Pirateria digitale, guadagnavano copiando quotidiani online a pagamento: chiusi 15 siti web illegali

Duro colpo alla pirateria digitale con l’operazione Fenice, condotta dal Nucleo Speciale per la radiodiffusione e l’editoria. Grazie all’operazione dieci siti web sono stati sequestrati, altri cinque oscurati e altre cinque persone sono state denunciate per illecita diffusione di copie digitali di quotidiani nazionali. E’ questo il risultato dell’operazione Fenice del nucleo speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria della Guardia di Finanza che ha colpito i responsabili della pubblicazione di quotidiani e periodici attraverso piattaforme web del tutto illegali.

«Esprimo profondo apprezzamento per l’ulteriore segnale di attenzione al settore dell’editoria e di impegno concreto nella difficile attività di protezione del diritto d’autore dimostrato dal Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Roma», ha commentato in questo modo il Presidente della Fieg Maurizio Costa.

La Procura ha disposto perquisizioni a sequestro di materiale informatico a carico di soggetti, tutti di nazionalità italiana, tutti soggetti residenti nelle province di Napoli, Carbonia-Iglesias, Brescia, Roma, Frosinone e Torino. Il meccanismo era il seguente, ovvero diffondevano gratuitamente ed in versione integrale sul web alcuni periodici a pagamento, guadagnando poi dalla pubblicità. L’operazione Fenice segue un’altra operazione condotta lo scorso aprile che portò al sequestro ed all’oscuramento di 19 siti edicola che si appropriavano della copia digitale del giovane non ancora inviato alla stampa per poterla caricare sui siti illegali.

A tal riguardo, Maurizio Costa, ha anche aggiunto: “Da tempo gli editori editori italiani denunciano le continue violazioni del diritto d’autore e il saccheggio sistematico dei contenuti editoriali, attuati sia con azioni di vera e propria pirateria – come quelle oggetto delle operazioni che hanno portato alla complessiva chiusura di 34 siti – sia attraverso utilizzazioni «clandestine» di contenuti altrui, come le rassegne stampa realizzate senza autorizzazione dei titolari del diritto di sfruttamento delle opere riprodotte, fino a giungere all’utilizzo illegittimo dei contenuti da parte degli Over the top”.

Ed ancora Costa conclude: «Tutti i fenomeni di pirateria, riproducendo senza alcun riconoscimento economico un’informazione sulla quale gli editori investono invece ingenti risorse, condizionano in maniera significativa i modelli di business delle imprese editrici. Per tutelare il prodotto informativo realizzato dalle nostre imprese – conclude Costa – è necessaria una strategia complessiva di difesa del diritto d’autore che si basi su azioni efficaci di contrasto all’illegalità e sulle opportune modifiche normative». Purtroppo da quanto emerso la nostra editoria, sta da anni attraversando un periodo di forte crisi, sviluppato dall‘ufficio studi di Mediobanca, dai quali è emerso che nel 2014 si sono perse 400 mila copie al giorno, passando da 3.6 milioni a 3.2 milioni di copie. Registrato anche un calo di lettori che ha portato in 5 anni una perdita di 4.800 posti di lavoro di settore.

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