamente dal suo compagno, finendo in coma vegetativo. Nella giornata di ieri il Presidente Mattarella ha fatto visita alla struttura, ma il padre della giovane Chiara ha preferito non partecipare. «Ho parlato ovunque e con chiunque, alla Camera dei Deputati, con la Boldrini, cardinali, vescovi, vice prefetto, vice presidente della Regione. Sono stanco di dire sempre le stesse cose. Mi hanno detto ”lei è invitato con Chiara in prima fila, il Quirinale lo sa”, ma io non scendo, lei non è una paziente che può stare ferma un’ora, dopo un po’ inizia a contorcersi per i dolori e le fitte. Se vogliono vengono su loro», ha dichiarato il padre della giovane Chiara, che da qui a breve verrà dimessa dalla clinica e molto probabilmente finirà in un ospizio.

«Tanti ”siamo solidali”, e basta. Se Chiara è un caso unico per la sua gravità, dovevano prendere un provvedimento unico. Qui hanno fatto tanto, la riabilitazione che di norma dura 6 mesi si è protratta per 13, ma lo Stato l’ha abbandonata. Me ne vado nell’ospizio a testa alta, ma conto di portarla fuori dall’Italia», ha aggiunto Maurizio Insidioso, il padre della giovane. Secondo quanto riferito dalla dottoressa Rita Formisano, primaria del centro post coma del Santa Lucia, la giovane è arrivata in totale assenza di interazione con l’ambiente esterno, ovvero uno stato vegetativo con incapacità di eseguire ordini anche semplici, tanto che sebbene seguisse con lo sguardo gli stessi genitori si chiedevano se lo facesse volontariamente. Nei giorni scorsi il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha voluto incontrare il padre della giovane Chiara, e nel corso dell’incontro Maurizio Insidioso ha mostrato tutto il suo rammarico per essere stati abbandonati.

“Di storie come la nostra si parla solo in occasione dei convegni, poi ci dimenticano del tutto quando si tratta di aiutarci ad affrontare la quotidianità”, ha aggiunto l’uomo il quale ha anche riferito di aspettarsi comunque un sostegno da parte di qualcuno per poter portare Chiara a casa, dove secondo quanto riferito dai medici avrebbe potuto ricevere delle cure migliori. Chiara purtroppo non potrà ritornare a casa, perchè sostanzialmente una casa non c’è l’ha e lo Stato che ha il dovere di essere presente in questo caso ed in casi come questi, non sembra essere intervenuto in modo efficace.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Al supermercato è ormai la prassi: per conquistare sempre più clienti si praticano sconti e si accumulano punti. Succede pure in certi negozi di abbigliamento: c’è la formula “paghi due prendi tre”, oppure quella più moderna con lo sconto che aumenta sempre più dall’acquisto del terzo articolo in poi. Una pratica che funziona così bene da essere applicata perfino in molte aule dei tribunali italiani. Sembra funzionare così: più si commettono reati gravi, più è alto lo sconto di pena.

Lo sanno bene i genitori di Chiara Insidioso Monda, in coma per undici mesi dopo essere stata massacrata di botte, il 24 febbraio del 2014, dalle stesse mani e braccia che avrebbero dovuta proteggerla, quelle del suo compagno. La sua vita è stata segnata per sempre e ieri, in un’aula di tribunale, i suoi familiari hanno avuto la prova di una giustizia che, agli occhi di chi non mastica codici e leggi, sembra andare controcorrente. A Maurizio Falcioni, l’uomo che ha ridotto in fin di vita la giovane diciannovenne, i giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Roma gli hanno ridotto la pena. Ai venti inflitti in primo grado e con rito abbreviato lo scorso dicembre, è stato applicato uno sconto di quattro anni. Sedici ne trascorrerà in carcere, a meno che non arrivi la stagione dei saldi.

Imputato di tentato omicidio e di maltrattamenti ai quali a lungo sarebbe stata sottoposta l’allora compagna Chiara, che aveva deciso di troncare la relazione, l’uomo di 16 anni più grande di lei, dopo ripetuti appelli a chiedere sconti e a implorare pietà, ha pure provato a rasserenare il clima.

«Chiedo scusa per quel che ho fatto… Chiedo perdono a Chiara», le sue parole pronunciate durante il processo. Parole che non bastano però ad alleviare il dolore della madre di Chiara che, uscita dal coma, è costretta a sottoporsi a cure continue. «Ha condannato mia figlia a vita, e lui dopo 16 anni uscirà dal carcere», ha detto Danielle, questo il nome della mamma, intervistata a “La vita in diretta” su Rai Uno.

E se la signora è riuscita a mantenere, si fa per dire, la calma, lo stesso non è avvenuto per il padre della giovane ragazza, Maurizio Insidioso Monda. Non ce l’ha fatta a mandare giù la lettura della sentenza di appello e quello sconto di pena è stato come una pugnalata nel petto. In tribunale ha avuto un malore pensando alla figlia che vive su una sedia a rotelle. Soccorso in un primo momento nello spazio antistante l’aula di tribunale, è stato poi trasportato in ospedale, a Roma. E sul suo profilo Facebookha scritto: «Cara Chiara, oggi sono stato affianco a colui che ti ha ridotto cosi per sempre… lo sai oggi sei stata oltraggiata da lui… dal suo avvocato e dai giudici che non hanno coraggio… Chiara …

L’ITALIA è un paese dove non c’è dignità e oggi in quell’aula si parlava solo del modo in cui riabilitare al mondo quel verme di Falcioni… lui ha ricevuto un bellissimo sconto che lo aiuterà a tornare presto a fare la sua vita… Oggi mi piacerebbe avere la possibilità di sapere che potrei portarti via da questa Italia…».
Alla lettura della sentenza in aula è stato un susseguirsi di «vergogna, vergogna» da parte di parenti e amici che hanno messo in piedi una violenta manifestazione contro i giudici. Per fermare la rabbia c’è voluto l’intervento delle forze dell’ordine. Segno che non sempre gli sconti sono un buon affare.

“Siamo dispiaciuti per la riduzione della condanna a Falcioni. Noi purtroppo adesso possiamo fare molto poco. Certo, presenteremo istanza alla procura per sollecitare la presentazione del ricorso per Cassazione”, ha dichiarato l’avvocato Massimiliano Santaiti, uno dei legali della famiglia di Chiara. “Purtroppo – ha aggiunto Santaiti – la Corte d’appello non ha avuto il coraggio di dichiarareinammissibile l’appello proposto, in quanto avevamo segnalato che era una semplice enunciazione sterile di qualche motivo, senza andare a fondo della vicenda. Adesso aspettiamo comunque di conoscere le motivazioni della sentenza”.

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