Pietro Maso scrive una lettera a Manuel Foffo: ‘Capisco perché volevi uccidere tuo padre, non ti biasimo’

Pietro Maso scrive una lettera a Manuel Foffo 'Capisco perché volevi uccidere tuo padre, non ti biasimo'Sta facendo molto parlare di se, nelle ultime ore, Pietro Maso, il criminale italiano che il 17 aprile del 1991, all’interno della propria abitazione, uccise entrambi i genitori e per il cui omicidio è stato condannato a 30 anni di carcere anche se è stato rimesso in libertà dopo averne scontati ventidue. Pietro Maso, come precedentemente anticipato, sta facendo molto parlare di se nelle ultime ore in seguito alla decisione di scrivere una lettera a Manuel Foffo arrestato insieme a Marco Prato per l’omicidio di Luca Varani.

A colpire Maso a tal punto da scrivere una lettera rivolta a Manuel Foffo è stata nello specifico una dichiarazione che il giovane Foffo avrebbe rilasciato al pubblico ministero ovvero ‘Volevo uccidere mio padre’. A pubblicare in esclusiva la lettera in questione è stato il Giornale, una lettera che inizia con ‘Caro Manuel’, seguito poi dalle presentazioni ufficiali. Maso si presenta al giovane Foffo come colui che molti anni fa ha ucciso i suoi genitori senza alcun tentennamento, proseguendo poi spiegando il perché ha deciso di rivolgersi a lui.

Perché ho pensato di scriverti? Per egoismo. Aiutarti mi fa sentire finalmente migliore e mi aiuta a sconfiggere i fantasmi che alimentano i miei sensi di colpa. Non posso biasimarti per quello che hai fatto”, ha dichiarato Pietro Maso sottolineando che lui è stato sicuramente peggiore ma che allo stesso tempo capisce il perché lo stesso Manuel voleva uccidere il padre affermando che si è trattato di un istinto di rivalità per catturare quello che era l’affetto delle donne di casa e dimostrare in questo modo di non essere, semplicemente, un cucciolo indifeso. Ma Pietro Maso ha voluto inoltre mettere in guardia Manuel Foffo preannunciandogli tutto quello che gli accadrà in questi anni e affermando nello specifico “L’isolamento, la disperazione, gli sputi in faccia degli altri detenuti e la durezza delle guardie. La voglia di suicidarti e l’illusione di svegliarti da un brutto sogno e tornare alla vita di sempre”. Maso ha inoltre avvertito Foffo che nonostante tutto ciò alla fine verrà sempre considerato la bestia da escludere motivo per il quale gli consiglia di non illudersi assolutamente di essere ascoltato o accettato.

Per ultima cosa Pietro Maso ha invitato Foffo a scrivergli se potrà essergli d’aiuto in modo tale che potrà anche dargli importanti consigli. Tra i tanti che hanno commentato la decisione di Maso di scrivere tale lettera ecco che anche l’avvocato di Manuel Foffo, Michele Andreano, ha voluto esprimere il suo pensiero affermando che si è solamente trattato di “un tentativo di farsi pubblicità e un’espressione di egocentrismo”, sottolineando inoltre che il giovane si trova attualmente in isolamento profondamente addolorato per il delitto commesso e che, lettere di questo tipo, lo fanno cadere nel più profondo sconforto motivo per il quale questi tentativi di intrusione considerati dall’avvocato senza senso, vanno fermati.

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